sabato 28 gennaio 2017

Ju Caffè d'Or(z)o 2016 - Premi Fumetto




Ultime pratiche lavorative per il 2016. Le vacanze natalizie che tanto allietano (e tanto ingrassano). Bagordi di Capodanno. Rientro in ufficio.
E qua vi avrei sparato soltanto gli alibi del tempo e del riposo, quel giusto che potevo concedermi; qualche settimana dopo mi ammalo per la seconda volta, questo a distanza di soli pochi mesi.
Fico, no?


Dopo tanto, mi trovo finalmente qui a parlare dei fumetti da edicola e dei graphic novel, che più di ogni altro mi hanno conquistato nell'anno passato.

Ho consumato un sabato sera per la chiusura dell'articolo, pertanto vi inviterei gentilmente a leggere le righe che seguono. Se no vi aspetterà all'uscita Akuma, disponibilissimo per quattro chiacchiere.

Let's go!











PATIENCE - Daniel Clowes




Ritorno al futuro. Mattatoio n.5. Dirk Gently. Ronin. Futurama.
22/11/63.
E ora il ritorno di Daniel Clowes.
Unico fil rouge: la fantascienza, più precisamente i viaggi nel tempo.
Un tema che ricorre in molte delle mie opere preferite.

Una storia d’amore dolorosa e che ti punge - più insistentemente - dalla fine della prima parte in avanti.
L’approccio artistico/grafico puramente pop, colorato, e ricco anche di dettagli.
Da disegnatore ha raggiunto la vetta più alta nella sua carriera.



LA TERRA DEI FIGLI -
Gipi






L’autore pisano osa pochissimo con questo graphic novel, il primo di finzione, nuda e cruda, come i toni e il messaggio veicolati all’interno.
Una trama post-apocalittica, dove un padre oscura i buoni sentimenti ai due figli per farli vivere nella condizione più estrema dopo una strage sconosciuta ai superstiti.
Un’esperienza. Si naviga a vista verso una nuova forma di narrazione.
Un meraviglioso processo di sottrazione, questo fa di Gipi uno storyteller sempre più grande.


MORIRE IN PIEDI - Adrian Tomine





Un contenitore di vite più che di storie.
Vere e proprie schegge.
Racconti che hanno diversi registri grafici, solo per questo comporta un passaggio ardimentoso nel processo creativo di Adrian.
Si chiude il tomo con una sensazione di aver attraversato l’America più vera, trasmessa nella sua forma più letteraria.
La storia delle ortisculture è un signor biglietto da visita, se volete provare.


AMORE DI LONTANO - Martoz




Assieme a La terra dei figli di Gipi era in cima alla lista degli acquisti da fare in quel di Lucca.
E credetemi: folgore e fascinazione estreme.
Il comparto grafico è caratterizzato da una matrice cubista, si può dire nello stato ancora più arcaico.
Va poi aggiunto un plot diviso fra passato e presente, con protagonisti un cavaliere (Antares), più un uomo di nome Jaf che vive ai giorni nostri; ma che indossa i panni del cavaliere a suo modo.
Martoz ha consegnato a Canicola uno dei fumetti italiani più importanti dell’anno.
Canicola come Miller, strikes again!

LA CASA - Paco Roca




Il fumetto più emozionante l’ho avuto in casa.
Ne La casa.
L’autore spagnolo, che mi ha fatto avvicinare alla realtà, in cui ormai opero da un paio di anni, torna con quella che è un verso poetico massimo nei confronti della memoria.
Graficamente è eccelso, il migliore.
La storia è ben misurata: ironia leggera ben centellinata nel corso del racconto, una leggerezza che non sconfina nel dramma come abbiamo visto in Rughe.
Da fine e grande narratore qual è, ci lascia con un finale silenzioso, ma sempre atto a mirare cuore e mente del lettore.

Facciamo che si porta a casa anche il premio come Miglior disegnatore, che dite?


MIGLIOR SCENEGGIATORE



Paola Barbato
UT - Dylan Dog - Orfani: Juric

Il premio se lo intasca Paola.
L'odore di vittoria era nell'aria dai tempi di ...e cenere tornerai: un albo di Dylan Dog che dire straziante è un eufemismo. Qui avevo visto un Indagatore dell'incubo decostruito e messo in gabbia dalla sceneggiatrice lombarda.
Be', che altro dirle?!

Dal momento che il Miglior Albo di Dylan Dog è Remington House.
Per la seconda volta consecutiva si aggiudica questa targa.


MIGLIOR SERIE



Rat Man
di Leo Ortolani


Sor Leo ha deciso di chiudere la serie.
In corso una saga composta di dieci albi.
Cruda. Pungente. Amara. Simpaticissima. Dirompente.
Tutto insieme in ogni singolo f*****o numero...
ma si! Non censuriamo nulla e diciamolo: ogni stracacchio di numero!
Dieci albi e poi fine.
Chi si è visto si è visto.

2 commenti:

  1. Ho adorato La terra dei figli e La casa, ho Amore di lontano, ma ancora non l'ho letto, ma sfogliandolo ho già sentito l'odore di capolavoro :) super d'accordo con il premio a Paola, il lavoro sia su DYD che su Orfani Juric è spettacolare!

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    1. Di Paola bisogna anche aggiungere il DD Il lungo addio, parlo del remake per La Gazzetta :)
      Paco e Gipi si adorano, sempre.
      Amore di lontano: vedrai che capolavoro.

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