lunedì 30 dicembre 2013

Ju Caffè d'Or(z)o 2013 - Comics, Books, Music and Movies

Per vedere i Premi Ju Caffè d'Or(z)o 2012 clicca QUI



Carissimi,
in questo duemilatredici che sta per volgere il suo corso c’è stata tanta carne da cuocere. Tantissima oserei dire.
Perché?
Sono tornati i Daft Punk (dopo otto anni!); il ritorno di Gipi (mica cazzi); ristampe a non finire di capolavori inarrivabili del fumetto; Fantasma dei Baustelle e L’Album Biango dei miei amati Elio e le Storie Tese; Pacific Rim  e tanto altro ancora.
Ecco, quel “tanto altro ancora” ve ne parlerò nelle prossime righe...
...sto per assegnare il premio più chiacchierato (?) della rete.

JU CAFFE’ D’OR(Z)O 2013
delle categorie seguenti: Fumetto, Cinema, Musica e Libri (anno magro invece per le letture ahimè).

Attendevo con fervore questo momento!
Si, voglio parlarvi delle letture che mi hanno fatto gridare di gioia e per lo schifo come voglio enunciare le pellicole e i dischi che mi hanno fatto sciogliere per l’estrema bellezza.
E poi onestamente, stilare le classifiche mi ha sempre affascinato. Per non parlare di come le classifiche acchiappino molto i lettori! Classifiche che tuttavia rimangono personalissime come giusto che sia.
Stilare una top ten o five che sia è il momento in cui cerchi di fare un bilancio dell’attivo (su ciò che ti è piaciuto veramente) e sul passivo, ossia su quei prodotti che vorresti sbarazzartene e che al tempo stesso vorresti capire del perché non funzionano.
Detto ciò...



MUSIC



Nell’ambito musicale sono saltate fuori non si sa quante pubblicazioni!
Non reputo commerciale il bel ritorno de Black Sabbath con 13, come non mi è dispiaciuto per niente il grande ritorno di David “White Duke” Bowie con il sorprendente The next day.
Nella schiera dei giovani ho gradito moltissimo il delizioso album di Raphael Gualazzi, Happy Mistake; tornato in scena sul palco dell’Ariston (QUI e QUI i vari aggiornamenti del festival sanremese.
Altra giovane sorpresa è Renzo Rubino che con Poppins mi ha stupito: un disco frizzante e saturo di ironia. Da tenerne conto. Per me è la Sorpresa musicale dell'anno!
Lightning Bolt del gruppo grunge Pearl Jam mi è piaciucchiato. Nutrivo aspettative molto più alte.
Ma vogliamo parlare dell’hype che mi ha divorato per il disco di Elio e le storie tese?
QUI nella recensione trovate tutto sul perché il complessino milanese è in grande spolvero!
Quali sono stati per me gli album flop?
Vi rispondo senza alcun indugio: Mgmt (?!); Elisa (lagnosa, irriconoscibile) e Placebo.

Ma ora...


giovedì 26 dicembre 2013

Orfani N.3 "Primo Sangue" - Sergio Bonelli Editore




Soggetto e sceneggiatura: Roberto Recchioni
Dissegni: Luigi Cavenago
Colori: Arianna Florean
Copertina: Massimo Carnevale


Passato: Ringo non mette mai da parte l’orgoglio e facendo ciò si mette nei guai.
Viene condannato a morte per insubordinazione nei confronti di un insegnante della base di Dorsoduro.
Creerà non poco scompiglio questo suo smodato orgoglio che dai suoi compagni d’addestramento otterrà una grande reazione. Da una persona in particolare.


giovedì 19 dicembre 2013

Ogni Piccolo Pezzo (di Stefano Simeone) - Recensione Roma da Leggere




Ultimamente ho affrontato tante letture interessanti. Ancora adesso tra le riletture varie (grazie di esistere collana de I classici del fumetto di Repubblica) e le ultime uscite mi è capitato di soffermarmi su dei titoli interessanti.
Ogni piccolo pezzo di Stefano Simeone ne fa parte.
Con l'autore mi ci sono intrattento in QUESTA occasione presso lo stand Bao Publishing, dove ho conosciuto anche Caterina Marietti nonché ideatrice della collana Le città viste dall'alto e il simpatico Alberto Madrigal.
QUI la recensione del suo nuovo lavoro. Buona lettura!

p.s. se dovessi dargli un voto? Seguite la griglia di valutazione postata in alto a destra e...


