mercoledì 27 novembre 2013

Orfani (di Roberto Recchioni ed Emiliano Mammucari) - Recensione Roma da Leggere



Se n'è parlato. Tanto. Troppo.
Prima ancora che uscisse.
Ne passerà di acqua sotto i ponti per parlarne, nel bene e nel male che sia.
Critiche sterili e critiche ben argomentate imperversano sul web (più che altro le prime citate diciamo).
Anche in questo preciso istante mentre state leggendo queste righe.

Sulla testata oline Roma da Leggere: le recensioni del PRIMO NUMERO  e del SECONDO.

Ah, vi prego: MammuCari. Con una C sola. Non date del "Teo" a Emiliano.






mercoledì 20 novembre 2013

Long Wei 5: Il leone corre sulla foglia di loto - Recensione Editoriale Aurea


Nelle puntate precedenti....


Il pugno – Vol. 3
Diego Cajelli (soggetto, sceneggiatura) e Stefano Ascari (sceneggiaura) – Luca Bertelè e Patrick Macchi (disegni)

A Milano vi sono alcune bische. In questo episodio però si tratta scommesse clandestine di tutt’altro genere: in cui si punta del denaro sonante sui combattimenti tra poveracci ed esperti.
Qualche giorno più tardi la polizia trova il cadavere di un giovane cinese, sulla scena del crimine le prove sono state cancellate dall’acqua in cui hanno ritrovato la salma.
A guidare le indagini entra in scena il nuovo personaggio, l’ispettrice De Falco. Però i suoi colleghi brancolano nel buio sebbene le ipotesi avanzate dall’ispettrice li porterà sulla pista giusta.



L’inferno – Vol. 4
Diego Cajelli (soggetto, sceneggiatura) e Stefano Ascari (sceneggiaura) – Francesco Mortarino (disegni)

Nel penultimo numero un maniaco dal volto coperto da una singolare maschera miete delle giovani vittime nel quartiere cinese del capoluogo lombardo.
Ancora una volta scenderanno in campo Long Wei e il fido Vincenzo Palma per far luce su questa scia di sangue.
Una storia dalle tinte noir.








Nel nuovo numero invece...


venerdì 15 novembre 2013

Solo Dio Perdona (un film di Nicolas Winding Refn, 2013) - La Caverna del Cinefilo

la Caverna del cinefilo presenta...




L’acclamato successo del bellissimo Drive ha fatto conoscere il nome di Nicolas Winding Refn al pubblico. Se ne era parlato in sordina nel nostro paese per via della scarsa distribuzione nelle sale.

Ma guarda un po’!

Ho scoperto il titolo succitato sotto consiglio di un amico; grazie alla solita chiacchierata che facevamo sul pullman che ci prelevava dalla stazione di Monte San Biagio una volta tornati da Roma.
Il mondo è bello perché esistono persone come queste. L’ho sempre detto e ve lo ribadirò a fine anno con la classifica dei dischi più belli del 2013 nella rubrica Ju Caffè d’Or(z)o.
Oggi però si parlera della pellicola successiva, ossia Solo Dio perdona. Uscito nelle nostre sale il 31 maggio del 2013.





Bill e il fratello Julian gestiscono una sala da box a Bangkok a mò di copertura per spacciare droga.
Il primo citato stupra una ragazzina e la uccide, una decisione che gli costerà carissima la vita.
Subito dopo per vendetta interviene un killer ed elimina Bill senza pietà alcuna.
Arriva con grandi propositi di vendetta Crystal: la mamma di Julian e del primogenito Bill ucciso da poco.
La madre costringe Julian a “rendere giustizia” (delle virgolette sarà spiegato tutto) la morte di Bill ma lui ritiene che la morte del fratello maggiore sia più che meritata.
Pare però che il mandante del sicario sia un poliziotto in pensione di nome Chang, noto come “l’Angelo della vendetta”.
Crystal dopo aver discusso sul rifiuto di Julian di compiere l’atto vendicativo capisce di essersi messa contro un pericolo incombente più grande di lei.
La sfida tra l’ermetico Chang e la furiosa Crystal è aperta.



