lunedì 30 dicembre 2013

Ju Caffè d'Or(z)o 2013 - Comics, Books, Music and Movies

Per vedere i Premi Ju Caffè d'Or(z)o 2012 clicca QUI



Carissimi,
in questo duemilatredici che sta per volgere il suo corso c’è stata tanta carne da cuocere. Tantissima oserei dire.
Perché?
Sono tornati i Daft Punk (dopo otto anni!); il ritorno di Gipi (mica cazzi); ristampe a non finire di capolavori inarrivabili del fumetto; Fantasma dei Baustelle e L’Album Biango dei miei amati Elio e le Storie Tese; Pacific Rim  e tanto altro ancora.
Ecco, quel “tanto altro ancora” ve ne parlerò nelle prossime righe...
...sto per assegnare il premio più chiacchierato (?) della rete.

JU CAFFE’ D’OR(Z)O 2013
delle categorie seguenti: Fumetto, Cinema, Musica e Libri (anno magro invece per le letture ahimè).

Attendevo con fervore questo momento!
Si, voglio parlarvi delle letture che mi hanno fatto gridare di gioia e per lo schifo come voglio enunciare le pellicole e i dischi che mi hanno fatto sciogliere per l’estrema bellezza.
E poi onestamente, stilare le classifiche mi ha sempre affascinato. Per non parlare di come le classifiche acchiappino molto i lettori! Classifiche che tuttavia rimangono personalissime come giusto che sia.
Stilare una top ten o five che sia è il momento in cui cerchi di fare un bilancio dell’attivo (su ciò che ti è piaciuto veramente) e sul passivo, ossia su quei prodotti che vorresti sbarazzartene e che al tempo stesso vorresti capire del perché non funzionano.
Detto ciò...



MUSIC



Nell’ambito musicale sono saltate fuori non si sa quante pubblicazioni!
Non reputo commerciale il bel ritorno de Black Sabbath con 13, come non mi è dispiaciuto per niente il grande ritorno di David “White Duke” Bowie con il sorprendente The next day.
Nella schiera dei giovani ho gradito moltissimo il delizioso album di Raphael Gualazzi, Happy Mistake; tornato in scena sul palco dell’Ariston (QUI e QUI i vari aggiornamenti del festival sanremese.
Altra giovane sorpresa è Renzo Rubino che con Poppins mi ha stupito: un disco frizzante e saturo di ironia. Da tenerne conto. Per me è la Sorpresa musicale dell'anno!
Lightning Bolt del gruppo grunge Pearl Jam mi è piaciucchiato. Nutrivo aspettative molto più alte.
Ma vogliamo parlare dell’hype che mi ha divorato per il disco di Elio e le storie tese?
QUI nella recensione trovate tutto sul perché il complessino milanese è in grande spolvero!
Quali sono stati per me gli album flop?
Vi rispondo senza alcun indugio: Mgmt (?!); Elisa (lagnosa, irriconoscibile) e Placebo.

Ma ora...





3° POSTO
N.B. è un triplo ex-aequo. Siete avvisati.

THE WEIGHT OF YOUR LOVE – THE EDITORS




La band di Tom Smith ha prodotto un album che parte col botto!
Mamma mia...
Il primo singolo estratto Ton of Love mi aveva catturato sin da subito.
L’album contiene tre/ quattro perle se non di più: Formaldehyde, What is this thing called love su tutte!
Debole però sul finale.


Ma ancor più bello per la godibilità...

AM – THE ARCTIC MONKEYS






I giovinastri di Sheffield si privano della leggerezza che ha sempre investito le loro produzioni per comporre un disco sì leggero ma anche più maturo del solito. E si sente!
Si tratta di un disco potentissimo. Am parte con il bel singolo Do I Wanna Know; e continua con Are U Mine (un pezzo carico carico) per passare a uno dei piatti forti di questo album, Arabella.
Un crescendo irrinunciabile di rock e indie.
Ah, strano per le Scimmie Artiche ma vi è anche una bellissima ballata!
No. 1 Party Anthem.
Ascoltatevela e mi saprete dire.
AM chiude più che dignitosamente con I Wanna be Yours: altra ballata servita per l’ascoltatore.
Un disco dalle sfumature autunnali/invernali: da ascoltare con le cuffiette mentre si passeggia tra il freddo sotto qualche portico.