Signori, avevate la mia curiosità, ma ora avete la mia attenzione: ad un passo dalla assuefazione


Se c'è una cosa in particolare di cui l'autore è riuscito a compiere è la seguente: stuzzicare emotivamente il lettore sul finale. Bastano le sole impostazioni delle vignette.

venerdì 13 dicembre 2013

Libri più Liberi 2013 - su Roma da Leggere


QUESTA esperienza vissuta alla fiera della piccola e media editoria di Roma (svoltasi in zona EUR al Palazzo dei Congressi) non mi ha dato molto, mi ha dato tantissimo.
Io e il mio fotografo di fiducia Ivan abbiamo scorrazzato tra la Tunuè dove ho colto l'occasione di far visita a Daniele "Gud" Bonomo. Conosciuto in QUESTA occasione.
Presso lo stand Bao Publishing ho piacevolmente chiacchierato con Caterina Marietti, alla quale va un grande plauso per aver ideato assieme a Leonardo Favia la collana Le città viste dall'alto: proprio per questa collana sono stati pubblicati Ogni piccolo pezzo e Un lavoro vero di Stefano Simeone e Alberto Madrigal.
Con il primo ho intavolato una bellissima conversazione su Orfani, sul suo numero di Long Wei dove ha praticamente e ovviamente cambiato registro di disegno, per parlare poi del concept del suo nuovo lavoro: basato dunque su alcuni stereotipi per quanto concerne la caratterizzazione dei personaggi e sulla cultura pop in generale. Verrà caricata la recensione sempre per la testata Roma da Leggere.
Stefano mi ha presentato l'altresì gentilissimo Albe Madrigal che mi ha lasciato un delizioso omaggio. Di lui ve ne parlerò molto presto.



Poi sono passato allo stand della Coconino per incontrare Gipi. Ultra simpatico ma anche una persona squisita...
Va bene, non cerco di fare le sviolinate per acchiappare simpatie ma dalla veloce chiacchierata affrontata con lui sono emersi non solo risate e complimenti ma anche delle curiosità. L'unica pecca non dovuta dal fumettista pisano ma per questione di tempistica: non vi era tempo per disegnare sulle copie ma solo semplici dediche. Va benissimo così. Anche perché ne sono certo, mi rifarò in un'altra occasione.

"ndo scappi pè i tetti?"

Soprattutto nella conferenza moderata dallo scrittore e giornalista Marco Lodoli, dove il pubblico ha posto qualche domanda all'autore su unastoria e sul mondo del disegno.
Ottima l'organizzazione. Nulla da ridire.
Per il resto...
Buona lettura!


martedì 3 dicembre 2013

unarecensione di "unastoria" - di Gipi - Recensione Coconino Press


"E’ la modernità che lo domanda."


"Hai capito cosa intendo? 
In pratica, secondo me, la forma che abbiamo, il nostro viso, con gli zigomi, le guance, le fossette, il mento, la bocca, le labbra, tutto questo, queste forme, sono state definite nei secoli dei secoli dallo scorrere delle lacrime. Però non pensare che mi riferisca soltanto alle lacrime di dolore. Certo quelle anche. Per l'amor di Dio, ma penso anche a quelle di gioia o commozione.
No, va bene. in realtà pensavo alle lacrime di dolore. Perdonami. Ho mentito. O meglio, no. Non ho mentito.
Volevo solo edulcorare la cosa. Insomma, non volevo dirti una cosa triste.
Anche se so che tu, così bella solare e sorridente, non sei mai triste.
Guarda il tuo viso, com'è liscio, è liscio. Tu non hai mai pianto figlia mia?"

"Bisogna avere fede
Navigare nello spazio siderale
Presupporre l’aldilà
Che siamo troppo avvezzi a stare male
A proteggerci dal sole
Dalla radioattività"

(Radioattività – Baustelle)




12 Graphic Novelle per un anno presenta...

unarecensione di "unastoria"
di Gipi


Ne è passata di acqua sotto i ponti (come era giusto che fosse) prima che Gipi (al secolo Gianni Pacinotti) tornasse sulle tavole per “acquerellare” quello che è divenuto il suo capolavoro. L’opera massima di un autore, la cui carrriera è costellata dai lavori più che degni di nota fino ad arrivare ai massimi riconoscimenti del pantheon fumettistico italiano ed europeo.


mercoledì 27 novembre 2013

Orfani (di Roberto Recchioni ed Emiliano Mammucari) - Recensione Roma da Leggere



Se n'è parlato. Tanto. Troppo.
Prima ancora che uscisse.
Ne passerà di acqua sotto i ponti per parlarne, nel bene e nel male che sia.
Critiche sterili e critiche ben argomentate imperversano sul web (più che altro le prime citate diciamo).
Anche in questo preciso istante mentre state leggendo queste righe.

Sulla testata oline Roma da Leggere: le recensioni del PRIMO NUMERO  e del SECONDO.

Ah, vi prego: MammuCari. Con una C sola. Non date del "Teo" a Emiliano.






mercoledì 20 novembre 2013

Long Wei 5: Il leone corre sulla foglia di loto - Recensione Editoriale Aurea


Nelle puntate precedenti....


Il pugno – Vol. 3
Diego Cajelli (soggetto, sceneggiatura) e Stefano Ascari (sceneggiaura) – Luca Bertelè e Patrick Macchi (disegni)

A Milano vi sono alcune bische. In questo episodio però si tratta scommesse clandestine di tutt’altro genere: in cui si punta del denaro sonante sui combattimenti tra poveracci ed esperti.
Qualche giorno più tardi la polizia trova il cadavere di un giovane cinese, sulla scena del crimine le prove sono state cancellate dall’acqua in cui hanno ritrovato la salma.
A guidare le indagini entra in scena il nuovo personaggio, l’ispettrice De Falco. Però i suoi colleghi brancolano nel buio sebbene le ipotesi avanzate dall’ispettrice li porterà sulla pista giusta.



