martedì 3 dicembre 2013

unarecensione di "unastoria" - di Gipi - Recensione Coconino Press


"E’ la modernità che lo domanda."


"Hai capito cosa intendo? 
In pratica, secondo me, la forma che abbiamo, il nostro viso, con gli zigomi, le guance, le fossette, il mento, la bocca, le labbra, tutto questo, queste forme, sono state definite nei secoli dei secoli dallo scorrere delle lacrime. Però non pensare che mi riferisca soltanto alle lacrime di dolore. Certo quelle anche. Per l'amor di Dio, ma penso anche a quelle di gioia o commozione.
No, va bene. in realtà pensavo alle lacrime di dolore. Perdonami. Ho mentito. O meglio, no. Non ho mentito.
Volevo solo edulcorare la cosa. Insomma, non volevo dirti una cosa triste.
Anche se so che tu, così bella solare e sorridente, non sei mai triste.
Guarda il tuo viso, com'è liscio, è liscio. Tu non hai mai pianto figlia mia?"

"Bisogna avere fede
Navigare nello spazio siderale
Presupporre l’aldilà
Che siamo troppo avvezzi a stare male
A proteggerci dal sole
Dalla radioattività"

(Radioattività – Baustelle)




12 Graphic Novelle per un anno presenta...

unarecensione di "unastoria"
di Gipi


Ne è passata di acqua sotto i ponti (come era giusto che fosse) prima che Gipi (al secolo Gianni Pacinotti) tornasse sulle tavole per “acquerellare” quello che è divenuto il suo capolavoro. L’opera massima di un autore, la cui carrriera è costellata dai lavori più che degni di nota fino ad arrivare ai massimi riconoscimenti del pantheon fumettistico italiano ed europeo.





L’ex scrittore Silvano Landi si ritrova chiuso in uno ospedale psichiatrico per riflettere sulla condizione umana che lo circonda e su quanto possa essere impassibile la natura dinanzi all’invecchiamento dell’uomo. Dal momento che la natura lì dov’è rimane immutabile, come se fosse fuori dal tempo.
Gli psichiatri ignari della confusione (?) psichica del paziente cercano invano di snocciolare su quale possa essere la causa del male che affligge Silvano.
Questi frugherà nei cassetti della memoria per rivivere il momento in cui lesse le lettere del suo bisnonno Mauro Landi...
...intento a combattere in trincea durante la Prima Guerra Mondiale.
Il soldato Mauro è intento a respingere l'attacco dei tedeschi ma quando può scrive lettere indirizzate alla sua amata che lo attende.
Delle lettere che ripescate dal suo pronipote riescono ad invocare la bellezza e l’estremo desiderio di vivere.



"Sogno progressive rock": gioia del mero esistere. Altalena artistica tra pefezione ed emozione

La prima lettura è stata sì fugace ma l’immersione nella confusione (?) psichica dello scrittore Silvano Landi è stata immediata.
Come mi sono subito catapultato nella trincea con il bisnonno Mauro Landi nel bel mezzo della Prima Guerra Mondiale.
L’opera stordisce e colpisce i cinque sensi da quando la si sfiora con i polpastrelli in avanti: talmente ben confezionata è che gode di una bellezza tattile mai contemplata prima; poi ci si accinge a scorrere le pagine e la vista viene investita dalle tavole al di fuori dalla solita sperimentazione, perché la natura e il soprannaturale sfociano in una bellezza abbagliante che la natura stessa ringrazia. L’olfatto viene travolto dall’intenso profumo delle pagine e della natura comprimaria (se non protagonista assoluta) di questa storia; l’udito percepisce gli echi lontani della guerra e del sommesso chiacchierare di Silvano; subentra il gusto perché il lettore riesce a captare con le papille gustative l’humus della terra e di tutta la storia attraverso i suoi sapori.

Unastoria è la metafora di un uomo che predica in mezzo al deserto occupato da psichiatri mattacchioni e da sua figlia poco avezza al dialogo: le cui certezze crolleranno sotto i loro piedi.
Gipi ha dato libero sfogo al suo recente vissuto per narrare paure e speranze dell’uomo.
Da far inumidire gli occhi.
Il titolo dell’anno duemilatredici.
Tra i palpabili sul podio di questo decennio.
Complici il comparto grafico emozionante e la prosa potente e struggente. Tutto questo però senza che l'autore porga la mano e senza risultare compassionevole.




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