Nicolas sfoggia come suo solito delle scelte registiche buone se non ottime, la macchina da presa segue la rabbia di Crystal e la violenza bruta di Chang che pervade in buona parte della pellicola.
Dove un bravo Ryan Gosling/Julian riesce a contenere tutta la rabbia esponendosi con una facciata mite.
Lo scorrere della storia risulta d’essere a tratti eccessivamente ermetico, non suscitandone quindi il piacere dello spettatore: ermetico perché il regista da libero sfogo agli ottimi passaggi registici (tra l’altro accompagnati da una fotografia suontuosa se vogliamo) privi di dialoghi.
Il distacco (in termini di partecipazione e/o pathos) dello spettatore  da alcune scene potrebbe succedere proprio per questo motivo.
La pellicola non mi ha fatto esaltare come l’opera precedente: poichè mancante dell’elemento adrenalinico di cui ne avrebbe tratto beneficio senza dubbio. Ma vuoi per la storia dalle sfumature psicologiche, vuoi per altri fattori ancora, forse è stato doveroso concepirla secondo questa ottica.
Tuttavia è un film che lascia poche pulsazioni per pathos ma con delle rese registiche funzionali, utili per delle lezioni di cinema. La colonna sonora e il sonoro fungono perfettamente da elemento trainante.

Tra i più interessanti di quest’anno.


p.s. che poi il senso della giustizia è stato completamente ribaltato dalla mammina Crystal: secondo la quale deve vendicare necessariamente la morte di uno che aveva appena violentato e ucciso una ragazzina. 

"Bè ma era pur sempre il su figliolo."

Chissenefrega. 

Trasuda antipatia ovunque. Non le avreste dato qualche ceffone sulla bocca? Io più che volentieri. Ma non sarebbe bastato.


martedì 12 novembre 2013

Rughe - di Paco Roca (edito da Tunué) Recensione




Dagli anni della mia infanzia fino all’adolescenza le figure delle nonne sono state sempre presenti, specie la nonna materna.
Con la nonna paterna vissi a casa sua per poco tempo poiché mi trasferì in seguito proprio dall’altra nonna; presso la quale vi abitai per molto tempo prima di traslocare definitivamente.
Talmente presenti sono state che molte volte all’anno mi fanno visita nei sogni.




martedì 5 novembre 2013

Focus On: Gipi - Omnibus: ovvero come ci si prepara per "unastoria" (edito da Coconino Press)

dopo i focus on su Gagnor e Gianfranco Manfredi...



FOCUS ON
GIPI
Omnibus: ovvero come ci si prepara per "unastoria"
(edito da Coconino Press)



Chi è Gipi?

Gianni Pacinotti in arte Gipi nasce a Pisa nel 1963.
Da sempre si è distinto per le tecniche pittoriche che utilizza nei suoi romanzi grafici.
Dove vi racconta la cronaca, le storie di provincia e l’autobiografia.
Gipi dal 2004 ha cominciato a fare incetta di moltissimi premi prestigiosi a livello europeo, quali: Premio Micheluzzi 2004 per la categoria “miglior disegnatore” in Esterno Notte; nel 2006 come “miglior libro” per Appunti di una storia di guerra al Festival di Angoulème e via discorrendo.
Nel 2011 lo abbiamo visto cimentarsi con il cinema ne L’ultimo terrestre (Fandango): liberamente ispirato dal graphic novel di Giacomo Monti, Nessuno mi farà del male; il progetto cinematografico è stato accolto positivamente da pubblico e critica alla 68esima edizione del Festival del Cinema di Venezia.
Il cast composto da Gabrielle Spinelli che ha interpretato il protagonista Luca Bertacci; Anna Bellato e il grande Roberto Herlitzka, un nome che è una garanzia.
La pellicola ha vinto il primo premio per “opera prima” alla rassegna dell’Asti Film Festival nel 2012.
Tra gli ultimi lavori vi figura il video realizzato (benissimo) per il singolo La cena  dei Massimo Volume.






Nelle prossime righe parlerò in sintesi delle tre opere contenute nel tomo Omnibus edito dalla Coconino Press. Un tomo dal prezzo veramente irrisorio poiché costa solo 11,90 euro. Roba che per la qualità delle storie le acquisterei singolarmente a quel prezzo. 