L’inferno – Vol. 4
Diego Cajelli (soggetto, sceneggiatura) e Stefano Ascari (sceneggiaura) – Francesco Mortarino (disegni)

Nel penultimo numero un maniaco dal volto coperto da una singolare maschera miete delle giovani vittime nel quartiere cinese del capoluogo lombardo.
Ancora una volta scenderanno in campo Long Wei e il fido Vincenzo Palma per far luce su questa scia di sangue.
Una storia dalle tinte noir.








Nel nuovo numero invece...


venerdì 15 novembre 2013

Solo Dio Perdona (un film di Nicolas Winding Refn, 2013) - La Caverna del Cinefilo

la Caverna del cinefilo presenta...




L’acclamato successo del bellissimo Drive ha fatto conoscere il nome di Nicolas Winding Refn al pubblico. Se ne era parlato in sordina nel nostro paese per via della scarsa distribuzione nelle sale.

Ma guarda un po’!

Ho scoperto il titolo succitato sotto consiglio di un amico; grazie alla solita chiacchierata che facevamo sul pullman che ci prelevava dalla stazione di Monte San Biagio una volta tornati da Roma.
Il mondo è bello perché esistono persone come queste. L’ho sempre detto e ve lo ribadirò a fine anno con la classifica dei dischi più belli del 2013 nella rubrica Ju Caffè d’Or(z)o.
Oggi però si parlera della pellicola successiva, ossia Solo Dio perdona. Uscito nelle nostre sale il 31 maggio del 2013.





Bill e il fratello Julian gestiscono una sala da box a Bangkok a mò di copertura per spacciare droga.
Il primo citato stupra una ragazzina e la uccide, una decisione che gli costerà carissima la vita.
Subito dopo per vendetta interviene un killer ed elimina Bill senza pietà alcuna.
Arriva con grandi propositi di vendetta Crystal: la mamma di Julian e del primogenito Bill ucciso da poco.
La madre costringe Julian a “rendere giustizia” (delle virgolette sarà spiegato tutto) la morte di Bill ma lui ritiene che la morte del fratello maggiore sia più che meritata.
Pare però che il mandante del sicario sia un poliziotto in pensione di nome Chang, noto come “l’Angelo della vendetta”.
Crystal dopo aver discusso sul rifiuto di Julian di compiere l’atto vendicativo capisce di essersi messa contro un pericolo incombente più grande di lei.
La sfida tra l’ermetico Chang e la furiosa Crystal è aperta.



Nicolas sfoggia come suo solito delle scelte registiche buone se non ottime, la macchina da presa segue la rabbia di Crystal e la violenza bruta di Chang che pervade in buona parte della pellicola.
Dove un bravo Ryan Gosling/Julian riesce a contenere tutta la rabbia esponendosi con una facciata mite.
Lo scorrere della storia risulta d’essere a tratti eccessivamente ermetico, non suscitandone quindi il piacere dello spettatore: ermetico perché il regista da libero sfogo agli ottimi passaggi registici (tra l’altro accompagnati da una fotografia suontuosa se vogliamo) privi di dialoghi.
Il distacco (in termini di partecipazione e/o pathos) dello spettatore  da alcune scene potrebbe succedere proprio per questo motivo.
La pellicola non mi ha fatto esaltare come l’opera precedente: poichè mancante dell’elemento adrenalinico di cui ne avrebbe tratto beneficio senza dubbio. Ma vuoi per la storia dalle sfumature psicologiche, vuoi per altri fattori ancora, forse è stato doveroso concepirla secondo questa ottica.
Tuttavia è un film che lascia poche pulsazioni per pathos ma con delle rese registiche funzionali, utili per delle lezioni di cinema. La colonna sonora e il sonoro fungono perfettamente da elemento trainante.

Tra i più interessanti di quest’anno.


p.s. che poi il senso della giustizia è stato completamente ribaltato dalla mammina Crystal: secondo la quale deve vendicare necessariamente la morte di uno che aveva appena violentato e ucciso una ragazzina. 

"Bè ma era pur sempre il su figliolo."

Chissenefrega. 

Trasuda antipatia ovunque. Non le avreste dato qualche ceffone sulla bocca? Io più che volentieri. Ma non sarebbe bastato.


martedì 12 novembre 2013

Rughe - di Paco Roca (edito da Tunué) Recensione




Dagli anni della mia infanzia fino all’adolescenza le figure delle nonne sono state sempre presenti, specie la nonna materna.
Con la nonna paterna vissi a casa sua per poco tempo poiché mi trasferì in seguito proprio dall’altra nonna; presso la quale vi abitai per molto tempo prima di traslocare definitivamente.
Talmente presenti sono state che molte volte all’anno mi fanno visita nei sogni.




martedì 5 novembre 2013

Focus On: Gipi - Omnibus: ovvero come ci si prepara per "unastoria" (edito da Coconino Press)

dopo i focus on su Gagnor e Gianfranco Manfredi...



