lunedì 31 dicembre 2012

Premio "Ju Caffè d'Or(z)o 2012" - Books, Comics and Music





Di tempo per buttar giù qualche rigo ne ho veramente poco.
La tesi, lo studio per le verifiche non mi consentono di gestire per bene con le recensioni e articoli vari.
Comunque con il terminare dell'anno solare duemiladodici, è tempo di fare un bilancio di quello che mi ha tenuto legato sulla poltrona/letto/divano/divano-letto/sedia a sdraio/lettino (e chi più ne ha più ne metta).
Dischi, libri, fumetti e via discorrendo.
Per i romanzi ho stilato una classifica, un indice di gradimento per i libri letti nel duemiladodici; non sono soltanto i titoli che sono stati pubblicati quest'anno.

Si comincia con il premio...


venerdì 21 dicembre 2012

"Uno zombie sotto l'albero" - The Walking Dead N.1-2



Uno Zombie sotto l’albero

The Walking Dead
N.1-2


Di R. Kirkman – T. Moore & C. Adlard


«Se in un romanzo compare una pistola, bisogna che spari»
(Anton Cechov)


«Quando non ci sarà più posto all'inferno, i morti cammineranno sulla terra.»
(Peter in “Zombi” – di George Romero)

 «Dichiaro questa serie come la mia nuova droga cartacea.»
(Majunior91 - Autocit.)



Ho atteso con (im)pazienza di recensire i primi due albi della ristampa, appena sbarcata nelle nostre edicole nel formato bonelloide.
“The Walking Dead” ha cominciato a diffondere la zombi-mania con la versione da libreria (sempre edita da Saldapress).
Ma la vera epidemia zombi si è dilagata nel 2010 con la serie tv diretta da Frank Darabont.
Superando il record di ascolti nella tv via cavo in patria.
Non passa molto tempo che l’ideatore del comic book Robert Kirkman e i pencilers verranno insigniti di un Eisner Award.

 a sinistra il sorridente pacioccone, ideatore della serie (R. Kirkman), alla destra il secondo e attuale penciler (C. Adlard)


Da qualche tempo ha raggiunto la quota di cento albi spillati.
A memoria di collezionista non si pensa ad un’altra serie a fumetti incentrata sugli zombi più bella.
La Saldapress ha piazzato sul nostro mercato la concretizzazione di un albo economico, dal perfetto binomio qualità-prezzo (ben novantasei pagine contiene!)
E gliene siamo immensamente grati per questa iniziativa che ha spalancato le porte a molte case editrici.
Ogni albo ne contiene quattro della versione spillata americana.
L’unica pecca è la distribuzione a macchia di leopardo, in fase di miglioramento.
Un bel premio come “prodotto dell’anno” non glielo toglierebbe nessuno!


The Walking Dead N.1
Prezzo: € 2,90, 16 x 21, pp. 96, b/n




Rick Grimes, il vice-sceriffo impavido della contea di Cynthiana, con il suo amico e collega Shane  interverranno in una sparatoria.
Rick verrà ferito gravemente e cadrà in coma per un mese.
Al risveglio scopre che l’ospedale è popolato da morti viventi.
Come del resto la zona circostante.
Il vice-sceriffo cade nella disperazione e non fa a meno di pensare a sua moglie Lori e al figlio Carl.
Farà la conoscenza di Glenn, un ragazzo che lotta estrenuamente per sopravvivere.
Non perderanno l’occasione di allearsi e Rick verrà condotto verso uno spiraglio di luce.
Da qui si svilupperà il survival horror cartaceo del momento.



Kirkman utilizza una forma degna di essere chiamata scrittura, lasciandoti con il respiro mozzato.
Ogni singolo personaggio agisce secondo la propria indole e psicologia senza ripensamenti.
L’autore stesso ha dichiarato la sua serie non la solita saga avente soltanto carne da macello (comunque apprezzabile), ma lo zombi rappresenta soltanto un pretesto di quello che sarà l’indagine mentale sull’uomo.
Il tratto di Tony Moore (che realizzerà solo sei degli albi spillati) è evidentemente caratterizzato da una cura maniacale dei dettagli e della fisionomia degli orridi morti-viventi.
In più di una vignetta è satura la disperazione, la tensione del personaggio trasmessa magistralmente dalla china.



The Walking Dead N.2
Prezzo: € 2,90, 16 x 21, pp. 96, b/n



  
(Uscito in edicola da qualche giorno)
Il nostro protagonista non è il solo sopravvissuto.
Presto scopre grazie al piccolo Glenn, un tendaggio dove vi risiedono altri superstiti; sfuggiti dall’apocalisse che sta incombendo da un mese.
Shane ha costruito e organizzato il campo tendato per nutrire e quindi trovare una posizione lontana dai morti-viventi.
Rick abbraccerà come non ha mai fatto in vita sua, la moglie Lori e suo figlio.
Tra i personaggi superstiti vi si svolgono esercizi di tiratura, passeggiate e un intrecciarsi di relazioni.
Il nemico però è dietro l’angolo.
E per rendere più accattivante la story-line ,non tarderanno ad esserci i primi dissapori con tanto di confessioni.
Ci abbandona dopo un breve periodo lo straordinario Tony Moore, a succedergli ci penserà l’altresì apprezzato Charlie Adlard. Dallo stile più ombreggiato verso un richiamo noir per la serie.
Il papà della serie non ci permette consecutivamente di riprendere il fiato.
Con l’avvicendarsi degli eventi semina colpi di scena degni del suo nome. Al di là di ogni aspettativa mi ha spiazzato. Manco fossi uno zombi!

Simpaticissima la rubrica redazionale dove vengono proposte le vignette di Voglino e Giorgini. I protagonisti sono due fan malatissimi di TWD: con l'obiettivo di guardare in santa pace sul loro divano la loro serie preferita.

 il tratto a sinistra di Tony Moore e a destra del nuovo arrivato Charlie Adlard

Il primo albo è uscito in edicola nella metà di novembre, ma da qualche giorno troverete la ristmapa del numero in tutte le edicole e fumetterie.
Dunque accorrete nelle edicole e ve ne prego, approfittatene!
Fate trovare ai vostri amici, parenti e nemici (?) uno zombie sotto l’albero.


martedì 11 dicembre 2012

Piccola Guida sul mondo di Dylan Dog (DD 313-314-315)


Avrei voluto cominciare a recensire gli albi sull’indagatore dell’incubo cominciando con il numero 53 (tra i primi dell’edizione originale che sono riuscito a procurare).
Però navigando un bel giorno su internet, nell’aula di informatica della mia scuola ho scoperto qualche settimana prima dell’uscita, l’imminente pubblicazione della storia inedita di Novembre, che il soggetto, la sceneggiatura e i disegni sarebbero stati prodotti nientepopodimeno che... dal copertinista regolare della serie, Angelo Stano!
Primo albo “factotum” dell’artista pugliese nonché primo per questa serie.

