mercoledì 6 gennaio 2016

Premi Ju Caffè d'Or(z)o 2015 - Musica, Cinema, Fumetti e Letteratura





Bene.
Per il quarto anno consecutivo mi ritrovo a scrivere il tradizionale post di fine anno, e di buon augurio per l'anno che verrà...
...o meglio, per l'anno che è in corso da poco.
Il 2015 ha portato sui vari circuiti tantissimo materiale: fumetti, musica e romanzi per primi.
Un'annata che mi ha permesso di delineare un percorso. Di trovare un impiego lavorativo che mi si confacesse alla passione/esigenza che mi tiene vivo.
(In molti senz'altro avranno capito di cosa sto parlando).

Bon.
Il 2016 sappiamo già che sarà carico di tanta altra bella musica da ascoltare, idem per i graphic novel (il ritorno di Paco Roca con La casa tra i vari) e per il cinema: proprio tra breve entreremo nel pieno dei Premi Oscar. E tanto basta.

Quest'anno i premi mi piace dedicarli alle persone che hanno assecondato quella mia passione di cui vi ho parlato sopra, lavorando così in un settore che finalmente sto toccando con mano.
Perché sul campo si impara sempre e tanto.

Lo dedico anche agli amici che ho conosciuto quest'anno: in fiera, in giro, al mare e alla mia famiglia.
Che per primi hanno permesso al sottoscritto di volare libero verso ciò che più desiderava intraprendere.
A Enrico e a Lollo: che prima di essere degli ottimi fratelli sono dei bravi ragazzi.

Quella che vi apprestate a leggere è la lista di ciò che mi ha colpito/sedotto/ammaliato/stordito nel precedente anno solare. Personale e senza vincoli con alcunché.
A voi, invece?
Buona lettura e grazie.

p.s. lo scorso anno ho realizzato pochi articoli per il blog. Questo dei Premi è anche un modo per "riparare" il danno, con l'auspicio di produrre di più.

Edizione precedente: 2014




MUSICA


COLAPESCE – Egomostro



Prima scoperta e primo disco acquistato del 2015!
Non c'è che dire: il cantautorato del siculo Lorenzo Urciullo l'ho apprezzato davvero tanto.
Synth pop misto Battisti. Un bellissimo sentiero della canzone d'autore italiana.
Della migliore tradizione, oserei dire.
Perché brani come Reale, Maledetti italiani, Brezsny, Mai vista - e mi fermo qui - sono già dei piccoli classici.
L'avvento di questo disco mi riporta alla mente Favola di Adamo ed Eva di Gazzé, stesso impatto culturale. Imho.





EDITORS – In dream




The weight of your love  mi aveva saziato di musica indie più lirica per testi e sound.
L'ultimo arrivato di Tom Smith e soci segue un'altra direzione: cupa, elettronica (da non confondere con quella utilizzata nel terzo disco loro) e orchestrale.
Tutto questo amalgamato in un gioiello davvero prezioso per chi ama le sonorità pop più morbide e alternative.
Ci si lascia cullare dalla voce profonda di Tom Smith, che si rivela d'essere a distanza di anni che è un piacere.




BLUR - The magic whip



"Blur tornate insieme!" (Semicit.)
Il ritorno che tutti aspettavamo con fervore. 
E ad avercene di ritorni così.
Damon Albarn, Coxon e compagni si sono ritrovati dopo la bellissima avventura quale è Think Thank, e stiamo parlando del 2003.
Nel nuovo lavoro li vedi tirar fuori tutto l'entusiasmo di un gruppo che ha fatto la storia del brit-pop e della musica tutta.
Damon ci mette del suo grazie all'esperienza passata come solista (di recente) e nei vari (super) gruppi che ha fondato di recente.
Go out, Lonesome street, There are too many of us. Tutti singoli commoventi per la loro bellezza.
Quanto ho beneficiato da questo disco!





ADELE - 25



Che lo vogliate o meno: Adele produce quello che un buon fan di musica pop (autentico) pretende da tutti i sedicenti artisti di questo genere.
Il suo 25 sfonda di già record su record di vendite. Ma stiamo parlando di un prodotto che si meriti tutta la nostra attenzione? Ne siamo certi?
Si. Perché trattasi di un gioiellino pop che passa dalle sonorità più classiche a quelle più moderne: facendolo con una leggiadria da fuoriclasse.
All i ask, When we were young, Hello, Million years ago. Tutti brani (dal respiro classico) affidati a dei grandissimi producer storici della scena internazionale.
Se volete ascoltare senza pregiudizi un disco genuino, ma dai toni anche ambiziosi, sarete i benvenuti. Prego.