FOCUS ON
GIPI
Omnibus: ovvero come ci si prepara per "unastoria"
(edito da Coconino Press)



Chi è Gipi?

Gianni Pacinotti in arte Gipi nasce a Pisa nel 1963.
Da sempre si è distinto per le tecniche pittoriche che utilizza nei suoi romanzi grafici.
Dove vi racconta la cronaca, le storie di provincia e l’autobiografia.
Gipi dal 2004 ha cominciato a fare incetta di moltissimi premi prestigiosi a livello europeo, quali: Premio Micheluzzi 2004 per la categoria “miglior disegnatore” in Esterno Notte; nel 2006 come “miglior libro” per Appunti di una storia di guerra al Festival di Angoulème e via discorrendo.
Nel 2011 lo abbiamo visto cimentarsi con il cinema ne L’ultimo terrestre (Fandango): liberamente ispirato dal graphic novel di Giacomo Monti, Nessuno mi farà del male; il progetto cinematografico è stato accolto positivamente da pubblico e critica alla 68esima edizione del Festival del Cinema di Venezia.
Il cast composto da Gabrielle Spinelli che ha interpretato il protagonista Luca Bertacci; Anna Bellato e il grande Roberto Herlitzka, un nome che è una garanzia.
La pellicola ha vinto il primo premio per “opera prima” alla rassegna dell’Asti Film Festival nel 2012.
Tra gli ultimi lavori vi figura il video realizzato (benissimo) per il singolo La cena  dei Massimo Volume.






Nelle prossime righe parlerò in sintesi delle tre opere contenute nel tomo Omnibus edito dalla Coconino Press. Un tomo dal prezzo veramente irrisorio poiché costa solo 11,90 euro. Roba che per la qualità delle storie le acquisterei singolarmente a quel prezzo. 

Esterno notte (2003): racconti nati dalle esigenze artistiche più disparate. Per chi ha letto l’introduzione dell’autore nella raccolta omnibus saprà di cosa sto parlando.
Le storie sono state realizzate con i colori ad olio: per rendere gli effetti di luce più efficaci. Al contempo stesso risaltano le figure che si muovono  all’interno dei racconti.
I colori ad olio hanno messo in mostra l’immenso storytelling dove un gioco di luci ed ombre ci regalano una natura maestosa quanto imponente dinanzi alle avversità degli uomini: criminali e uomini probi che siano.
I dialoghi si presentano asciutti, immediati, centellinati al punto giusto. Come era giusto che fosse per delle storie di formazione.
Dove gli esercizi di scrittura sfociano in una chiave di lettura spettacolare a suo modo.
Dove le disquisizioni sull’esistenza, sull’esistenza di Dio, motori, negri e molto altro ancora si discute.

In  S.  racconta il rapporto padre figlio, un ragazzino il cui padre per tutta la storia ci viene presentato con il nome di S.
Un quadro toccante su suo padre Sergio deceduto qualche anno prima.
Gli acquerelli hanno dato vita a delle sequenze cinematografiche dove la guerra e i rapporti familiari si intrecciano entrando così in un contesto fuori dal tempo.



Si entra completamente nel vivo dell’arte di Gipi con La mia vita disegnata male pubblicato nel 2008, l’opera che lo ha innalzato tra i più grandi fumettisti italiani di sempre.
Anche se bisogna dire che nelle opere precedenti si avvertiva già quel margine di crescita altissimo ed evidente.
La trama utilizza come pretesto quella dell’autobiografia dove Gianni ha un evidente quanto imbarazzante problema fisico.
Il povero Gianni si reca da uno psicologo per mettersi a nuda e per raccontare ciò che nella sua sgangherata vita ha affrontato. Mettendosi a nudo anche con i lettori e suscitando una ilarità dilagante.
Farmaci e aneddoti/ricordi permetteranno al lettore di addentrarsi nelle paure, nelle gioie del protagonista. I disegni grezzi e ben strutturati al tempo stesso si alternano con degli acquerelli stupefacenti durante i viaggi di Gianni in un contesto piratesco in cui si parla soprattutto di amore. Senza essere stucchevoli.

Di questa opera ne palerò prossimamente in un post a parte poiché mi ci sono affezionato non poco.
Ne merita lo spazio giusto ecco.

Perché questo focus on?
Per scrivere due parole in merito allo smisurato estro artistico di quest'uomo.
E poi non solo per l’innata capacità di narratore, grande quale è Gipi ma anche per l’uscita (da ieri disponibile in tutte le librerie) del suo nuovo romanzo grafico Unastoria: dove la vita di Silvano Landi, scrittore lasciato da poco da sua moglie si intreccerà con quella del suo bisnonno impegnato in trincea nella Prima Guerra Mondiale.
L’hype dal primo annuncio mi ha mangiato vivo.