Ed è grazie a questi lampi di creatività che inducono i recensori a complicare la vita...

...complicargliela a tal punto da “commissionargli” prima una introduzione sul personaggio creato da Tiziano Sclavi.
Che lo ha elevato nell'olimpo del fumetto italiano e ormai tradotto in gran parte del globo.
Un fumetto che sta trainando assieme a “Tex” la Sergio Bonelli Editore.








Non si sa in quale notte un giovane Tiziano Sclavi concepì quello che sarebbe divenuto una vera e droga cartacea e tra le richieste che assillano da quel giorno i nostri giornalai.
Tiziano Sclavi prima di quel dì aveva attraversato tante redazioni di ogni genere e scritto per la Bonelli qualche albo di “Martyn Mystere”, “Mister No” e “Zagor”.
Nel corso della carriera si è cimentato nelle forme più disparate di scrittura: dalle canzoni alla narrativa fino alle storie per l'infanzia.

Da non molto tempo conduce una vita molto riservata. In molti (me compreso) a gran voce attendono un suo ritorno ai testi di “Dylan Dog”



Cercherò di essere da questa riga in poi di buttare giù un profilo esauriente sul personaggio (senza che mi dilunghi troppo).

Dylan risiede a Londra, in via Craven Road 7 assieme al suo buffo assistente Groucho Marx (qui Sclavi ha chiamato in causa l'attore comico Groucho Marx veramente esistito).
Spalleggiato da un personaggio singolare di cui non può fare a meno di sparare freddure allucinanti.
Il protagonista svolge il mestiere di indagatore dell'incubo.
La fisionomia (voluta fortemente dal creatore) è stata ripresa dall'attore Rupert Everett.
Nel film tratto dal romanzo sempre di Sclavi “Dellamorte Dellamore”, il ruolo da protagonista venne recitato giusto appunto da Rupert Everett, vestì i panni di un vicinissimo archetipo di Dylan.
Non molto precario come lavoro poiché molti casi e storie paranormali lo attenderanno per trecento e passa storie (senza contare gli albi speciali fuori serie.)

Ormai questa testata è radicata nell'immaginario collettivo, anche di chi non ha mai aperto un suo albo.
I primi numeri sono entrati nella memoria e hanno spalancato tante porte sentimentali in tutti noi.
Storie e comprimari realizzati come non se ne erano mai visti.
Negli albori abbiamo visto sfilare tra i migliori sceneggiatori e disegnatori della serie.
E in qualche occasione tornano sulla testata regolare per regalarci ancora nuove emozioni e tanti misteri.

A seguire trarrò delle brevi conclusioni sugli ultimi tre numeri della serie regolare...

“Il Crollo” - sceneggiatura di Paola Barbato, disegni di Giovanni Freghieri



Sotto le macerie di un palazzo Dylan indagherà, privo di memoria, su una minaccia che incombe sul protagonista.
Non sarà il solo. Man mano scoprirà altre presenze, le quali non tarderanno a intervenire per informarsi sull'accaduto.
La Barbato malgrado qualche sequenza poco incisiva, propone una buona sceneggiatura. Non mancano tensione e un susseguirsi di eventi inaspettati.
Le tavole di Freghieri? Una gioia come sempre per i nostri occhi.
Un albo che non dispiace certamente, ma ci si erano fatte aspettative più elevate.

Voto 6,5/10



“I segni della fine” - sceneggiatura di Giovanni Gualdoni – disegni di Giampiero Casertano



Dei fenomeni paranormali, quali scomparse di cabine telefoniche, treni delle metropolitane totalmente fuori controllo e via discorrendo stanno creando una serie di omicidi del tutto inspiegabili...
Stregoneria, o l'imminente fine del mondo di sta avvicinando?
Un eccezionale Casertano (apprezzato ultimamente con il primo albo della collana “Le Storie”: “Il Boia di Parigi” fa da contorno a questa storia interessante.
Con una trama non proprio originalissima riesce ad attirare comunque il lettore. Ha tutte le carte per farsi apprezzare questo volume.

Voto: 7/10


“La legione degli scheletri” - disegni, soggetto e sceneggiatura di Angelo Stano



Una sequenza spietata di omicidi colpirà dei giovani londinesi.
Tutti scatenati da qualche rappresentazione grafica di una giovane artista.
Quale oscuro elemento ci sarà dietro?
E con il “Tutto – Stano” che è partito il motore per il mio collezionismo mensile!
Sul comparto grafico nulla da discutere... anzi, eccelle più che mai l'artista barese su dettagli e scenari.
Sulla sceneggiatura, si erano create aspettative molto elevate.
Presenta elementi già proposti in qualche pellicola argentiana e in un romanzo di Stephen King (lascio a voi indovinare.)
Basta pensare che sia il primo albo interamente prodotto da un autore. Meriterebe grande attenzione.
E fa ben sperare a tutti i dylandogofili per la qualità delle prossime storie.

Voto: 7-7,5/10





Il primo tributo del sottoscritto sul personaggio sclaviano termina qui.
Con l'ultimo albo in cui si è intravisto uno spiraglio di luce speranzoso.
Sarò stato poco esauriente ma auspico che possa essere un buon sunto sugli ultimi tre capitoli e sulla storia editoriale...

sabato 1 dicembre 2012

From the 2nd Moon with Mistery - Part 1 ("1Q84" Libri 1-2, Haruki Murakami)



"Non si lasci ingannare dalle apparenze. La realtà è sempre una sola"

“Quello che apprezzo di più, soprattutto per quanto riguarda i romanzi, è non riuscire a comprenderli completamente.”

Da qualche parte esiste una fine. Solo che non si trova un cartello con scritto "Ecco, questa è la fine". Come al gradino più alto di una scala non si trova scritto "Attenzione, questo è l'ultimo gradino. Non fate un altro passo oltre a questo".


“From the 2nd moon with mistery”

1Q84
Libri 1-2
di Haruki Murakami



Ci si lascia dietro una scia di sensazioni, ci si lascia non so quant’altro serva per mettere in luce 1Q84 libri 1-2; penultime fatiche letterarie di Murakami sensei (unite in un unico tomo).
Ma altresì potremmo averci lasciato lungo il sentiero, dei punti interrogativi che presto volteggeranno su di noi come uno stormo di corvi.

Il titolo omaggia George Orwell e il suo romanzo – denuncia (scritto negli anni 50’) “1984”; dal contenuto a tratti profetico.
Si avrà l’occasione per farne oggetto di una disquisizione sul blog...


martedì 27 novembre 2012

La Redenzione del Samurai (R. Recchioni - A. Accardi)

Nella collana concepita da poco "Le Storie", dalla Bonelli, questa volta presenta...

La Redenzione del Samurai
di Roberto Recchioni - Andrea Accardi






Non si fa in tempo a finire di leggere “Il boia di parigi” (scritto da P. Barbato e disegnato da G. Casertano), che nelle edicole sbarca il secondo episodio della collana “Le storie”.
Sta già riscontrando un vasto successo tra il pubblico, che tiene più che vivo, l’ardore di seguire sempre più questa sinergia artistica tra lo sceneggiatore e il disegnatore.
I quali daranno poi vita ad una piccola gemma lettereria da leggere e da custodire.