OOOPOPOIOOO




Ho avuto il piacere e l'onore di assistere ad un loro live nella mia città, organizzato da Bucolica Produzioni (che non saprò mai ringraziare abbastanza).
Il live faceva parte dell'itinerario musicale "Tracce": una rassegna estiva dove artisti di vario genere potevano esibirsi nei vicoli e nei luoghi caratteristici della parte alta di Terracina.
Il duo composto da Vincenzo Vasi (ha suonato con Vinicio Capossela e Colapesce tra i tanti) e Valeria Sturba si sono messi in gioco e si sono divertiti tantissimo a scoprire e a riscoprire, con la curiosità tipica dei bambini, i suoni del theremin; spremendolo alla fin fine con il risultato migliore.
Una ricerca delle più ardite sonorità. Un viaggio dove l'ascoltatore non potrà che tornare a casa arricchito. Realtà sperimentale che va seguita.




BRANDON FLOWERS - The desired effect



Mai come quest'anno mi sono divertito con la musica.
Everything everything, Madh, Meg e Tame Impala.
Tutti questi mi hanno accompagnato come una degna ost estiva saprebbe fare.
Ma il frontman dei The Killers ne è uscito da grande vincitore.
Lonely Town: pura adrenalina '80s. Passata con un video dove una scatenatissima Penelope Mitchell danza al ritmo della hit. Una seduzione fatta musica.
Still want you: altro pezzo sfacciatamente '80s! Anche questo lanciato con un videoclip originalissimo.
Queste le hit preferite del sottoscritto.
Sta a voi però scoprire le altre che non sono per niente da meno.
Se "l'effetto desiderato" era quello di vedermi scatenato e farmi sentire poi nostalgico di questi sound, be', missione compiuta!





STEVEN WILSON - Hand. Cannot. Erase.



Sul mio taccuino era già segnato - a gennaio 2015 - il nome di Steven Wilson come assoluto vincitore. In anticipo? Si.
Già vincitore del Premio d'Or(z)o 2013 per il capolavoro prog-rock The raven that refused to sing, non poteva assolutamente smentire la sua capacità di produrre e suonare una rarità musicale come questa. Una certezza che non è stata per niente sbugiardata dal talento cristallino del Porcupine Tree.
L'album è contaminato ampiamente dall'elettronica, dai cori e da un filo conduttore che ha come protagonista una donna. Joyce Carol Vincent. Ritrovata morta dopo tre anni, in quel lasso di tempo nessuno l'aveva più cercata. Da qui l'introspezione sul personaggio di questo concept rosa.
Un concept nella forma musicale più aulica possibile.
Le tracce migliori: 3 years older, Routine, Home invasion, Happy returns.







CINEMA

Ho avuto davvero poco tempo per visionare più film rispetto lo scorso anno.
Ma non per questo mi sono lasciato sfuggire dei titoloni: tra questi il miracolo cinematografico del 2015. Inaspettato.



YOUTH – di Paolo Sorrentino




Lontano anni luce dalla magniloquente e accecante pellicola La grande bellezza, vincitirice di un sudatissimo (contestato dai leoncini da tastiera) Premio Oscar per il Miglior film straniero.
Il maggiordomo di Batman e Mr Wolf (qui rispettivamente nei ruoli di direttore d'orchestra e regista) alloggiano in un hotel svizzero. Lontani dal chiasso e dai flash dei fotografi, per riflettere su quanto abbiano dato effettivamente durante la loro artistica, anche su quanto abbiano inciso però nella vita delle persone a loro più care.
Sorrentino muove bene i suoi attori dalla caratura internazionale, Dano (visto prima in 12 anni schiavo), Keitel e una Jane Fonda super!
Quando gli uomini/artisti all'imbrunire hanno ancora qualcosa da dire.



BIRDMAN – di Alejandro Gonzalez Ińàrritu



Un manifesto in piano sequenza (o quasi) sulla mercificazione dei cinecomic, sul tramontare di qualsiasi artista e del pubblico; impoveritosi mentalmente con dei blockbuster inutili. La sceneggiatura contiene dei vastissimi sottotesti che ancora oggi vengono analizzati dai più curiosi. Alla fotografia: Lubezki. Che dire?
Il cast regge grandiosamente in tutta la durata del film: Keaton, Norton, Stone, Watts...
...magnificenza allo stato puro.
E attendo con forte curiosità Redivivo.



Ed ecco il succitato miracolo del 2015.