Mentre QUI il fantastico incontro con Gipi avvenuto al Lucca Comics moderato dal direttore di XL,  Luca Valtorta.
Non mi resta che lasciarvi con l'acquolina in bocca con questo trailer meraviglioso, realizzato dai ragazzi di Fumettology.
Giusto a titolo informativo, su Amazon il nuovo volume sta scalando le classifiche "libri" e "fumetti e manga".
Tanto per capirci.


p.s. il poster rilasciato in quel di Lucca Comics. Ho rosicato parecchio. Lo ammetto.


sabato 2 novembre 2013

Esso: l'ultimo fumettista libero (testi di Luca Amerio, Luca Baino, Camillo Bosco - disegni di Giorgio Abou Mrad)




Un bel giorno (non si sa quale) dei ragazzi diedero alla luce non un bebè ma un fumettista libero.
Si, costui è Esso.
Vi suona forse familiare?
Non proprio. O meglio, giusto un pochetto.
Poiché è la risposta bonaria (se così vogliamo) ad Asso di Roberto Recchioni.
Gli zombi editor affamati di proposal sono ovunque.
Esso è l’unico fumettista rimasto sulla piazza.
L’unico fumettista libero.
L’indipendente.
Gli editor sono intenti di stroncare la dignità e la professionalità degli aspiranti fumettisti. 
Per combattere la sua crociata contro la spietata Piadini Publishing, Esso non sarà solo.
Ricordatevi le tre A: Azione, avventura e Atette!

martedì 22 ottobre 2013

Dylan Dog 325 "Una Nuova Vita" - su Roma da Leggere

"Dal 29 settembre 2013 è in tutte le edicole quello che rappresenta il primo step della “Fase Uno” per tornare agli albori della testata dylaniata: Una nuova vita, l’albo numero 325 firmato da Carlo Ambrosini. Un ritorno del maestro milanese dopo ben diciotto anni sulla testata regolare."

Un estratto della recensione che troverete QUI



Neanche faccio in tempo a pubblicare l'ultima recensione su Il moschettiere di ferro che ne arriva un'altra!
Sulla testata Roma da Leggere ho parlato del nuovo corso editoriale gestito dal nuovo curatore Roberto Recchioni e compagnia.
A sancire la "nuova vita" ci ha pensato il maestro Carlo Ambrosini con il numero 325, intitolato appunto Una nuova vita.
Ah, tra una settimana uscirà il nuovo numero scritto da Bruno Enna e disegnato dal grande Pietro dall'Agnol.
Non mi resta che fare gli auguri a tutto lo staff per riportare Dylan in auge e in forma più che mai!


lunedì 21 ottobre 2013

Un anno di (LE) STORIE: Il moschettiere di ferro (Giovanni Gualdoni - Giorgio Pontrelli) + NOVITA'

Una premessa soltanto.
Lo vedete quel contatore a destra poco più in basso che segna un numero a cinque cifre?
Si, ed è grazie alle vostre visite e ai miei follower che il blog è cresciuto.
Un blog nato un po’ per gioco ma con la promessa terapeutica di scrivere tanto.
Mi sento un po’ come Peter Parker, responsabile ma privo di sensi di ragno e super poteri di vario tipo.
Per non parlare della pagina Facebook dove vi ammonta un numero di appassionati come me e come voi.
Per cui ho pensato di stendere una griglia personalissima di valutazione, col fine di rendere particolari le due-tre recensioni che andrò a pubblicare da questa in poi.

Salamoia del giudice Norton: inavvicinabile

Ciccio Bastardo: orribile, sull’orlo del disastro

Ralph Winchester: di discreta/buona compagnia ma da rivedere parecchie cose

L’alluce di Beatrix Kiddo: bastava uno sforzo in più

Lupin III: bel colpo!

Signori, avevate la mia curiosità, ma ora avete la mia attenzione: ad un passo dalla assuefazione

Boogie Wonderland: ci si diverte sul serio... e non solo

Cheesecake: moon landing con i tre caballeros!

Sogno progressive rock: gioia del mero esistere. Altalena artistica tra perfezione ed emozione.





Francia 1642
Il potere del cardinale Richelieu si è esteso su tutto il regno francese dopo aver messo fuori gioco il monarca Re Luigi XIII e aver sciolto l’Ordine dei Moschettieri.
Sua Eminenza sta affrontando una battaglia a Calais per ottenere il potere su tutta l’Europa.
Mentre Luigi II nonché Duca d’Enghien si reca dai nobili dove gli è stato messo a conoscenza della ascesa al trono di Richelieu. Ma un misterioso moschettiere  la cui identità si cela dietro una maschera di ferro, ha irrotto nell’edificio per compiere una strage: risparmiando il solo Enghien.
Il cardinale può avvalersi dei migliori collaboratori tra meccanici e ingegneri per impegarli nel folle e colossale piano.
Il giovane mosso da una sete di vendetta cercherà di ostacolari i diabolici piani orditi dal cardinale quando sulla via incontrerà vecchie conoscenze ai lettori di Dumas e una conoscenza affrontata a inizio storia dal giovane stesso.