Con “La redenzione del samurai” scritta da Roberto Recchioni e disegnata da Andrea Accardi, ci guidano nel pieno periodo Edo (XII – XIV secolo circa), epoca dei feudi giapponesi.

Verrete letteralmente catapultati nell’epoca della filosofia giapponese del “Meifumado” (abbracciata molto volentieri dal Rrobe.)

Il giovane samurai Tetsuo, è stato designato “kaishakunin” (colui che viene incaricato di
decapitare il suicida durante il momento di agonia) dal suo maestro Jubei.
Poco prima che disertasse.

Proprio Tetsuo Kogawa verrà chiamato al cospetto del daimyo (signore feudale) e consigliere, per ritorvare il suo maestro e ricondurlo per compiere una volta per tutte, il rito suicida.



Nel percorso che presto affronterà il giovane samurai, riscoprirà i valori; ai quali ogni guerriero samurai attinge per farne il proprio codice etico.

Sarà quindi disposto mentalmente ad accettare la probabile morte del maestro; oppure la sua di morte.

Un concetto che viene distinto proprio con il nome di “Meifumado”.

Sebbene la storia possa risultare lineare, l’arguzia di Recchioni è stata quella di creare degli artifici narrativi più che efficaci. La caratterizzazione dei personaggi è tra i tanti fattori che rende davvero l’unicità del racconto (di un personaggio secondario in particolare.)

La preparazione delle tavole e la disposizione di alcune vignette, che rappresentano gli scontri, richiamano agli appassionati moltissimi riferimenti cinematografici e molti altri riferimenti appartentni al mondo dei manga.



Delle sequenze che lasciano il lettore a mozzafiato, per la bellezza e per la rappresentazione magistrale di Accardi.

Con questo numero, si può assaporare sul serio un racconto privo di elementi stereotipanti, che di solito gli occidentali utilizzano per mettere in mostra una tra le tante sfacettature dell’Oriente.

Si può nutrire soltanto gratitudine per questa storia e per la Bonelli, molto coraggiosa, che con ogni mezzo acquista sempre più un largo consenso dal pubblico.

Su questa collana, ci sarà il seguito. O meglio, due seguiti che sono stati confermati.
Inviterei quindi di non prendere conclusioni affrettate sul finale.


martedì 20 novembre 2012

Rat Man Collection 92, 93 - Sentieri Criminali

Ombra profonda siamo. (Giordano Bruno)

Una persona spesso finisce con l'assomigliare alla sua ombra. (Rudyard Kipling)




RAT MAN COLLECTION
SENTIERI CRIMINALI
(N. 92-93)

 

 http://www.larsson91.blogspot.it/2012/09/rat-man-collection-91.html

Ci eravamo lasciat così...



Di solito dopo che non ci si rivede con il proprio caro/amico/ragazza o ragazzo o un chicchessìa qualunque, lo si abbraccia e la nostra faccia si accinge ad assumere una certa espressione.

Una di quelle espressioni che potrebbero denotare indifferenza, e perché no, anche basita.

"Ma... Sei parecchio cambiato!"

"Si, ma... son sempre rimasto lo stesso. Giuro."

"Occhéi... ma c'é qualcosa in te che non va adesso. Non so."

Ecco. 
Molti lettori avranno accolta questa "Trilogia Criminale" alla stessa maniera.
Manifestando qualsiasi tipo di stupore.
Elogio, indifferenza e di noia (?)
Ma è pur sempre il Ratto di sempre!
Meno ilare del solito, sta di fatto che dalla sua esperienza ne è tornato più forte e cinico di prima.
Da quelle esperienze che possono darti tutto o niente.

E il buon Leo con questa saga ispirata liberamente dalle atmosfere noir di  "Criminal" (concepita da Brubaker e Sean Phillips.)
Si nota come il tratto di Ortolani di volume in volume prende la giusta piega tributo-citazionistica della serie americana in questione.
Ogni pagina trasuda mistero e violenza.
Non allarmatevi. Non c'é veramente nulla di cui allarmarsi...
Tranne per il fatto che vi terrà impegnato non per una... ma almeno per due volte (per ogni albo) poiché rileggerseli e gustarseli ancora una volta serviranno per comprendere la trama.






Negli ultimi due episodi appartenenti a questa "Trilogia criminale" o alla "Trilogia di Topin", Valker sarà tormentato dai continui flashback e dalla bramosia di spazzare da ogni strada i super eroi.
Con l'aiuto di Topin (ex alleato e fu allievo di Rat Man) collaborerà con Valker e la sua equipe.
Valker dovrà vedersela con l'ombra.
L'ombra che inghiottisce la luce che gli è ostile.
L'ombra se ne frega di tutto e di tutti.
Valker sta per divenire un'ombra.
Ignaro di essere succube del suo diabolico progetto che lo porterà nelle ultime pagine ad affrontare faccia a faccia un ostacolo più grande di lui.
Parlando di ombre, di Rat Man (a parte qualche comparsa), manco l'ombra.
Egli non è il protagonista di questa trilogia.
Sotto i riflettori vi sono i suoi comprimari.
Le due storie contengono numeri di alta scuola narrativa del fumetto nostrano, le tavole dell'ultimo numero tsi percepisce l'orrore e il senso di smarrimento; lasciando quindi vagare il lettore nei meandri del vuoto.

Nella rubrica dell'ultimo numero le sorti del ratto vedrete che sono state chiarite una volta per tutte...
E gliene siamo veramente grati.

Accogliete quindi il ratto, malgrado il cambiamento, ma saprete subito accettarlo.     
E' pur sempre un nostro caro amico.
Il solito compagno di avventure.

giovedì 15 novembre 2012

Allen (Leo Ortolani) - Fantascienza umoristica, o umoristica fantascienza?




Giusto qualche mese di tempo per aspettare, per poi finalmente apprezzare l'ultimo speciale di Rat - Man!
Il Messere Ortolani ha pensato giustamente di rispolverare la prima bozza sulla parodia cartacea di Allen (la seconda pellicola girata da Ridley Scott datata 1979, in concomitanza con l'uscita del prequel (?) "Prometheus".
Sempre diretto dal buon Ridley...

Alien come molti sapranno ha aperto una pista per le pellicole fantascientifiche successive...