Dall’Italia c’è...


FANTASMA – BAUSTELLE




Da Montepulciano torna la band di Francesco Bianconi.
Hanno sfornato un progetto barocco ricercatissimo. Memorabile a suo modo.
Basti leggere la tracklist per la ricercatezza dei titoli.
Basti leggere i testi poetici nel vero senso della parola.
La lirica di questo disco tratta le tematiche più disparate, la morte e il senso di esistere vanno per la maggiore.
Gli intermezzi strumentali catturano i padiglioni auricolari dell’ascoltatore ormai impietrito dalle prime tracce.
Enrico Gabrielli è il direttore d’orchestra di questo gioiellino.
Tracce come Monumentale, La morte (non esiste più) e la struggente Radioattività esorcizzano la morte tramite stilemi e simboli.
Un album che più toccante di questo non potevano concepire.
I brividi.



2° POSTO

RANDOM ACCESS MEMORIES – DAFT PUNK




Qui vabè... l’hype mi ha spellato vivo da quando hanno annunciato il ritorno dei genietti francesi dal Saturday Night Live!
Più di un revival della musica degli Anni ’80.
E’ un atto d’amore a quell’era ormai perdutasi col tempo.
Quel groove ormai disperso nel vento viene riproposto con una minuzia spaventosa da Bangfalter e Homem-Christo.
Get Lucky ormai l’avrò ascoltata... troppe. Tantissime volte!
Ma io intendo la "album version".
Giorgio By Moroder? Touch?
Ve ne parlerò meglio a gennaio 2014 nella prossima recensione!
RAM: da iniettarselo nelle vene. Seduta stante.


..........

1° POSTO

THE RAVEN THAT REFUSED TO SING (AND OTHER STORIES)
STEVEN WILSON



Il Porcupine Tree ha tirato fuori il suo capolavoro.
Come ne sono venuto a conoscenza del disco?
Attraverso un passaparola di un amico nonché ex collega di una agenzia di viaggi a mio fratello: di un vecchio disco.
Persone come lui che ti fanno scoprire dischi e altro, rendono il mondo un posto migliore.
Da lì ho atteso questo album...
Non ci sono davvero parole per descriverlo.
Luminol attacca anima e corpo e ti lega su sedia/divano che sia per immergerti immediatamente nell’oceano progressive rock.
Drive Home è una ballad che stordisce l’anima. L’assolo di chitarra sul finale è la ciliegina su una gustosa torta. Una lacrima solcherà sempre il mio viso ad ogni ascolto.
In Holy Drinker vi è alla chitarra un certo Alan Parsons... lo conoscete?
L’ingegno di Steven Wilson ormai è benvoluto da tutti i produttori della scena progressive. Richiesto ovunque.
The Raven that Refused to Sing rappresenta un salto nello spazio e nella quotidianità, permette di vivere nei racconti intensi di un musicista prog-rock e band.
Steven ha raccolto con umiltà il testamento lasciato dai  King Crimson e l’ha prodotto con grande audacia in chiave moderna.



MOVIES



Sulla lista mi sono rimasti da guardare: Ralph Spaccatutto; Gravity (probabilmente verrà premiato in via del tutto eccezionale l’anno prossimo); Kick Ass 2 (nella mia città l’hanno tolto dopo cinque se non sei giorni); Machete Kills;, La mafia uccide solo d’estate; Una notte da leoni 3 (la sala era piena e son dovuto tornare a casa mogio mogio) e I Segreti di Walter Mitty. Trascurato nella mia città per servire il popolo con i tre cinepanettoni. Che bellezza eh?!