Signori, avevate la mia curiosità, ma ora avete la mia attenzione: ad un passo dalla assuefazione



Mi sono ricreduto su questa storia apocrifa dei moschettieri di Dumas scritta da Giovanni Gualdoni. 
L’autore (dopo lo speciale DD 27 La bomba) imbastisce una trama solidissima: il periodo è a cavallo tra i romanzi I tre moschettieri e Vent’anni dopo.
La scelta registica delle inquadrature non lascia indifferenti i lettori come i colpi di scena; il tutto accompagnato dalla matita del bravissimo Giorgio Pontrelli (conosciuto in occasione del Romics, ne ho parlato qui). Il giovane artista pugliese incornicia personaggi, sfondi paesaggistici e architetture varie veramente notevoli. Trovandosi dunque a suo agio nello storytelling dell’ex curatore di Dylan Dog.
Gualdoni e Pontrelli spingono così a tavoletta per festeggiare il primo ciclo di storie.
E pensare che degli albi da lui disegnati li avevo letti, del bel fumetto per ragazzi come Monster allergy.
Ancora una volta il maestro Di Gennaro ha dipinto una copertina splendida. Che altro dire?
Insomma, questo numero non sfigura affatto vicino agli albi recenti.
Mi sembra ieri che ero sceso dall’autobus che mi aveva prelevato dalla stazione di Monte San Biagio (di ritorno da Roma) e mi ero diretto in edicola per prendere la prima storia, Il boia di Parigi.

Brividi.

Vi ricordo intanto che fino al 5 NOVEMBRE è aperto il sondaggio per votare una delle prime dodici storie.

lunedì 14 ottobre 2013

Brendon N.92 "Il terzo peccato mortale" - Claudio Chiaverotti (testi) - Lola Airaghi (disegni)

"E' una storia d'amore disperata, darkissima e tragica ma a suo modo dolce...
...se doveste leggere un solo Brendon in vita vostra, leggete questo. Se non vi piace, vi autorizzo a insultarmi con moderazione."


Claudio Chiaverotti


Sottoscrivo su quanto ha dichiarato l'autore.
Per me è stato il primo albo.
Questo è l'albo giusto anche per gli haters della serie.

Nell’ultimo numero di Brendon, “Il terzo peccato mortale” il lettore compierà un viaggio negli angoli più remoti delle tenebre.

Dall’altra parte sulle rive di un fiume, vi è un imbarcazione sulla quale vive la fascinosa quanto misteriosa Zandalee.
Una ragazza che si concede molto spesso a chi di passaggio è munito di denaro; dopo aver passato una notte in compagnia con il fortunato di turno, Zandalee vuole che dei suoi capricci vengano soddisfatti sebbene siano impossibili da realizzare.

Il capitano di ventura Brendon D’Arkness decide di alloggiare presso la locanda della “robusta” Melody.
Però per pagare la locandiera Brendon si ritroverà affaccendato in alcuni piccoli casi da risolvere: tra cui quello di far luce per conto di una signora anziana, sulla sua caldaia che emette una misteriosa luce abbagliante.
Dietro la locanda si nasconde una sinistra serie di eventi legati alle scomparse degli alloggiatori.
Il tutto condurrà Brendon alla verità dei fatti dopo essersi affaccendato nei piccoli casi.
Si misurerà con l’amore e l’incubo incarnati dalla pericolosa Zandalee.

Lungi dall’essere una semplice lettura, anzi.
Dalla ottima vetrina di Massimo Rotundo si pregusta già la fattura di questo albo.
Chiaverotti ha firmato dei testi intrisi di mistero e di romanticismo nelle ultime pagine, realizzando ad hoc personaggi e scenari consoni per la giusta atmosfera. Architettando il tutto con una sapiente maestria. Invita così il lettore a leggere il messaggio lasciatoci dal suo figliolo Brendon: bisogna guardarsi non solo davanti allo specchio ma anche dentro la propria anima.
Le ultime venti pagine valgono già il prezzo del biglietto.
L’autore ha giocato molto con molteplici rimandi alla cultura cinematografica, basti guardare un personaggio in particolare.
Per il resto ha pensato la matita della stupefacente Lola Airaghi, alle prese con il mondo di Brendon e comprimari per costruire delle tavole da ammirare e trarne gran beneficio.
Una gioia, davvero. Se non altro una tra le letture più interessanti affrontate quest'anno dal sottoscritto.
Avete tempo per recuperarlo in edicola fino a giovedì. 



sabato 12 ottobre 2013

29 settembre 2013 - Breaking Bad 5x16 "Felina" - di Vince Gilligan (Spoiler)

NB: contiene pochi elementi spoiler. Per chi volesse avvicinarsi (e subito) alla serie, li inviterei a non leggere questo articolo. Magari salvatelo tra i preferiti e/o fatelo girare tra i vostri amici che hanno seguito la serie.

FELINA



written and directed by Vince Gilligan



I am. I can't speak for this Heisenberg that people refer to, but whatever... whatever he became, the sweet, kind, brilliant man that we once knew, long ago, he's gone.