Ha dato vita così allo special del Ratto tanto atteso.
Una azzeccatissima visione cartacea, fantascientifica-umoristica delle pellicole di Scott: incastrando perfettamente le trame di esse.
Perfetta fusione che riprende fedelmente tutto l'immaginario distopico in questione: lasciando qua e là chiare citazioni e sequenze completamente diverse dall'originale.
Il buon Deboroh (in questa storia si chiama Allen) è a capo della spedizione, che vedrà coinvolto il suo equipaggio nell'indagine spaziale riguardo un antico punto interrogativo: l'uomo da chi è stato concepito, se da un Intelligent Design (per volere quindi degli alieni) oppure dalla volontà divina?
Vengono posti misteri che neanche un Giacobbo sarebbe in grado di dare delle risposet...
Il sistema d'allarme della navicella risveglia l'intero equipaggio da un sonno criogenico.
E immediatamente giungeranno a destinazione su un pianeta dove vi sono testimonianze di un'altra possibile forma di vita al di fuori di quella umana (umana... scimmie caso mai se parliamo del mondo ortolano.)

Tensione degna proprio delle parodie dalle quali si è ispirato e ovviamente il suo umorismo; così genuino che non guasta mai il sano divertimento di cui ne giova moltissimo il lettore.
Il nano, ultimo arrivato del carro ortolano, sta già facendo la sua figura nella serie regolare...
E in questo speciale da il meglio di sè...
Umorismo arguto in Italia, non ce n'è.
Non c'é piffero che tenga.

Un piccolo neo forse, poteva sviluppare ancor più tensione con la cura dell'ambientazione.
Un po' più di claustrofobicità sarebbe stata ben accetta nella storia.
Ma ciò non toglie all'opera una storia sentita (poiché Leo ne aveva una necessità bestiale di rendere omaggio ad Alien in primis.)
A fine albo troverete schizzi e una cura editoriale riguardo la storia di questa saga cinematografica e della altre citazioni insite in ogni opera del genere.

Un incontro voluto dalle stelle?
E da chi se no? Poi interpretatelo come volete...

p.s. ultime due righe e video seguente...
...capirete a fine lettura dell'albo... 

Non potevo esimermi dal postarlo.





domenica 11 novembre 2012

Nirvana 6... 1/2






Da Novembre dell'anno scorso abbiamo cominciato a conoscere (agli albori attraverso degli spot simpaticissimi), di conseguenza ad amare/odiare/odio-amore/indifferenza (fate voi) uno dei personaggi più dissacranti e maleducati del fumetto made in Italy!
Si sperava bene che non terminasse con la prima e godibilissima stagione dei Paguri.
I papà o semplicemente i genitori di Don Zauker ci hanno concesso per l'anno nuovo una seconda stagione ricca di nuovi personaggi e qualche ritorno.

A Settembre si è conclusa nel più confusionario, chiarificatore, ilare dei modi questa prima epopea.
E' opportuno sottolineare la parola chiarificatore poiché finalmente (grazie anche a una buona introduzione al volume di Simon Bisi), si comprende a pieno la trama incastrata nelle prime storie.
I Caluri, degni di Nolan in "Inception" e "Memento"...
Per sfuggire ad un incazzatissimo Occhionero Ronson, Ramiro Tango verrà spedito nella culla del qualunquismo italico nonché nella pozzanghera mediatica più criticata/amata della televisionei: il Grande Fratello.
(Nonché uno sputo sulla lapide di George Orwell... 'ste riflessioni pardon)

Numerose gag, alcune veramente originali che con grande astuzia si conquistano qualche sorriso del lettore.


E per allietare l'attesa del numero sette (o se così possiamo chiamarlo, del numero uno della seconda stagione, poi lascio decidere a chi di competenza gli spetta), i Paguri hanno pensato giustamente di metterci ancora più sulle spine con un misterioso e come al solito spassoso numero 6 1/2.
Si intravede già un nuovo personaggio, e tutti i nodi su Ramiro Tango verranno fuori dal pettine...
...dal suo.
Non di certo da quello di Occhionero Ronson.
Ilarità garantita a parte, bisogna attendere la seconda stagione che partirà da Gennaio 2013 sul nostro inguaribile bugiardo del momento.




"Mamma, son tanto felice." (Cit.)
Che Nirvana abbia un seguito già promettente, mi aspetto già elementi potenziali...

Voto 6 1/2... Ma de che. 7/10!
In fase che il voto probabilmente lieviti nella seconda stagione.
Di uno specchio cartaceo della nostra società.




venerdì 9 novembre 2012

Alice sotto terra - Stefano Bessoni (By Nemo)


Vi state apprestando a leggere la recensione di un giovane autore che segue con grande passione il mondo dei manga e da poco si sta interessando anche ad altri generi (da tempo segue la saga di Skydoll apprezzata in patria e in Francia).
Cerco dunque di accoglierlo il miglior modo possibile, perché a prescindere dal prodotto proposto la fluidità nello scrivere avvince.
Non spaventatevi per la lunghezza dello scritto, spero vivamente che attiri l'attenzione di chi voglia avvicinarsi a questo albo e di chi voglia soltanto leggiucchiare una buona recensione.
Quindi...

Nemo presenta...


ALICE SOTTO TERRA
di Stefano Bessoni






Spesso gli incubi più atroci si annidano nelle profondità della terra, nell’umido e malsano terriccio, in cui si intrecciano disperdendosi come radici di una pianta rafferma gli umori della decomposizione della carne e il crepitio incessante di funeree ossa. Ed è proprio questo mefitico terreno a partorire le creature che si crogiolano nei suoi uterini recessi, rifuggendo la luce del sole, scavando fosse sempre più profonde, per attrarre nel loro distorto e squilibrato abisso qualsivoglia incauta e sventurata preda, la cui mano tesa al dolce e subdolo richiamo di quei deformi figli del sottosuolo è stata brutalmente afferrata dalla loro scheletrica stretta.

Il prolifico terreno non è che, in verità, una metafora della mente dell’uomo, spaventoso tritacarne di sogni, dei quali maciulla ogni più infinitesimale fibra per rigettare una tanto meravigliosa quanto terrificante brodaglia di lucidi incubi, i quali nutriranno il venturo fiorente seme della follia, che a sua volta ne produrrà altri ancora.
Non a caso, quindi, campeggia sulla copertina di ALICE SOTTO TERRA, l’agghiacciante ghigno allucinato di una rinsecchita Lepre Marzolina, la quale invita il lettore ad intraprendere un viaggio nella follia stessa e ad addentrarsi nei remoti anfratti di un oscuro tunnel sotterraneo, tenuto per mano da una gracile e anemica bambina, che altri non è che Alice stessa…
Un’Alice, però, molto diversa dalla vitale e vispa bambina alla quale il celeberrimo illustratore coevo Tenniel aveva abituato i lettori dell’ancor più nota storia che la vede vagare estasiata in un variopinto Paese delle Meraviglie.



