sabato 4 gennaio 2014

I Fiori del Massacro (Le Storie Bonelli 15) - di Roberto Recchioni (testi) e Andrea Accardi (disegni)




Il consigliere del Daimyo per denunciare la corruzione all’interno della corte decide di suicidarsi.
Con un gesto estremo si priva della vita.
Ruscirà però a privare la cattiva condotta e la corruzione ai nobili?
No. Il consigliere si è suicidato senza ottenere alcun risultato.
Anzi, nel momento del suicidio il Daimyo e consiglieri gli hanno riso in faccia.
 Completamente schernito, come se trafiggersi con una lama fosse un atto tutto da schernire e da disprezzare.
La figlia del consigliere, Jun Nagaiama assiste scioccata a questo siparietto indicibile

Jun scossa emotivamente nutre grandi propositi di vendetta, decide di farsi guidare dalla lama del cieco Ichi; personaggio di cui abbiamo fatto la conoscenza ne La redenzione del samurai.

Proprio da questi verrà accompagnata da una addestratrice sadica di nome Lady Mochizuki.
La via del Meifumado l’attende senza pietà alcuna.
Tutto questo per far assaggiare la lama vendicativa a coloro che hanno schernito suo padre.
Privandogli non solo della vita ma anche della sua dignità.


"Boogie Wonderland": ci si diverte sul serio... e non solo


La prosa di Roberto Recchioni è consona ad accompagnare le tavole di un Andrea Accardi sempre più inumano. Il disegnatore narra per immagini tracciando degli sfondi e delle scene di una spietata bellezza. Dalla tavola di apertura il lettore ne rimane abbagliato nel corso della lettura.
Le didascalie e le varie scene di azione non sfigurano dinanzi alla prova sublime di Accardi.

La prima metà dell’albo contiene momenti salienti e di riflessione ben scritti, dalla metà in poi si precipita verso il sanguinoso finale della vicenda sulle onna-bugeisha ossia sulle donne samurai.
Lo sceneggiatore romano riprende ancora una volta stili e stilemi della cultura cinematografica sui samurai e dalle stampe giapponesi per quanto concerne lo stile grafico.

Questo secondo albo può piacere più del precedente solamente per le tavole ancor più minuziose nei dettagli.

Tavole di una rara bellezza che possono strappare i bulbi oculari di tutti i lettori.

Questa è la prima recensione dell'anno solare duemilaquattordici!
Si parlerà ancora delle ultime uscite dell'anno appena passato con Il Nao di Brown e poco altro ancora.
Intanto vi ringrazio immensamente per aver letto in non so quanti il mio nuovo articolo sui Premi Ju Caffe' : d'Or(z)o 2013: risulta d'essere l'articolo più letto del blog! 

Altro giro di ringraziamenti per il gruppo FB "Bonelliana" per avermi dato una mano con il sondaggio sull'albo più bello della collana Le Storie del primo ciclo.

Bene, avete partecipato attivamente a questo sondaggio e l'albo vincitore è...






Il primo appuntamento non si scorda mai.
Proprio vero.
L'albo vincitore è apprezzato proprio per la fedele riproduzione storica degli anni della Rivoluzione Francese.
Scritto magistralmente da una sempreverde Paola Barbato e disegnato con maestria da un grande disegnatore quale è Giampiero Casertano.
Tra i miei preferiti assieme ai due albi di Bilotta.

2 commenti:

  1. un'ambientazione del genere mi invita a nozze. Non so quando, ma recupererò almeno il primo numero

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