3° POSTO



PACIFIC RIM – di Guillermo Del Toro
Cast: Charlie Hunnam, Idris Elba, Rinko Kikuchi, Charlie Day

Ci sono cose che non si possono combattere, fenomeni invincibili. Se vedi arrivare un uragano, devi toglierti di mezzo. Ma quando sei in uno Jaeger, improvvisamente, puoi combattere l'uragano. E puoi vincere.”

Che Guillermo del Toro fosse un bravo regista non vi era alcun dubbio.
Ma con questa pellicola non solo omaggia la cultura dei robottoni giapponesi con rispetto e umiltà dal punto di vista narrativo ma in termini di produzione ha realizzato un film inossidabile.
Non ha riscosso un successo abnorme ma merita eccome!
In sala non ho saputo resistere all’onda emotiva che emana questa pellicola, pathos e drammaticità a badilate.
Il tema musicale del film è il tema del duemilatredici.
Bellissimo.

Mi dispiace solo per chi se l’è perso al cinema. Un vero peccato.
Spero in un sequel, mica può finire così!


2° POSTO


poster di Enrico "Cannasugar" Tribuzio. QUI lo showreel per vedere i suoi lavori. Non ve ne pentirete.

DJANGO UNCHAINED – di Quentin Tarantino
Cast: Jamie Foxx, Christoph Waltz, Leonardo Di Caprio, Samuel  L. Jackson, Don Johnson, Kerry Washington

Mi ero promesso che non avrei inserito nella Top 3 questo film perché è uscito in patria l’anno scorso…
Da noi no però.
Anche perché due righe almeno le merito secondo il mio parere.
Negli ultimi anni un film di questo risma non mi era capitato sotto il naso.
La pellicola trascina emotivamente lo spettatore dai titoli di testa fino ai titoli di coda.
Sul cast non avrei altri aggettivi da usare, se non “Di Caprio”, “Waltz”, “Jackson”, pure “Foxx” e qualche altro ancora. Idem per la musica.
Le scelte registiche seguono le gesta di Django (Foxx) tra i movimenti di macchina sinuosi (qui un Tarantino inedito) e le scene di azione non splatter ma sanguinolente. Fantastico.
Tra i lavori più riusciti in carriera del regista di Knoxville.
Un revival degli spaghetti-western che furono.
Non che questo film sia uno spaghetti-western ovviamente.
Certe cose manco dovrei dirvele io, ma i cacacacchi sono sempre in agguato in attesa che qualcuno dica cose “sbagliate”.



Al primo posto un film tricolore...


1° POSTO




LA GRANDE BELLEZZA – di Paolo Sorrentino
Cast: Toni Servillo, Carlo Buccirosso, Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, Roberto Herlitzka


Per il film in nomination per il Premio Oscar, Sorrentino ha dato vita al suo lavoro migliore.
Ha sfiorato veramente il capolavoro.
A parlare vi sono sceneggiatura, cast con un Toni Servillo sempre più camaleontico e la regia...
La macchina da presa segue le gesta dei piccoli esseri mondani e del loro idolo (fu scrittore) Gep Gambardella per gli scorci più emozionanti di Roma.
Sorrentino di Carlo Verdone, della Ferilli e degli altri attori ne ha fatto un uso più che mai pertinente alla storia, ottenendo degli ottimi risultati. Credibili sin dall’inizio.
La parabola e la ricerca delle piccole cose di un esteta.
Squisito al quadrato.

TELEFILM


Quale se non...


Tutto quel che c'era da dire l'ho detto QUI
Questa serie ha causato dipendenza... era la nostra meth fatta in sceneggiato televisivo!
La mia sere tv preferita.
La prima guardata con fervore dall'inizio alla fine.
Grazie di esistere Vince.