L’Alice presentataci da Bessoni, stavolta, è sgraziata, dall'aspetto molto più simile a quello di una minuta vecchina, del tutto lontano dalla bambina che dovrebbe essere, se non fosse per l’unica peculiare caratteristica che può ancora darle qualche parvenza di umanità e relegarla, seppur vagamente, all’infanzia: un indistinto e vacuo luccichio nei suoi grandi occhi rotondeggianti, che in un certo qual modo quasi intenerisce, sensazione immediatamente annientata da una deformità fisica fortemente accentuata, sebbene chiaramente voluta;
Tuttavia non si sente necessariamente il bisogno di focalizzare l’attenzione su Alice, quanto sugli abitanti del sottosuolo (tutti arcinoti, dall'inconfondibile Bianconiglio alla Regina Rossa), i quali rappresentano l’anima e il fulcro del libro stesso, ideato come uno stesura delle loro fisionomie e delle loro abitudini, quivi opportunamente e quasi del tutto stravolte (e si scoprirà, nel corso dell’ “esplorazione” del libro, come queste abitudini vengano riadattate al servizio dell’angosciosa e rattrappita atmosfera che permea l’opera) ed asservite all’ottica di Bessoni stesso e quindi lecitamente conformi allo “scopo” di partenza, ovvero quello di creare un qualcosa che fosse diverso da tutto ciò è stato possibile ammirare in merito alle rielaborazioni del fertile universo di Alice nel Paese delle Meraviglie, almeno visivamente parlando.


Poiché è altresì vero che salvo in sporadici casi (forse in nessuno di essi), mai, nei vari rifacimenti del medesimo universo, prendendo in esame i singoli, che nel corso degli anni si sono avvicendati, sono state apportate sostanziali modifiche a quelle che è sempre stata la sua trama originaria. E senza dubbio, ALICE SOTTO TERRA non fa eccezione. Ma più che avvalersi dell’incombente urgenza di manifestare una decisa adesione ad uno schema narrativo rimasto bene o male invariato, il libro in questione decide di puntare sul raccapriccio, sulle fattezze deformi e sghembe dei vari personaggi, sulla vigorosa potenza comunicativa delle illustrazioni , punto cardine intorno al quale ruota l’intera produzione, tutte cariche di una quasi innata forza destabilizzante, tale da estraniare il lettore, forti oltretutto delle concise descrizioni atte a sintetizzare i tratti salienti dei bizzarri esseri, i quali appaiono tremendamente familiari e al tempo stesso minacciosamente distanti, avversi, ibernati nel loro universo così asettico e anomalo.






Vale la pena soffermarsi sullestetica adottata dallautore in merito alla genesi degli abitanti del sottosuolo, la quale tutta è stata concepita, come è naturale avvedersene, affiliandosi, per così dire, alla corrente stilistica Burtoniana, che non ha bisogno di presentazioni. Il tratto dell’autore, tuttavia, resta comunque autonomo e fortemente peculiare e funziona altrettanto autonomamente. Un eventuale rimando ad autori del calibro di Tim Burton serve semplicemente a specificare quanto esperimenti del genere non siano del tutto nuovi e che, anzi, queste rivisitazioni in salsa dark e torbida stiano ormai prendendo piede da un bel po’ di tempo a questa parte, inaugurando un filone che andrà via via sempre più affermandosi, conquistando una buona fetta di pubblico.



Nel complesso, ALICE SOTTO TERRA farà la gioia di ogni appassionato del genere, del bizzarro e dell’imperscrutabile, potendo vantare di un comparto grafico e stilistico di prima scelta, ispirato e inusuale, il quale riesce a reggere in piedi tutta l’opera, minata tuttavia da due piccoli, grandi difetti:
l’esasperante brevità e il costo del libro, elevato, se si pensa che lo stesso è composto di appena 48 pagine!
Il viaggio termina troppo presto perché se ne possano apprezzare appieno tutti i risvolti e non si fa in tempo ad affezionarsi al libro, che inaspettatamente già finisce, ma ciò non può che incitare il lettore a ripercorrerlo nuovamente, ammaliato dal sibillino richiamo delle creature, per rimanervi ancora un po’, facendosi cullare dall’eco della loro mortifera nenia.


NEMO

giovedì 8 novembre 2012

Il Boia di Parigi (G. Casertano - P. Barbato)

"Sapete cosa fare, ora.
Ricordate che il mistero dell'amore è più grande del mistero della morte.
Adesso saremo davvero uniti."

" Signori, sono innocente di tutto ciò di cui vengo incolpato. Auguro che il mio sangue possa consolidare la felicità dei francesi."
( Re Luigi XVI )





Commentare un'iniziativa coraggiosa e innovativa made in Bonelli...
...auspico soltanto che non ne venga fuori una considerazione che non restituisca giustizia a cotanta maestria bonelliana.
Che nessuno me ne volesse.
In qualche modo bisognerebbe parlare di questa collana "Le Storie" (figlia della vecchia collana "Un uomo, un'avventura" lanciata ai tempi sempre dalla Bonelli; con il sotto-marchio "Cepim".)

Il primo volume, firmato dal poco compianto maestro Sergio Toppi.




La collana parte subito col botto.
Stupendoci con effetti speciali grafici (di Giampiero Casertano) e narrativi, scanditi minuziosamente dalla Barbato.

A farci da "Cicerone" ci ha pensato Gianmaria Contro nella rubrica "Story teller": nella quale sintetizza la storia del volume che ci si appresta a seguire e ad immergervi con tutto sé stessi.


L'autrice prima di architettare la trama, ha avuto la fantastica iniziativa di rovistare tra gli archivi e le varie fonti storiche che attestassero sull'esistenza del personaggio, protagonista assoluto dell'albo: il boia Charles Henri-Sanson. 
Conteso dagli storici tra la figura dello spietato macellaio e la figura di un simpatizzante rivoluzionario; costui preservava la dignità del condannato fino all'ultimo respiro di questi.
Egli non fu altro che un somministratore di morte, un dolce amministratore imparziale dinanzi a ogni condannato, a prescindere da quale ceto appartenesse.




Prima ancora di condannare, riusciva a prendere confidenza con naturalezza.
I condannati si affidavano all'affabilità dell'esecutore, dai suoi modi così amabili, che dinanzi all'orrore della folla assetata di sangue; si rammarricava di quanto potesse essere così subdola e spietata.



Il popolo in subbuglio per ribaltare il vecchio regime.
Venivano ghigliottinati anche criminali, per un semplice furtarello.
Ed entrano in scena la schiera dei rivoluzionari: Marat; Saint-Just, Robespierre e Danton.
Per calmare le acque e per tentare di voltare pagina al potere parigino.

Nei libri di storia vengono sempre rappresentati come eroi, innovatori di un pensiero che prima di allora non si era mai pensato e diffuso.
Ma Robespierre (per farne un esempio) subito dopo l'esecuzione alla ghigliottina di Luigi XVI (avvenuta per mano di un suo fedele servitore, nonché Henri-Sanson); cominciò ad abusare delle esecuzione facendole divenire degli spettacoli sanguinari a cielo aperto.
Verrà presto soffocato dal sangue delle vittime che ha mietito.

Charles Henri-Sanson, esecutore della giustizia ora viene idolatrato come un salvatore della patria.
Placherà presto però i suoi tormenti e darà un taglio (nel senso veramente figurato del termine) a questa strage non solo umana ma anche quella che potrei definire etico-intellettuale dell'epoca.