WHIPLASH – di Damien Chazelle





La storia di un ragazzo che vuole perseguire ad ogni costo il suo obiettivo: diventare uno dei più grandi musicisti jazz.
Prima però dovrà vedersela con il sergente istruttore della musica: Terence Fletcher, interpretato da un immenso J.K. Simmons.
Il film (secondo il mio avviso) sta tutto nel dialogo che avviene tra il giovane Neiman e la sua ragazza Nicole: avete presente la scena in cui parlano delle loro scuole?
Nicole ha provato a fare domanda a più scuole possibili per l'ammissione: sostenendo che non gliene fregasse un granché del prestigio di un istituto.
Neiman afferma che la sua sia la migliore nel settore. Sostenendo la sua tesi con un tono fierissimo. Ecco.
Whiplash viene raccontato con un thrilling che mozza il respiro. Una montagna russa che si ferma al finale al fulmicotone.
That's all, folks!



LIBRI


Il 2015 è stato l'anno El Dorado per quanto concerne la letteratura: grazie un po' al mio impiego e a circostanze di vario genere mi sono avvicinato tantissimo al panorama italiano attuale. Sapeste quante chicche ho letto...
Nella mia classifica? Capolavori, conferme e una sorpresa che ora fa parte dei miei 10 titoli intoccabili!



MURO DI CASSEVanni Santoni



Ve l'ho già detto che è il miglior romanzo italiano del 2015?
No, eh?
QUI ho spiegato il perché.




LA SCOPA DEL SISTEMA – David Foster Wallace



Andrea Pennywise definisce lo scrittore americano (autore del monumentale Infinite Jest) come un marziano, non ha mica tutti i torti!
L'opera d'esordio di una delle figure di spicco del Post-modernismo è ricca di complotti, bellezza, isteria, trame intricatissime, termini ricercatissimi, belle ragazze e un po' di metanarrativa.
Un capolavoro d'inusitata e spietata bellezza che pure oggi avvicina tantissimi curiosi al genere e alla lettura.
(Grazie, Andrew)



IL CARDELLINO – Donna Tartt



Primo libro letto nell'anno solare 2015. Diviso tra Dickens e il grande romanzo americano (e forse anche di più).
Opera vincitrice del Premio Pulitzer 2014, com'era giusto che fosse.
Il capitolo finale è quanto di più bello possa leggere un appassionato di Storia dell'arte.
Arrendetevi e sorprendetevi con l'avventura di Theo, un bambino che coltiverà col tempo un rapporto morboso con il dipinto fiammingo che da il titolo al romanzo.
Una storia che prenderà la piega di una serie tv paragonabile a Breaking bad.




And now due titoli in ex-aequo. Possono convivere benissimo al secondo posto.
Uno per l'America e l'altro per l'Italia.
Una poltrona per due!



RUMORE BIANCO – Don Delillo





Mera e propria tempesta magnetica (letteraria) che si è abbattuta negli anni '80.
Due linee guida del romanzo: complotti e paranoie.
Il consumismo più sfrenato come tema centrale del romanzo, l'americano medio completamente stordito dai prodotti che vede nelle ipnotiche pubblicità.
Protagonista della storia è Jack Gladney, docente di studi hitleriani presso un college del Midwest.
A lui toccherà il compito di indagare e di attraversare ansie e una tempesta apocalittica.
Un caposaldo che ha contribuito fortemente nella letteratura, grazie a questo Delillo si innalza tra le figure più grandi del Post-modernismo.
Il 2016 sarà anche l'anno del ritorno di questa penna.




HANNO TUTTI RAGIONE – Paolo Sorrentino



L'estate 2015 è stata la più emozionante.
Mi sono fatto guidare dalla mano di Tony Pagoda, artista e uomo che ha passato una vita tra feste, concerti in tutto il mondo e segreti che toccano il cuore del lettore più sensibile.
La prosa dell'autore partenopeo incanta e seduce.
Prima di essere l'abile regista che tutti conoscono, Paolo Sorrentino è un insuperabile maestro dello storytelling. Hanno tutti ragione è tra le pietre angolari del decennio scorso.
Tony Pagoda è un uomo che ha vissuto pienamente gli anni più turbolenti della sua vita; per poi prestarsi a raccontarcela in questo capolavoro; per insegnarci ad essere più uomini e più umani, a meravigliarci e a riscoprire sempre la vita. In ogni attimo.





La conferma letteraria arriva dalla penna che ha sfornato il romanzo più bello letto dal sottoscritto lo scorso anno. Uno scrittore per il quale nutro tanto rispetto. Tra le mie divinità artistiche e umane.


GHIACCIO NOVE – Kurt Vonnegut



La parola di Dio letta da un suo illustre discepolo.