Nel finale da brividi della puntata precedente Granite state, si poteva già prevedere ciò che sarebbe stata la linea di pensiero di Walter White e del perché abbia affrontato il tortuoso percorso di Heisenberg.
Perché ergere un impero della metanfetamina? Lo ha fatto per tirare su fior di milioni destinati a sua moglie Skyler e ai ragazzi?
La risposta si cela dietro l’ego del (fu) professore di chimica del liceo di Albuquerque.


I did it for me

Proprio così. Si è lasciato dietro una scia di sangue e non so quant’altro ancora di rischioso per nutrire il suo ego.
Il punto di rottura, appunto il breaking bad, è dovuto per la vita noiosa che conduceva da professore e per il tumore ai polmoni in seguito diagnosticatogli.
Da lì una metamorfosi. Conservando tuttavia (vedi la scena con Skyler e la piccina Holly) un briciolo d’animo dello stimato e gentile Walt.

Technically, chemistry is the study of matter. But I prefer to see it as the study of change. Just think about this. Electrons. They change their energy levels. Molecules. Molecules change their bonds. Elements. They combine and change into compounds. Well, that's all of life, right? It's the constant, it's the cycle. It's solution, dissolution. Just over and over and over. It is growth, then decay, then transformation. It is fascinating, really.

Jesse mentre cucina incatenato per i nazisti, sogna la libertà.
In una scena stile Mulino Bianco. Che sia lui a rimpiazzare Banderas?
Lontano dalla meth. Lontano dalle pallottole. Lontano dagli svitati. Lontano da “uncle Jack” e suo nipote Todd: faccia d’angelo ma cuor di stronzo dentro. Lontano da Walter White/Heisenberg.
Lontano da tutto e da tutti.



Se in un romanzo compare una pistola, bisogna che spari, diceva Cechov.
In questa serie molte volte è stata applicata questa regola. Come era giusto che fosse in base agli eventi.
In molte altre però, no, sempre come era giusto che fosse. Ovviamente rimischiando sapientemente le carte da Vince e sceneggiatori.
Mica è sempre detto che debbano schiattare tutti.
Questa digressione nata da una citazione di Cechov, per parlarvi del finale.



Mio dio.
Un finale semplice e funzionale ma la messa in scena di quanto è accaduto prima è spettacolare. Niente di più giusto per concludere l’epopea gangster di Vince Gillian nel migliore dei modi.
In una serie che si rispetti deve esserci un finale consono quanto dignitoso, senza fronzoli.
La ricina? Bè, domandatelo a Ly... troppo tardi.
E mio dio che canzone!



Parlando della serie, è tra i prodotti che avrei voluto scrivere, tra le cose che mi ha di più esaltato negli ultimi anni.

Tra le creazioni più cristalline a livello registico e di scrittura più emozionanti che dei bulbi oculari abbiano mai assistito.
A fine anno nella rubrica Ju Caffè d'Or(z)o dove vedrete premiati libri, fumetti e quant'altro ancora, vi parlerò in maniera  più approfondita della serie.

Rimanete sintonizzati su questi schermi e grazie per la lettura.


p.s. Un tributo da pianto ininterrotto. Montato divinamente. Enoy it.

venerdì 4 ottobre 2013

La Pazienza del Destino - Paola Barbato (testi) e Giovanni Freghieri (disegni) - SONDAGGIO LE STORIE


"Una volta ero uno stimato membro della società."

"E poi cos'è successo?"

"Beh, io e la società abbiamo cominciato ad avere punti di vista molto diversi.
Non giudicare le cose che non conosci. 
Non sempre sono come appaiono. A volte sono anche peggio.



L’icona dell’industria cinematografica Barry Melville è richiesto da tutti i registi. Nessuna pellicola avrà alcun valore senza la presenza di un attore come Barry.
L’attore in questione sta preparando con il regista Kerr l’ultimo film tanto atteso dalla critica e dal pubblico.
Ad affiancare l’affascinante attore nel prossimo film vi è l’altresì fascinosa Carlyle Rosie, una simil Marylin Monroe dagli atteggiamenti capricciosi quanto smaniosi.
Melville commetterà basta per macchiarsi la stimata carriera d’attore con una lite violenta oppure con una dichiarazione infelice di fronte alla stampa.
Assisterà al declino di Melville, “l’induttore” Douglas Monroe: detective ingaggiato dallo stesso attore per seguire da vicino chi vuole stroncargli il sogno hollywoodiano.
In un gioco di luci e ombre orchestrato perfettamente nell’ombra Melville dovrà guardarsi intorno per non cadere nella trappola tesagli.
Con La pazienza del destino si chiude il primo ciclo di storie della collana ideata da Mauro Marcheselli: grazie alla sua creazione abbiamo avuto la possibilità di leggere molte punte d’eccellenza e molte altre storie bellissime firmate dagli artisti di punta della Sergio Bonelli Editore.
Nell’ultima storia Paola Barbato ha tessuto una storia fitta di trame e di stratagemmi impensabili, sempre in crescendo ponendo interrogativi e ostacoli alla star del cinema Melville. Regalando al lettore suspanse e una scrittura dell’hard boiled stupefacente.
Per il comparto grafico Giovanni Freghieri con la sua matita conferisce grazia e maestria allo stato puro, all’aria dell’America fumosa degli anni 70’.
Con le due storie scritte da Bilotta per questa collana, l’ultimo numero del duo Barbato-Freghieri rientra nella mia Top 3 de Le Storie.
A voi lancio il sondaggio: quale dei dodici numeri vi ha incatenato per tutte le pagine dell’albo e vi ha fatto strofinare gli occhi per la qualità?