BOOKS

Quest’anno le letture sono state poche, ma l’unico che mi sta intrattenendo è...
(L'anno prossimo mi piacerebbe parlarvi di queste opere: Inferno (Dan Brown); Il regno animale (Francesco Bianconi); Comici spaventati guerrieri (Stefano Benni); La foresta (Lansdale)...



LE CRONACHE DEL GHIACCIO E DEL FUOCO
TRONO DI SPADE VOL. 1

Di George R. R. Martin

Cercherò di parlarvene in una prossima recensione...
O perlopiù ve lo introduco nella recensione del secondo tomo che segue.
Un’introduzione al quanto mitseriosa che induce assolutamente di scoprire cosa accadrà e quale nesso abbia tutto questo.
Un fantasy atipico. Senza creature misteriose e affini.

Un’ottima lettura.




COMICS


Sul fumetto non ho mai avuto così tanto materiale da leggere/recensire.
In Italia sono state pubblicate storie autoconclusive bellissime firmate dai più grandi artisti del panorama fumettistico e dai giovani dall’alto margine di crescita.
La Disney Italia ha raggiunto quota 3000 con lo storico Topolino, ormai un contenitore di storie scritte benissimo e disegnate con assoluta maestria. Queste come ogni testata in generale ha degli alti e dei bassi di numero in numero ma succede.
Questo lo si dice onde evitare i soliti detrattori del settimanale con le orecchie.


Un autore disneyano su tutti (comunque bravissimi Casty e Gagnor, va detto)...



MIGLIOR AUTORE DISNEY



FRANCESCO ARTIBANI
Moby Dick, Topolino e la promessa del gatto, Zio Paperone e l’ultima avventura, Topolino e il Codice Armonico, Zio Paperone e il tiranno dei mari, Zio Paperone e l'apparecchio postelefonico

Con la saga divisa in quattro episodi di Zio Paperone e l’ultima avventura ha raccontato con grande verve l’eterno conflitto tra il miliardario e la nemesi Famedoro che si coalizza con Amelia, la Banda Bassotti e Rockerduck.
Ho ripreso a collezionare Topolino grazie al brillante omaggio sul Commissario Salvo Montalbano in Topolino e la promessa del gatto con la controparte disneyana Salvo Topalbano. Omaggio squisito come un piatto della trattoria San Calogero.
Dall’era pikappica che son sempre stato un fan della sua produzione, alle medie collezionavo con avidità (quasi) la sua bella creazione Monster Allergy. Un’iniziativa lodevole, dove con qualche numero uscivano  i simpaticissimi e ben fatti action figures in miniatura!
Nel balenottero e celebrativo numero 3000 il nostro Artibani ha firmato una divertentissima avventura tutta marinaresca intitolata Zio Paperone e il tiranno dei mari: i tempi comici gestiti alla grande e i disegni del sempreverde Corrado Mastantuono
Parlando di balenotteri Francesco Artibani e Paolo Mottura hanno dato vita a una delle versioni migliori  di sempre sulla balena bianca: Moby Dick (RECENSIONI 1 e 2)
L’onirico pennello di Mottura conferisce epicità all’intera avventura di Quachab e compagni.
Specie in molte tavole, quando l’azione diventa dramma e quando l’avventura diventa humor grazie ai testi.
Bellissimo.
Infine il più recente racconto Topolino e il Codice Armonico celebra il bicentenario dalla nascita del compositore nostrano Giuseppe Verdi, disegnato sempre dal grande Mottura.
L’ultima tavola contiene una vignetta che avrà deliziato sicuramente gli estimatori di Fantasia.
Le citazioni alte.
Complimenti. Che altro potrei dirgli?


I tasti dolenti del duemilatredici.