I disegni di Casertano ribadisco, un massimo contributo per una grande storia.
L'edizione della Bonelli ne fa da grande cornice a questa iniziativa.
Tutti gli artisti Bonelli per contribuire alla nuova creatura artistica.
Per farne presto un pezzo da novanta.
Il 13 Novembre uscirà "La via del samurai"
Spero vivamente che non abbia un volume finale questa serie.
Alla quale auguro una prolifica produzione.

Chapeau. Just this.



martedì 30 ottobre 2012

Presentazione "Apriti Sesamo" - Roma, 24 Ottobre 2012

G. Castaldo e F. Battiato
presentano...

Foto di: Lorenzo Tribuzio e Rita Torri


"APRITI SESAMO"
Feltrinelli, Via Appia Nuova 427

Roma, 24 Ottobre 2012

"«Or se’ tu quel Virgilio e quella fonte
che spandi di parlar sì largo fiume?»,
rispuos’io lui con vergognosa fonte.                              

«O de li altri poeti onore e lume,
vagliami ’l lungo studio e ’l grande onore
che m’ha fatto cercar lo tuo volume.                              

Tu se’ lo mio maestro e ’l mio autore,
tu se’ solo colui da cu’ io tolsi
lo bello stilo che m’ha fatto onore.»"              

(Divina Commedia, Inferno, Canto I, vv 79-87 - Dante Alighieri)

...l'effetto nel momento in cui sono venuto a conoscenza di questo incontro, è stato più che immediato.
"Mercoledì, 24 Ottobre dell'anno solare 2012, dovrò trovarmi per forza alla Feltrinelli (Via Appia Nuova 427)."
Il giorno precedente era uscito in tutti negozi di dischi l'ultima fatica del cantautore siciliano "Apriti Sesamo".
Anticipato dal singolo promozionale "Passacaglia".
A cinque anni di distanza dal penultimo disco di inediti "Il Vuoto", senza contare giusto appunto i dischi contenenti le cover: "Fleur 2" e "Inneres Auge".







Intanto si comincia ad inforcare la penna e a preparare il taccuino degli appunti, dal quale verranno scritte due pagine piene di spunti e "scarabocchi" sintetici sull'incontro.

Mancavano due ore all'incontro, al mio arrivo era rimasta soltanto una fila vuota di sedie.
La sorpresa è stata la presenza di molti giovani bramosi di vedere da vicino un autore di un certo calibro.
Da considerare questa partecipazione attiva di un pubblico giovane, attento su tutti i fronti culturali e popolari di un passato fiorente.
Mancavano due ore all'incontro... mancavano due ore! Volate che neanche me n'ero accorto.
Le mani cominciavano a sudare e a trasudare l'emozione di chi ha covato negli anni un amore viscerale, durante le sedute musicali a suon di vinili e compact disc.


venerdì 26 ottobre 2012

Kick Ass 2 - N. 3 & 4 (SPOILER)





"Vendicatori uniti, cazzo."

L'unione fa la forza.
Anche di fronte alla gang capitanata da Mother Fucker (un tempo conosciuto come Red-Mist), tra le più infami del mondo dei comics, i vigilanti combattono senza sosta il crimine nonostante la polizia si è posta l'obiettivo di catturare ogni "cialtrone" vestito in calzamaglia.
Partiamo dunque con il terzo e penultimo numero di questa serie, reggetevi forte perché nelle prossime righe non si parlerà della nuova serie di Glee, i Sig.ri Millar e Romita Jr non scherzano!

TOMO 3:
Il secondo di tomo si era concluso con il padre di Dave che si consegna alla polizia, mentendo che egli sia in realtà Kick Ass.
Il cotanto cliccato e chiacchierato paladino più famoso del globo terracqueo.
Il nuovo carcerato riceverà delle visite... davvero sgradite.
E pagherà così Dave Lizeswski per aver fatto fuori il padre di Red-Mist...
Con il sangue paterno.
Al funerale del compianto Lizewski Senior, i bastardi infami guidati dalla mano di Mother Fucker tenderanno una trappola per Dave (pentitosi amaramente per aver coinvolto il padre in una battaglia senza senso contro il crimine).
In suo aiuto interverrà Hit Girl!
Dopo i vari ammonimenti del padre adottivo Chris, torna sulle scene la paladina tascabile nelle strade di New York.
Da lì saranno uccelli senza zucchero per i cattivoni!

TOMO 4:
Per le strade di New York imperversano caos e panico, tutto per mano dell'ultimo e originale villain Mother Fucker (Red-Mist). Manco fosse Bane nell'ultima pellicola di Nolan!
Però i nostri eroi Kick Ass e Hit Girl, aggiungiamoci anche la Justice Forever ostacoleranno i nemici massacrandosi senza tregua alcuna.
Sugli scontri individuali non vorrei rovinare le aspettative dei curiosi, lascio a quest'ultimi di godersi a pieno gli epici scontri.
Sul più bello quando il bene comincia a trionfare sul male, Hit Girl...
...vi dico solo che si metterà in una situazione abbastanza scomoda per salvare Kick Ass.
Ironia, botte da orbi e personaggi caratterizzati alla grande ci lasceranno per un lungo periodo (sigh!)
Millar ha di recente aperto (vedrete poi dal finale) la questione sulla terza serie cartacea; la cui uscita negli U.S.A. sarà prevista per l'anno prossimo.

Anche questa serie non ha deluso le mie aspettative.
Orchestrato e studiato sin dall'inizio. Sarò banale ma non potrebbe essere altrimenti.
Un'opera di intrattenimento da non prendere veramente sottogamba. In essa oltre alle scazzottate contiene dei contenuti da considerare.
Archetipo del supereroe, la famiglia et eccetera.
Recuperatela, ve ne prego.

Voto: 7,5 (Numeri e serie completa)


sabato 13 ottobre 2012

Shingeki no Kyojin Vol 3 - 4 (L'Attacco dei Giganti) di Hajime Isayama

Di 'sti tempi è passata molta acqua sotto i ponti nelle terra nipponica, ma il sottoscritto non ha provato per nulla ad abbeverarsi, né si è chiesto da quale fonte provenisse. A guardarla non prometteva per niente nulla di buono.
Shonen e altri titoli proposti non solo ad un prezzo rinunciabile, ma la qualità delle storie non potevano nemmeno essere paragonate con l'ultimo periodo poco ispirato di Bleach. Per intenderci.
Un periodo abbastanza buio per i manga. Tant'è che vi elenco le serie in corso e vi scrivo in maiuscolo i manga di cui seguo:

Watchmen - la riedizione economica edita Rw Lion
Batman - il reboot di Snyder & Capullo e via discorrendo...
Kick Ass 2 (in uscita l'ultimo volume, quindi giunto quasi al capolinea)
ONE PIECE 
HUNTER X HUNTER
L'ATTACCO DEI GIGANTI
Devil e i cavalieri Marvel
Hulk e i Difensori 
Si cerca di recuperare Monster Deluxe (TERMINATA)
Rat Man Collection
Dylan Dog

