domenica 12 luglio 2015

Dylan Dog 346 ...e cenere tornerai - di Paola Barbato e Cestaro Bros (Sergio Bonelli Editore)



"Dylan non è il campanello che urla, non è il maggiolone, non è il suo clarinetto. È un personaggio che è in grado di essere (e ritrovare sé stesso anche quando viene denudato di ogni cosa. È proprio allora, quando a Dylan non resta che Dylan, che riesce a riconoscersi e noi con lui. O almeno io l'avevo intesa così".

Paola Barbato

Dylan è di ritorno a casa con il suo assistente Groucho, dopo aver fatto visita all'ormai pensionato Bloch. 
Solo che sono rimasti imbottigliati nel traffico.
Una volta tornato e parcheggiato Dylan si imbatte in una spiacevole sorpresa, piazzatagli sulla porta d'ingresso dell'appartamento a Craven Road.
Un avviso d'intimazione (o d"'intimidazione", per il solito che vuole scherzarci sopra).
L'Old Boy comincia a cedere dinanzi a questo avviso di sfratto.
Da tempo la sua vita ha assunto dei cambiamenti drastici tra le utenze bloccate e nessuno che lo comprende, nessuno che lo guidi e/o capisca la sua ragion d'essere.
Così scosso che nemmeno si fiderà più del suo compagno Groucho.
Dylan si è circondato da visi amici e da facce completamente nuove, tutto questo lo estrania dalla solita routine.