Un calderone di storia dell'umanità.
Vonnegut prende l'invenzione della bomba atomica e ne sviscera tutto pur di svelare la più nascosta delle sfaccettature umane.
Sempre più ironico analizza l'uomo e le sue controversie, i suoi culti e le sue religioni, specie di queste.
La religione come la bomba atomica.
Queste fanno degli uomini protagonisti del romanzo degli irresponsabili.
Sette anni prima di pubblicare il più celebre Mattatoio n.5, Kurt ritrae l'uomo in tutta la sua colpevolezza.
Tiene bene ancora oggi che sono passati più di quarant'anni. Mostruosamente attuale.




FUMETTI



GOLEM LRNZ



Il capitalismo secondo Lorenzo Ceccotti, aka LRNZ.
Il membro dei Fratelli del Cielo mi ha fatto smaniare prima dell'uscita di questo graphic novel.
In vita mia ho atteso impazientemente soltanto questi titoli: unastoria di Gipi, Le ragazzine di Ratigher, e adesso per La casa di Paco Roca!
Mr Ceccotti prende il presente e ne fa oggetto di una denuncia pittorica e poetica nei confronti di un capitalismo sempre più invadente: infatti la trama ha come ambientazione la Roma dell'anno 2030.
Tutti vivono nel benessere più totale grazie alla tecnologia sviluppatasi massicciamente col tempo: ma nelle vite di tutti ha preso possesso la pubblicità, perfino nei sogni.
Steno è l'unica ancora di salvezza per sventare i piani di un'organizzazione che trama nell'ombra per manipolare e soddisfare i bisogni delle persone. Grazie ai sogni di Steno si può sopravvivere alla più terribili delle dittature.
Un monito.
A LRNZ va anche il Premio d'Or(z)o come Miglior disegnatore. Toh!
QUI il reportage dell'incontro alla Borri Books avvenuto lo scorso gennaio.





BEOWULF – Santiago García e David Rubín



Prendi un testo della tradizione anglosassone come Beowulf; poi aggiungi degli elementi visivi/cromatici fortemente pop et voilà! Tiri fuori un graphic novel che riprende le gesta del valoroso guerriero, Beowulf, che sfidò l'orrida creatura di nome Grendel.
Un atto eroico narrato con una gabbia libera dal registro cinematografico: la sceneggiatura di Santiago è coadiuvata da un Rubín qui fuori scala: inquadrature dal taglio sempre più minuscolo; colori pop che accendono sempre più i toni dell'epopea; violenza e gesta eroiche.
Un'arkengemma di graphic novel! In Italia confezionata in un'edizione poderosa made in Tunué.
Il fumetto non è mai stato così epico. 
ANTEPRIMA ISSUU per rifarvi gli occhi.



ANUBI – Marco Taddei e Simone Angelini



Quando il termine "dio sceso in terra" non ha più valore.
La divinità egizia Anubi viene trasfigurata e spogliata, sempre con le fattezze canine (o da sciacallo, o come dir si voglia), per vivere poi da emarginato in una società che lo evita senza riserve.
Additato come drogato e amico dei drogati.
Raccontato da un registro narrativo scarno come il tratto del compagno Angelini.
L'inizio del graphic novel spiazza per messaggio e rappresentazione in sé. Mistico.
Anubi è l'outsider di questa annata a fumetti.
Graphic novel più letterario di questo ne circolano pochi.




QUI – Richard McGuire



Ho assistito all'incontro tenuto al Salto15 con Siti e l'autore del graphic stesso.
Mi sono portato a casa una copia autografata (e timbrata) da Richard.
A Lucca Comics & Games (e non solo) c'era una mostra al titolo dedicato, con tavole, foto di famiglia del fumettista e memorabilia vari.
Sulla rivista Raw (di Art Spiegelman) vennero pubblicate cinque tavole, da queste ne venne fatta in seguito una versione più estesa. Quella che oggi possiamo leggere in tutto il suo splendore concettuale.
Con un'inquadratura fissa (?) viene raccontata la storia del tempo. Il tempo come assoluto protagonista di questo fumetto dalle molteplici chiavi di lettura complesse.
Un'opera che ha tutte le premesse per essere studiata anche in futuro.