In realtà ho in sospeso tre serie manga: Bleach e Naruto in fase abbastanza calante (si cerca quindi di leggiucchiare le scans), e Detective Conan che pare regga ancora il timone rispetto alle ultime due citate.
Per il resto, si collezionano 3 SERIE MANGA contro 7 SERIE TRA NOSTRANE E AMERICANE...
Se vogliamo parlare anche dei tempi d'uscita: One Piece è trimestrale, meno male che con il manga di cui sto per recensire "L'Attacco dei Giganti" ha la cadenza bimestrale, per Hunter x Hunter negli ultimi 3-4 anni si da alla latitanza! Però a Dicembre uscirà il 30esimo volume (finalmente una cazzo di conclusione della battaglia contro le Formichimere!). Ma poi?! Chi s'è visto s'è visto!
In un futuro non molto lontano dovrà per forza recuperare Berserk (a detta di molti anch'essa tra le serie calanti, vedremo.)

Serpeggiava prima ancora della sua uscita, la notizia di questo manga, uscente fresco fresco vincitore dal "Kodansha Manga Award" edizione 2011, e delle prime scan già tradotte.
Spulciando le scan, è stato come guardare la ragazza che si trova al bancone del bar sola soletta a sorseggiare un cocktail. Carina, non ha rotondità eccessive ma è molto simpatica.
Così si vuole rompere il ghiaccio e conoscerla, buttando a caso qualche frase o aneddoto, e qualsiasi altro argomento si possa affrontare.
Ci si fa lasciare il numero di telefono e per giunta (dalla creazione di Mark Zuckenberg in poi) ci si contatta su Facebook. E ci si rincontra per conoscersi meglio l'uno con l'altro. 
Col passare del tempo sta a noi coltivare questo rapporto, dall'evolversi delle vicende; se interromperlo (rimanendo comunque amici, dipende dai casi) o meno.
Ecco. 
Shingeki no Kyojin metaforicamente parlando.

Scritto e disegnato da Hajime Isayama (nel Sol Levante è in corso dal 2009), la storia narra dell'invasione misteriosa, accaduta cento anni prima da parte dei giganti dalle sembianze umanoidi, devastarono il villaggio e dimezzarono brutalmente gli abitanti.
I superstiti crearono una cinta muraria alta cinquanta metri per un'eventuale invasione. 
Talmente fortificata e alta che un gigante di quelli non potrebbe sfondarla tanto facilmente.
Moltissimi anni dopo un gigante alto cinquanta metri riuscì a superare e quindi a far breccia nella cinta muraria per farsi beffa di molti umani divorandoseli poi voracemente! Come è possibile?
Eppure serpeggiava tra gli abitanti superstiti un'altra ipotesi, che questi terrificanti giganti invadessero e si mangiassero gli umani non tanto per sostentamento, ma per divertirsi e incutere terrore!
Eren, un ragazzino aspirante combattente, vuole sterminare una volta per tutte i giganti e uscire dalle mure per visitare il vasto mondo che lo attende.

I primi due tomi promettevano bene, dal terzo la situazione cambia radicalmente la storia!

Vol 3: (SPOILER)
Eren si scopre che può manovrare il corpo di un gigante (da esso è stato divorato nel primo volume).
I rappresentanti dell'esercito lo sottoporranno a un interrogatorio, Eren dovrà giurare fedelmente all'armata e manovrare il gigante per combattere la prossima 'invasione nemica imminente.
Per aiutare quindi la comunità a sopravvivere.
Mikasa (la sorellastra di Eren) lo supporterà e gli farà evitare rogne da chi lo vuole condannare come nemico per il villaggio.
Poco prima della scomparsa di Grisha, il padre biologico di Mikasa e adottivo di Eren, lasciò al figlio acquisito una chiave per entrare nella cantina, per avere delle informazioni necessarie sul mistero dei giganti.
Si vedrà il corpo dell'esercito impegnato contro la prossima invasione, ma avendo elaborato in breve tempo una strategia avente Eren capace di guidare un gigante, si concluderà la battaglia con un buon esito.

VOL 4: (SPOILER) - prestatomi da Ivan

Dopo il successo che ha portato speranza nel villaggio, Eren e gli altri aspiranti soldati sosterranno delle lezioni teoriche sulle strategie di guerra, esercizi per affrontare a viso aperto e senza timore il pericolo del momento.
Si ha il tempo di vedere l'autore, scavare nella psicologia di ogni personaggio, svelandone difetti e pregi... e punti deboli che potrebbero costare dazio dal principiante al più valoroso degli aspiranti cacciatori di giganti.
In fine si vede Eren imprigionato in una segreta dall'esercito, per interrogarlo nuovamente sulla sua natura.
Lasciando tuttavia in sospeso la questione sulla verità dei giganti custodita nella cantina di Grisha.


I giganti sono rappresentati in modo molto anatomico e grottesco. La maggior parte del pubblico non ha gradito il suo stile, reputano l'autore addirittura come un incapace.
La storia contiene dagli elementi shonen (valorosi personaggi che si battono per avere successo nella loro impresa, molto giovani), elementi seinen perché le scene d'azione sanguinolente sono disegnate egregiamente nel dettaglio, e induce il lettore a concentrarsi poiché vi sono contenute strategie o dialoghi da seguire con attenzione.

Come bisogna seguire con molta attenzione la storia in sé.
All'orizzonte si prevedono colpi di scena e rivelazioni varie...
Attendete e dategli fiducia.
Coltivate anche voi questo talentino. Un po' come nel rito dell'asta fantacalcistica, prendi un giovane low cost dal margine di crescita promettente.

Voto: 7/10












mercoledì 10 ottobre 2012

The "Dark" Passenger - "Dexter il Vendicatore" (di Jeff Lindsay)


"Ciò che mi ha reso ciò che sono mi ha lasciato un vuoto dentro, rendendomi incapace di provare sentimenti. Non sembra una grande perdita. Sono piuttosto sicuro che la maggior parte della gente finga parecchio nei contatti umani quotidiani. 
Io, invece, fingo in tutto. Fingo molto bene, senza provare mai alcun sentimento."


(Dexter Morgan)

"<<C'è un sacco di gente che se lo merita, Dex...>> 
E con quelle poche parole dà una forma alla mia vita intera, a tutto me stesso, a chi sono e cosa sono. Quell'uomo meraviglioso che vede tutto e sa tutto. Harry. Il mio papà. 
Se solo fossi stato capace di amare, avrei amato Harry."


