lunedì 17 marzo 2014

L'Intervista (di Manuele Fior) - Coconino Press

"Dell'arte di Manuele Fior mi piace: la raffinatezza, l'eleganza, la ricercatezza, la classe...
...e l'imprevedibilità!"

Daniela Odri Mazza - Citofonare Odri



Anno 2048.
In una Udine asettica e alienata dalla altissima tecnologia Raniero arriva al capolinea della sua vita di coppia con la moglie Nadia,
Un punto di partenza per lo psicologo che tra un paziente e un altro cercherà di calmare le sue voglie.
Quando nel suo studio arriva l’enigmatica Dora: una 21enne affetta da disturbi allucinatori, la paziente asserisce di vedere di notte fenomeni paranormali manifestarsi sottoforma di triangoli di luce. Tramite i quali trasmettono alla ragazza dei messaggi.


La loro forma geometrica è un forte richiamo alle le figure e all’arte in generale di Kandinskij
E Raniero non può fare a meno di convenire con la ragazza poiché anche egli ha assistito agli eventi manifestatisi l’altra notte.
Raniero dopo un incidente stradale, un furto con pestaggio e l’abbandono del tetto coniugale di Nadia si concentra sulla indagine dell’inconscio della paziente Dora.

Dora nutre una certa simpatia per il suo psicologo.
La giovane fa parte della Nuova Convenzione, una iniziativa che promuove una forma alternativa alla coppia e alla convivenza.
I giovani sono pronti per cambiare le carte della situazione attuale in cui vivono, la generazione più anziana però non vuole saperne. Difficilmente si faranno rimpiazzare dai giovani che non fanno altro che bivaccare negli ospedali e nelle università.
Mentre la vita dei friulani scorre inesorabile nell’era di una tecnologia avanzatissima l’uomo si ritrova smarrito, svuotato di tutti i sentimenti di cui provava un tempo, prima che la civiltà venisse cementificata dal futuro pieno di macchine.



Raniero sebbene non stia passando un periodo dei migliori proverà dei sentimenti ancor più nobili con Dora grazie all’evento straordinario finale che terrà legati tutti gli abitanti di Udine.
Grazie a questo tutti rinasceranno dal torpore apatico che li ha tenuti prigionieri per anni.
Nel bellissimo epilogo (dove emerge pienamente il significato del titolo) verranno disseppelliti ricordi e sensazioni.
Un epilogo che vale quanto un invito.



Il contesto fantascientifico di Manuele Fior funge da pretesto per raccontare le emozioni (suscitate anche durante la lettura) e il conflitto di due generazioni: la prima stanca e finita, la seconda è pronta ad attivarsi per un futuro più roseo.
La prosa dell’autore romagnolo è delicata quanto straziante, narrata nelle vignette dal taglio cinematografico di impatto.
Ogni vignetta è stata montata come se l’autore avesse eseguito uno storyboard per il cinema, ogni dettaglio non viene trascurato; ma soprattutto ogni espressione del viso è stata resa nel pieno del suo realismo.
Le tavole, pennellate con una grazia indicibile, a differenza del coloratissimo 5000 km al secondo sono immerse nella monocromia; perfettamente funzionale per conferire claustrofobica e poetica la società in cui vivono i protagonisti e i loro comprimari.
Il lettore qui vi assiste un lento gioco di seduzione dei protagonisti che ammalia e seduce inevitabilmente.

Manuele Fior, assieme a Gipi, è stato tra i protagonisti Coconino (e non solo) dello scorso anno.

Buon Caffè a tutti!




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