IL PORTO PROIBITO – Teresa Radice e Stefano Turconi





Teresa Radice e Stefano Turconi avevano composto un inno alla bellezza e alla semplicità delle piccle cose con Viola Giramondo. Ora candidato (per l'edizione francese edita Dargaud) alla Séléction Jeunesse di Angoulême 2016!
Dopo aver racchiuso tutto quanto lo stupore per l'arte e la bellezza in una minuta bambina giramondo, hanno deciso di salpare verso Plymouth: dove inizia la storia di Abel e del mistero che permea questo racconto grandioso che sa di salsedine.
Plymouth: metafora delle nostre inquietudini e del nostro essere. Una cittadina inglese dove parte e finisce uno dei racconti di mare più belli mai concepiti.
Le tavole di Turconi fuoriescono dalle pagine, accompagnate dai testi di una Teresa Radice ispiratissima al massimo.
La sequenza iniziale traspare immediatamente tutta l'epicità del grande romanzo.
Una minuziosa documentazione ha portato poi il frutto contenuto in questo tomo.
La riprova che il mare ispira sempre nobili sentimenti.

p.s. in giro si sente troppo spesso fare paragoni (inopportuni) con Viola Giramondo.
Per me due rappresentano due bellezze diverse. E lo dico da semplice lettore, non per altro.
Unico minimo comune denominatore delle opere: il beneficiarne subito!
Teresa si porta per questo anche il Premio Miglior Autrice d'Or(z)o 2015!
Si deve tantissimo a loro già da diverso tempo anche per il lavoro che fanno per Topolino e Pippo Reporter.









SERIE A FUMETTI



Coney Island – Gianfranco Manfredi, Giuseppe Barbati e Bruno Ramella




Nei ruggenti Anni '20 neyorkesi la malavita ha preso piede per le strade più malfamate e non.
Il comparto grafico contiene scenari e costumi ripresi fedelmente da Ramella e dal compianto Barbati, che qui ha lasciato il suo maestoso testamento artistico.
Fa da sfondo a questa vicenda il luna park Coney Island, ai tempi le persone potevano rilassarsi dopo una settimana di duro lavoro, concedendosi così un poco di sano svago.
Gianfranco Manfredi non ha bisogno di presentazione alcuna: offre ancora una volta una storia tridimensionale su una cornice storica americana.



Rat Man – Leo Ortolani




Serie iniziata con la trilogia che fa il verso a The Walking Dead di Kirkman e conclusa con la seriosa (quanto basta) Trilogia del Padre: incentrata sul rapporto tra Bodah e il piccolo Valker, presto alle prese con il figliolo Deboroh.
Una certezza. Leo sempre presente ogni anno con una verve artistica gigantesca.


Topolino e l'Impero Sottozero – Casty



Ne ho parlato abbondantemente in casa Impero Disney!
Di questa avremmo bisogno di un'edizione cartonata, come di Tutto questo accadrà ieri (in tandem con Bonfatti). PURA MERAVIGLIA che ha omaggiato Topolino nel giorno del suo compleanno.
Casty si porta a casa nche il Premio come Autore Disney dell'anno 2015.
Mai come quest'anno si è dimostrato ancor più capace di calare Topolino e comprimari (compreso il ripescato Atomino Bip-Bip) nelle situazioni più distopiche e disparate possibili.


Saga – Brian K. Vaughan e Fiona Staples



Dopo un quarto tp al di sotto del solito standard qualitativo del dream team americano del fumetto, si presentano con un volume altamente più efficace, mischiando così le carte per la prossima story-line degli innamorati Marko e Alana.
E della piccola Hazel (grande voce narrante di questa soap-opera spaziale emozionante), certamente.



E poi c'è un maestro.
A spiazzare tutti con una serie metanarrativa e allucinata (as usual)...



Multiversity – Grant Morrison e AA.VV.



Il fumetto, qui impiegato come un medium sempre più alto.
Il fumetto superoistico al centro di un complotto, il cui intento è quello di conquistare il pianeta Terra.
50 e passa pianeti esistenti.
Uno scrittore già divenuto leggenda nella storia dei comics.
Un pugno di artisti (tra pencilers e colorist) che hanno consegnato al mercato una nuova disanima epica sui supereroi.
Gli ingredienti della serie a fumetti più bella e complicata of the year.



MIGLIOR DYLAN DOG


Il vincitore ha fatto a cazzotti con il bellissimo Il cuore degli uomini di Recchioni e del maestro (sempre incompreso) Dall'Agnol. Recupero obbligatorio.
E ora...




Un Dylan privato di ogni sua certezza.
Insicuro. Messo all'angolo dalla penna di Paola Barbato e dalle matite dei già maestri Gianluca e Raul Cestaro.
L'episodio più controverso della gestione Recchioni e non solo.


Stilata questa lista, ci si vede prestissimo con la prima sfilza di recensioni e articolume di vario genere.
Buon anno e leggete tanto!


Mentre vi scrivo sto ascoltando...









Nessun commento:

Posta un commento