(Harry Morgan)


Col passare delle puntate (trangugiate ogni sera dopo che ero tornato dallo stage invernale in albergo), a parte la lunga parentesi  si scopre che è stata tratta da una saga di romanzi, scritti da Jeff Lindsay.
Tutti editi Mondadori.
La serie tv dai primi episodi della prima stagione crea una dipendenza mai sperimentata nel mio sistema nervoso.
In America da poco stanno trasmettendo la settima stagione, in Italia vedrà la luce verso metà Novembre su Fox.

sabato 6 ottobre 2012

Superior (M. Millar - L. Yu)

"Quando la giornata era così brutta, faceva così fatica a parlare che non riusciva correttamente a pronunciare il suo nome.
Erano queste le cose che gli davano più fastidio.
Non dover più abbandonare più i suoi sogni o non riuscire più ad andare a scuola.
Erano le piccole cose che gli mancavano.
...come correre al piano di sopra... o stare con i suoi amici...
o strappare la plastica da un cofanetto nuovo di dvd...
La sclerosi multipla spezza il legame tra il tuo cervello e alcune funzioni motorie a caso.
Alcuni dicono che sia come venire sepolti vivi sotto la propria pelle.
Credo che sia una definizione molto precisa."

(Simon Pooni)


Nel "Mark Millar World" stanno turbinando tante di quelle storie che ben presto gireranno tra le nostre edicole... e nelle sale cinematografiche! Matt Vaughn (regista della traposizione cinematografica di Kick Ass) ha comprato i diritti per farne la sua versione in pellicola!
Mi spiace dirlo però che Superior sebbene sia un inno al mondo superoistico degli anni d'oro e dell' attore Reeve (che vestì i panni di Superman del film uscito nel 1978) e al regista Donner, non mi ha suscitato particolari emozioni: ad esempio lo stupore che si prova in una scena di suspance di Kick Ass, il divertimento e la caratterizzazione dei personaggi. Tutti basati su dei cliché già esistenti.
Però, essendo un idillio al mondo dei supereroi americani, non si può pretendere altro.
Torna una tra le menti più ispirate del momento, Millar. Dopo l'enorme successo di Kick Ass (fumetto e pellicola del già citato Matt) e la notizia del suo seguito

TRAMA VOL 1
Simon Pooni è condannato ormai da qualche anno sulla sedia a rotelle per colpa della sclerosi multipla.
Un tempo era una stella nascente del basket nel circuito scolastico, aveva intorno tanti amici.
Successivamente si allontanano tutti gli amici dai quali si era circondato. Tranne Chris.
In una notte stranamente fa visita al giovane Simon una... scimmia con una tenuta da astronauta!
Ormon è il suo nome.
Eh si, strano ma vero.
Ormon gli chiede in cosa vorrebbe diventare di modo che la scimmia realizzi questo desiderio.
Il dodicene Simon decide di trasformarsi nel suo supereroe preferito: Superior.
Protagonista di una serie a fumetti e divenuto fenomeno del grande schermo negli anni passati.
Adesso in pochi coltivano la passione per questo personaggio, molti lo considerano ormai un supereroe datato.
Non per Pooni.
Una volta trasformatosi stenta a crederci (già guardandosi allo specchio.)
I suoi genitori crederanno sia stato rapito.
Si fionda subito in casa del suo migliore amico (anch'esso incredulo dinanzi alla rivelazione).
Chris gli darà man forte per allenarlo, per sviluppare così i suoi super poteri.
I quali verranno sfruttati per salvare il mondo.
Chi ne ha veramente bisogno.

TRAMA VOL, 2
Dopo aver collaudato con l'aiuto di Chris, il suo arsenale di super poteri potrà dar finalmente sfoggio in mondo visione delle sue capacità (poco più di metà albo per sbatterti in faccia le gesta buone di Superior: "ma quanto so figo a salvare questo, o ma quanto son bravo ad asciugare le lacrime della gente sollevando tonnellate di acciaio e quant'altro di pesante possa essere sollevato da queste braccia possenti." Oggettivamente, anche se di tratta di un modello che ha come punto di riferimento Superman e i super eroi in genere, non si possono sorbire in gran parte del volume soltanto spudorate scene di azione.
Lo scambieranno per l'attore che interpreta Superior nell'ultimo film, un grande misunderstanding che preoccuperà non poco l'attore Tad Scott.
La giornalista Maddie, di una rete televisiva molto seguita darà la caccia al super eroe pur di intervistarlo.
Superior non passa di certo inosservato, di fatti il presidente stelle e strisce Barack Obama coglierà l'occasione di fargli i complimenti e di attuare una strategia per placare una volta per tutte la guerra in Medio Oriente.
Nel frattempo Chris viene fermato dal solito bulletto che ha tormentato di recente anche Simon Pooni, e quest'ultimo, ormai nei panni di Superior gli darà una lezione che difficilmente dimenticherà.
Ormon intanto si prepara per negoziare con Pooni, E recluta una conoscenza di Simon piuttosto arrabbiata, cerca di vendetta.

TRAMA VOL. 3
Superior cessa una volta per tutte la guerra in Medio Oriente!
La stampa va in delirio! Le gesta del misterioso supereroe sono ormai conosciute in tutti i continenti!
Simon sarà invitato a casa di un noto volto del giornalismo, poiché brama di farne un servizio con gli attributi. E chi non potrebbe essere se non Maddie? Molto provocante in qualche vignetta.
Ma sul più bello entra in scena Ormon, gli ha concesso una settimana di tempo per mettere alla prova le sue capacità e di decidere se rimanere nel corpo del super eroe che ha sempre sognato di vestire i panni, dando in cambio la propria anima, oppure di condurre il resto della sua esistenza in un misero corpicino di un dodicenne affetto dalla sclerosi multipla.
La decisione di Simon però gli si ritorcerà contro, e non appena Maddie lo trova nei panni di un dodicenne lo consolerà in tutti i modi. Facendogli capire che rifiutando lo scambio di Ormon si vive ugualmente e nella vita si può puntare in alto comunque con delle rivincite.
Ormon però va ugualmente su tutte le furie e con il soldato reclutato da poco, lo equipaggerà con tanto di trasformazione...

TRAMA VOL. 4
Simon ha poco tempo per trasformarsi ancora un Superior, ma questa volta per combattere la nuova minaccia che sta incombendo su New York!
Abraxas! Il nemico storico appartenente infatti alla saga di Superior!
Sotto le spoglie si nasconde però un ragazzino noto a Simon e ai suoi coetanei...
Si sa, in queste storie si percepisce già dall'inizio quale sarà l'esito...

Giudizi personali (orientati un po' da un punto di vista oggettivo dell'opera), è una  metafora sulla seconda chance di tutte le persone, ostacolate da una patologia o da qualsiasi altra situazione, ambiscono per puntare al successo nella vita di tutti i giorni. Persone prive di super poteri ma che non demordono per combattere ciò che la realtà esterna gli propone.
La matita di Yu in varie tavole contribuisce nella sua forma ottimale, ma in altre vengono comunque apprezzate nonostante qualche piccolo neo.  Rimane pur sempre un buon tratteggio.
Vale l'acquisto, di questa parabola sui comics americani che incarna perfettamente i suoi valori.


Votto: 7/10