FLOP 3

3° POSTO



Guerra Futura 2115
Universo Alfa N.13

Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Max Bartolini, Michela Da Sacco, Ivan Fiorelli, Oskar, Giacomo Pueroni e Stefano Santoro

Per il sottoscritto trattasi del primo tomo letto di questa collana.
Una trama imbastita per bene, macchiata però dall’eccessiva verbosità in varie sequenze dei primi racconti.
In particolar modo non ho apprezzato una vignetta drammatica, dove invece il volto di un personaggio potrebbe denotare altro.
Un albo disegnato bene ma un volto che dovrebbe esprimere rabbia e tristezza non devono essere concepiti in malomodo.
Non ho competenze tecniche ma certe leggerezze possono essere notate facilmente anche da dei semplici lettori.


2° POSTO



IL LUNGO INVERNO
(Le Storie N.11)

Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni di: Francesco Ripoli


Ambientato tra i ghiacci della Lapponia.
Nella recensione ho cercato di snocciolare i punti deboli di questa storia.
Impalpabile.
Il punto più basso di questa collana, stranamente.


1° POSTO


DD 322 I RITORNANTI
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
disegni: Corrado Roi

Per gli amanti de La storia infinita l'albo viene commentato così...IL NULLA!
Da metà albo avevo capito dove andava a parare...
Corrado Roi svuotato del suo talento per via di una sceneggiatura prevedibile.
Gualdoni ottiene la seconda medaglia di cartone... chissà perché!
Lasciate perdere.


Parlando di Dylan Dog i lettori (sottoscritto compreso) sono in fermento per assistere al futuro della testata gestita dal nuovo curatore Roberto Recchioni.
Il ruolo del curatore era prima occupato da Giovanni Gualdoni dove le buone storie si alternavano con molti albi trascurabili se non brutte.
Non ci resta che attendere e augurare il meglio al team del Rrobe!

Per me il miglior albo dylaniato dell’anno è....


MIGLIOR DYLAN DOG 



DD 319 I RITORNANTI
Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Roberto Rinaldi


Una meravigliosa metafora sull’ambizione disegnata da un Roberto Rinaldi in formissima!
Tra i migliori disegnatori della testata.
Marzano ai testi ha donato spessore psicologico e una trama ben imbastita.
Un albo da rileggere.


Devo segnalarvi anche qualche altro titolo che se la sono giocata fino alla fine per il podio:


1) Il grande Belzoni di Walter Venturi

2) Il manuale sulla Nona Arte del mitico Gud, Tutti possono fare fumetti

3) Nobody per la collana bonelliana Le Storie, storia firmata da Alessandro Bilotta e Pietro Vitrano 

4) Tex N.635-636 disegnati da un sempreverde Pasquale “Patagonia” Frisenda! Una gioia per i nostri miseri bulbi oculari. Mi piacerebbe parlarvene prossimamente in soldoni nella recensione del suo texone Patagonia



MIGLIOR SERIE DELL’ANNO
(Ongoing series)

N.B. non vi ho citato Saga? Aspetto che esca il terzo tp e probabilmente verrà premiata nel prossimo anno. Dovrò pur leggere questo comic-book che all’ultima edizione degli Eisner Awards è stato un po’ l’asso piglia-tutto!
Per ora mi sono letto il primo spillato, fantastico numero d'esordio!
In modo da leggermi tutt'e tre i tp. Da spararmeli tutto d'un fiato proprio!




BATMAN NEW 52
Di Scott Snyder (testi) – Greg Capullo (disegni)

In attesa di leggere le ultime storie de La morte della famiglia posso dire che il ciclo sulla Corte dei Gufi si è concluso più che bene. Non lo spettacolo che in molti osannano.
Superlativi i disegni dello scatenato Greg Capullo!
Niente da ridire.
A pari merito avrei messo The Walking Dead ma i capitoli non essendo inediti (parlo dell’edizione economica) non ho ritenuto doveroso parlarvene.


2° POSTO



RAT MAN COLLECTION
Di Leo Ortolani

Una lunghissima saga divisa in sei capitoli ci ha accompagnati per tutto l’anno prima del (sigh!) gran finale in tripla cifra.
Sulla scia degli Avengers Leo ci ha fatto ridere come sempre, molte altre a riflettere.
Kimmy o la maschera?
Mi sembra ieri che avevo comprato in fumetteria il mio primo Rat Man, esattamente il primo capitolo di 299+1.
Forza Leo!


