giovedì 30 maggio 2013

"La Forma dell'Acqua" (A. Camilleri) - Speciale Ju Caffè 1° Anniversario



LA FORMA DELL’ACQUA
“Vigàta Esiste!”


 «Questo sta a lei scoprirlo, se ne ha voglia. Oppure può fermarsi alla forma che hanno fatto prendere all'acqua». 
«Non ho capito, mi scusi».
«Io non sono siciliana, sono nata a Grosseto, sono venuta a Montelusa quando mio padre ne era prefetto. Possedevamo un pezzetto di terra e una casa alle pendici dell' Amiata, ci passavamo le Vacanze.
Avevo un amichetto, figlio di contadini, più piccolo di me. Io avevo una decina d'anni. Un giorno vidi che il mio amico aveva messo sull'orlo di un pozzo una ciotola, una tazza, una teiera, una scatola di latta quadrata, tutte colme d'acqua, e le osservava attentamente.
«"Che fai?" gli domandai. E lui, a sua volta, mi fece una domanda.
«"Qual è la forma dell'acqua?"».
«"Ma l'acqua non ha forma!" dissi ridendo: "Piglia la forma che le viene data"».


1994
Vennero messi alla luce prodotti filmici e altre forme di intrattenimento.
Col tempo hanno acquisito una certa valenza. Ormai sono considerati come oggetti culto della nostra cultura popolare.
“Pulp Fiction”; il lungometraggio d’animazione “Il Re Leone” tra i migliori realizzati negli ultimi anni; e il pluripremiato e commovente “Forrest Gump” di Zemeckis.



Dal mondo discografico nacquero opere come “Dookie” (Green Day); “Division Bell” (Pink Floyd)  e l’italianissimo “Diamante” di Zucchero nel quale vi contengono l’omonimo singolo e altri celebri singoli.
Potrei avere anche divagato, ma il millenovecentonovantaquattro ha tirato fuori immagini, suoni e parole entrate ormai in quasi tutte le case.
Nella letteratura nostrana compaiono altri titoli importanti, in Italia vi fa l’ingresso il primo capitolo che funge da tributo allo scrittore iberico Montalbàn (papà del personaggio di Pepe Carvalho): “La Forma dell’Acqua”, la prima indagine di Salvo Montalbano.
Salvo i fan, in molti non associano quest’anno solare alla nascita di una delle saghe letterarie più lette del globo.
Viene spesso accostata alla fortunatissima fiction televisiva diretta da Alberto Sironi dal 1998.



Nella fittizia Vigàta (nonché  Porto Empedocle, la città dove diede i natali dello scrittore Andrea Camilleri) Salvo Montablano discute con la sua amata Lidia su come e quando vedersi per l’incontro che la ragazza attende da tempo, siccome lei risiede a Genova.
In una notte viene ritrovato il cadavere di un noto personaggio, non di uno qualsiasi.
Dell’illustre ingegnere Luparello: famoso uomo politico locale.
E non viene ritrovato in un luogo altrettanto qualunque, bensì alla mànnara; una discarica, zona in possesso di un boss malavitoso. Si presume che l’ingegnere possa essere morto sul colpo mentre si stava prestando ad una giovane.
A ritrovare il corpo del suddetto sono i due munnizzari Saro e Pino.
Proprio il commissario Montalbano interverrà per far luce sull’accaduto, su una pista che si va oltre un semplice torbido caso.

 
Il Maestro Camilleri in un romanzo di centottanta pagine scarse riuscì a cementificare una cittadina come Vigàta, con gannessi abitanti che per quasi venti anni, seguono, ancora oggi le inchieste del Commissario.
Salvo è circondato da un numero vastissimo di persone e personaggi: essi ruotano e interagiscono con lui in una cornice siciliana, protagonista anche di belli siparietti comici e di circostanze in cui la penna di Camilleri concepisce elevati momenti di letteratura e di riflessione.
Il protagonista agisce secondo una legge universale e sulla giustizia che dovrebbe accomunare tutti i suoi colleghi e gli uomini di legge.
Salvo si presenta come un uomo schivo, a tratti burbero, sebbene agisca secondo una certa indole a volte, arriva al cuore degli interrogati e di chi cerca aiuto.
Con ciò l’autore ha dato voce ai sogni, angosce ed emozioni di moltissimi lettori. Le pagine trasudano di quell’atmosfera sognante che si cerca nei romanzi più scorrevoli.
La scrittura scorre che è un sommo piacere: semplice senza fronzoli letterari e gustosa per i dialoghi con cui i personaggi intrattengono.
Il delizioso dialetto siculo non guasta e non disorienta affatto il lettore nel corso della storia. Arricchisce, se non altro.
Mai sono stato investito durante la lettura da una realtà letteraria come quella concepita, cresciuta e maturata dal Maestro. Per una volta ci si sente senza dubbio imprigionati in un grande artificio letterario.



statua realizzata con le fattezze del Montalbano "letterario", descritte nel romanzo. Assieme al papà Camilleri.


I testi sul Commissario dovrebbero essere inseriti nei programmi scolastici per le tematiche trattate e per i suoi contenuti.
A tal punto da farne oggetto per la tesi di fine corso all’università. Tesi discussa proprio una settimana fa.

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