Sondaggio aperto fino al 5 novembre.
La mia risposta la saprete a fine sondaggio.

1 - Il boia di Parigi (Barbato - Casertano)
2 - La redenzione del samurai (Recchioni - Accardi)
3 - La rivolta dei Sepoy (De Nardo - Brindisi)
4 - No smoking (Ruju - Ambrosini)
5 - Il lato oscuro della luna (Bilotta - Mosca)
6 - Ritorno a Berlino (De Cubellis - Morales)
7 - La pattuglia (Accatino - Casertano)
8 - Amore nero (Simeoni)
9 - Mexican Standoff (Cajelli - Cremona)
10 - Nobody (Bilotta - Vitrano)
11 - Il lungo inverno (Di Gregorio - Ripoli)


domenica 29 settembre 2013

Sweet Salgari (Paolo Bacilieri) - Recensione sulla testata Roma da Leggere

SWEET SALGARI


"Paolo Bacilieri in questo graphic novel non ci ha condotto solo sui sentieri di un uomo afflitto dalla società, ma ha tessuto quello che è stato il testamento umano di uno dei più grandi scrittori del nostro tempo."



Sulla testata online Roma da Leggere, nella rubrica Ju Caffè il cui nome fa il verso al blog, trovate la recensione su Sweet Salgari di Paolo Bacilieri, edito dalla Coconino Press.
Il compito di stendere il resoconto di questo gioiello grafico e letterario, non è stato per niente facile.
Per rendere merito all'opera di Bacilieri non si poteva commettere errori di leggerezza, ne avrei sminuito il valore.
Il sottoscritto nella breve vita da lettore non si era misurato mai in un vortice di tale vortice artistico e umano.
Si parla dopotutto del fumetto dell'anno 2012.



venerdì 20 settembre 2013

10 motivi per cui iniziare Magico Vento Deluxe - di Gianfranco Manfredi e artisti vari (Panini Comics)


MAGICO VENTO DELUXE



Caratteristiche:
16x21, 96 pp, col, euro 3,50
Panini Comics


TRAMA:

Le vite di alcuni militari vengono attentate da un piano ordito da un ufficiale corrotto.
A sopravvivere vi è Ned Ellis. Questi dopo aver perso la memoria viene soccorso dal capo Sioux Cavallo Zoppo.
Proprio Cavallo Zoppo infonderà all’ex militare tutte le sue conoscenze e le arti magiche: per completare la rinascita di Ned Ellis, in Magico Vento.
Tre anni dopo Magico Vento giungerà a Chigago per indagare sul torbido complotto politico innescato dal cinico Howard Hogan.
Il nuovo arrivato dei Sioux farà la conoscenza del giornalista ex alcolizzato Willy Richards, per via della somiglianza con lo scrittore Edgar Allan Poe.
Anch’egli vuole far luce sulla questione Hogan.


lunedì 9 settembre 2013

Letture di una notte di fine estate: Roberto Gagnor (Osservato Speciale)

OSSERVATO SPECIALE: ROBERTO GAGNOR




Le letture estive da me afrontate variano tra vecchie uscite (l’immenso Dylan Dog Gigante 1 e BatmanYear One su tutti) e le novità che son veramente molte...

Molteplici sono stati i numeri di Topolino acquistati e divorati.
“Manco fossi un pifferaio magico.”



Il tour estivo fumettoso l’ho cominciato proprio con l’immaginifico e maestoso Moby Dick di Artibani – Mottura; a seguire il simpaticissimo e originale Top Ranger di Gervasio, la cui versione fa il verso alla pellicola Lone Ranger di Gore Verbinski; per non parlare di Casty nell’ultima storia in cui fa riflettere, ponendoci quello che è lo specchio di chi si diverte nei locali-in con i blasonati tormentoni. Grandioso. Veramente grandioso! Alla matita, il maestro De Vita!
Un numero che tutti dovrebbero presto recuperare.



Subentra tra le mie letture il bravissimo Roberto Gagnor con la space-opera “Paperoga eroe nello spazio” disegnata dal mio mito dai fasti pikappici, Claudio Sciarrone.
L’atmosfera è stata come questa...


venerdì 6 settembre 2013

Sulla testata registrata "Roma da Leggere": Dylan Dog 324 "L'odio non muore mai"




Sulla testata Roma da Leggere, troverete da poco la recensione sull'ultimo Dylan della gestione Gualdoni.
Un numero che ha diviso il pubblico, ma che l'ho trovato soddisfacente nell'insieme per vari motivi QUI indicati.
E ci si emoziona nel leggere la rubrica firmata da... papà Sclavi! Dove coglie l'occasione di spiegare quella che sarà la gestione del romano Roberto Recchioni.
Buona lettura!