Non me ne volete ma al primo posto premio nuovamente...


1° POSTO



LE STORIE BONELLI
Artisti Vari

Una collana dall’altissima qualità.
Sceneggiatori come Bilotta, Recchioni, Barbato, Cajelli hanno dato lustro alla collana da me premiata lo scorso anno per i primi tre volumi, di cui due sono ottimi.
Disegnatori come Mosca, Vitrano, Accardi (!) Casertano, Cremona e Freghieri hanno saputo interpretare i testi degli sceneggiatori con cui hanno collaborato.
Almeno sette albi sue dodici mi sono piaciuti moltissimo, gli altri cinque mi sono piaciuti ma non mi hanno fatto gridare di gioia.
Altro grande pregio è il copertinista che realizza sempre dei veri e propri dipinti, Aldo Di Gennaro, giù il cappello
Leggere ogni mese storie diverse è come andare al cinema, non sai mai che genere di pellicola ti attende.
.


L’anno scorso non aveevo ancora letto Sweet Salgari di Bacilieri, posso finalmente dire che è il fumetto a tutti gli effetti dello scorso anno! Gli cede quindi il posto il fumetto che avevo premiato lo scorso anno.... MA ufficialmente rimane nell’Albo d’Oro.
Quest’anno ha vinto ancora qualche premio...


E mettiamoci pure la...

SORPRESA DELL'ANNO 2013



ESSO: l'ultimo fumettista libero

I ragazzi della Manfont hanno tirato dal cilindro un'autoproduzione strabiliante quanto spacca mandibole per le grassissime risate!
E che talento Abou Mrad.... 
Bravi tutti! Trovate tutto nella recensione poco sopra.


Ora spetta alle storie più belle dell’anno.
Qual arduo compito...



3° POSTO



IL NAO DI BROWN
Di Glyn Dillon

Un delicato dipinto sulla sindrome ossessiva-compulsiva.
Acquerellato con grazia e sfrenata fantasia al contempo stesso che devi strofinarti gli occhi per l’accecante bellezza.
Uno storytelling invidiabile.
Da fare gola anche al suo amico Jamie Hewlett (Tank Girl, Gorillaz).
Un enorme plauso alla Bao Publishing non solo per averlo portato sul nostro mercato ma anche per averlo confezionato perfettamente, riproducendolo come nel formato originale della SelfMadeHero.
A Dillon vanno anche i premi seguenti: “Miglior autore straniero” e “Miglior fumetto straniero”.
Non glieli nega nessuno.
Tra qualche giorno carico la recensione sul blog.


2° POSTO



IL  LATO OSCURO DELLA LUNA
Soggetto e sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Matteo Mosca


Nel giorno del mio compleanno ho avuto il modo di festeggiarlo al meglio con la quinta storia della collana Le Storie.
Alessandro Bilotta negli ultimi anni si è fatto apprezzare dal pubblico per la serie di sua creazione Valter Buio (Star Comics).
Successivamente entra nella crew della testata di Dylan Dog.
Con Il lato oscuro della luna mi sono spaventato, inorridito, commosso per le atmosfere claustrofobiche e per il lato oscuro dell’uomo che non concede pietà a niente e a nessuno.
Matteo Mosca è stato eccezionale a interpretare i testi di Alessandro: delle vere lezioni di sceneggiatura. Lo sono in special modo per le ultime 30-40 pagine di fumetto: inquadrature d’alta regia e caratterizzazione dei personaggi impareggiabile.
Come con Nobody l’ho riletto per altre due volte.
Gli albi scritto dallo sceneggiatore romano meritano spazio negli scaffali di tutti gli appassionati di fumetti.



Ora la parte più difficile da argomentare.