Esterno notte (2003): racconti nati dalle esigenze artistiche più disparate. Per chi ha letto l’introduzione dell’autore nella raccolta omnibus saprà di cosa sto parlando.
Le storie sono state realizzate con i colori ad olio: per rendere gli effetti di luce più efficaci. Al contempo stesso risaltano le figure che si muovono  all’interno dei racconti.
I colori ad olio hanno messo in mostra l’immenso storytelling dove un gioco di luci ed ombre ci regalano una natura maestosa quanto imponente dinanzi alle avversità degli uomini: criminali e uomini probi che siano.
I dialoghi si presentano asciutti, immediati, centellinati al punto giusto. Come era giusto che fosse per delle storie di formazione.
Dove gli esercizi di scrittura sfociano in una chiave di lettura spettacolare a suo modo.
Dove le disquisizioni sull’esistenza, sull’esistenza di Dio, motori, negri e molto altro ancora si discute.

In  S.  racconta il rapporto padre figlio, un ragazzino il cui padre per tutta la storia ci viene presentato con il nome di S.
Un quadro toccante su suo padre Sergio deceduto qualche anno prima.
Gli acquerelli hanno dato vita a delle sequenze cinematografiche dove la guerra e i rapporti familiari si intrecciano entrando così in un contesto fuori dal tempo.



Si entra completamente nel vivo dell’arte di Gipi con La mia vita disegnata male pubblicato nel 2008, l’opera che lo ha innalzato tra i più grandi fumettisti italiani di sempre.
Anche se bisogna dire che nelle opere precedenti si avvertiva già quel margine di crescita altissimo ed evidente.
La trama utilizza come pretesto quella dell’autobiografia dove Gianni ha un evidente quanto imbarazzante problema fisico.
Il povero Gianni si reca da uno psicologo per mettersi a nuda e per raccontare ciò che nella sua sgangherata vita ha affrontato. Mettendosi a nudo anche con i lettori e suscitando una ilarità dilagante.
Farmaci e aneddoti/ricordi permetteranno al lettore di addentrarsi nelle paure, nelle gioie del protagonista. I disegni grezzi e ben strutturati al tempo stesso si alternano con degli acquerelli stupefacenti durante i viaggi di Gianni in un contesto piratesco in cui si parla soprattutto di amore. Senza essere stucchevoli.

Di questa opera ne palerò prossimamente in un post a parte poiché mi ci sono affezionato non poco.
Ne merita lo spazio giusto ecco.

Perché questo focus on?
Per scrivere due parole in merito allo smisurato estro artistico di quest'uomo.
E poi non solo per l’innata capacità di narratore, grande quale è Gipi ma anche per l’uscita (da ieri disponibile in tutte le librerie) del suo nuovo romanzo grafico Unastoria: dove la vita di Silvano Landi, scrittore lasciato da poco da sua moglie si intreccerà con quella del suo bisnonno impegnato in trincea nella Prima Guerra Mondiale.
L’hype dal primo annuncio mi ha mangiato vivo.

Mentre QUI il fantastico incontro con Gipi avvenuto al Lucca Comics moderato dal direttore di XL,  Luca Valtorta.
Non mi resta che lasciarvi con l'acquolina in bocca con questo trailer meraviglioso, realizzato dai ragazzi di Fumettology.
Giusto a titolo informativo, su Amazon il nuovo volume sta scalando le classifiche "libri" e "fumetti e manga".
Tanto per capirci.


p.s. il poster rilasciato in quel di Lucca Comics. Ho rosicato parecchio. Lo ammetto.


sabato 2 novembre 2013

Esso: l'ultimo fumettista libero (testi di Luca Amerio, Luca Baino, Camillo Bosco - disegni di Giorgio Abou Mrad)




Un bel giorno (non si sa quale) dei ragazzi diedero alla luce non un bebè ma un fumettista libero.
Si, costui è Esso.
Vi suona forse familiare?
Non proprio. O meglio, giusto un pochetto.
Poiché è la risposta bonaria (se così vogliamo) ad Asso di Roberto Recchioni.
Gli zombi editor affamati di proposal sono ovunque.
Esso è l’unico fumettista rimasto sulla piazza.
L’unico fumettista libero.
L’indipendente.
Gli editor sono intenti di stroncare la dignità e la professionalità degli aspiranti fumettisti. 
Per combattere la sua crociata contro la spietata Piadini Publishing, Esso non sarà solo.
Ricordatevi le tre A: Azione, avventura e Atette!