Unastoria
Di Gipi


L’hype per questo romanzo a fumetti rimane ancora oggi inenarrabile per me.
Come le sensazioni dopo la lettura... e la rilettura.
Il video Fiducia nell’acqua e i vari trailer del libro caricati da Massimo Colella hanno ancor di più alimentato l’hype anziché stemperarlo.
Una recensione non è bastata per restituire la bellezza al capolavoro di Gipi.
Disperazione e una fiducia immensa, nel suo nuovo lavoro.
Non facciamoci troppe domande, quando invece la risposta potrebbe essere più semplice di quanto si pensi.
Mai nella sua vita aveva narrato con semplicità e grazia.
Mai aveva disegnato così.
Divino.
Grazie Gianni per avermi donato una delle cose più belle che abbia mai letto nella mia misera vita da lettoruncolo. Veramente.
Ormai fa parte di me.




....
........scusate.
Ma ancora non mi sono ripreso da questa lettura.
Una terza lettura penso di farmela tra qualche mese se non di più.

Passiamo ai premi più ambiti secondo me.



MIGLIOR AUTORE



ALESSANDRO BILOTTA
Dylan Dog, Nobody, Il lato oscuro della luna


Bilotta come Sclavi racconta le paure e i sogni dell’uomo.
L’orrore dell’inconoscibile.
Circondatosi sempre dai migliori disegnatori sulla piazza, da Daniela Vetro a Matteo Mosca, da Paolo Martinello a Pietro Vitrano.
Della sua narrativa ne abbiamo un grandissimo bisogno.
Segnatevi intanto questa data: 11 gennaio 2014, Friedrichstrasse sarà il sedicesimo appuntamento de Le Storie. Albo disegnato da Mosca.
Sinceramente non vedo l’ora.
Dell’autore romano ne sentiremo parlare ancora per un bel po’.
I miei migliori auguri per questo duemilaquattordici!


MIGLIOR AUTORE UNICO




GIPI

Narratore e disgnatore dell’anno.
Gipi come Bacilieri si aggiudica il premio per il miglior disegnatore. Ma con la differenza che il premio conferito all'artista pisano vale anche come miglior autore.
Ineccepibile.




MIGLIOR REALTA’ EDITORIALE


TUNUE’


L’anno scorso la Bao, per questo duemilatredici la Tunuè di Latina (mia vicina di casa tra le tante cose), ha contribuito largamente all’editoria nostrana con dei libri stranieri, come con Paco Roca da qualche tempo (da poco disponibile il nuovo romanzo a fumetti I solchi del destino); ma ha fatto conoscere ai lettori opere bellissime di vari autori italiani.
Al Lucca hanno fatto una bella figura ottenendo un Gran Guinigi.
Meritatissimo.
Il loro catalogo è in continua espansione...
Continuate così che altri anni di fiorente editoria arrivano!



Vi ho parlato di tutto quanto? Spero/credo di si.
Per me è stato un anno come pochi. A prescindere dalle letture e tutto il resto, da quando sono entrato nella redazione di Roma da Leggere ho partecipato a due eventi in cui mi sono divertito molto, ma anche faticato quel poco per i servizi.
Per questa testata come già vi ho detto, trovate alcune tra le recensioni più sentite. 
L'avventura presso il giornale del Dott. Vicinanza è cominciata ad agosto con la rece su Nobody.
E proprio a Gianluca Vicinanza dedico questo post. 
Perché senza di lui non avrei capito nulla del giornalismo in termini strettamente concreti.

E voi quale lettura, disco, film e quant'altro vi ha saputo intrattenere nel duemilatredici?
Fatemelo sapere commentando l'articolo. Followate pure qui sul blog ovviamente!
Vi aspetto sulla pagina FB e vi auguro quanto di bello possa offrire l'arte l'anno prossimo!
Perché grazie a voi questo blog è cresciuto.
Alla prossima!

Mentre vi scrivo sto ascoltando:




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