lunedì 14 ottobre 2013

Brendon N.92 "Il terzo peccato mortale" - Claudio Chiaverotti (testi) - Lola Airaghi (disegni)

"E' una storia d'amore disperata, darkissima e tragica ma a suo modo dolce...
...se doveste leggere un solo Brendon in vita vostra, leggete questo. Se non vi piace, vi autorizzo a insultarmi con moderazione."


Claudio Chiaverotti


Sottoscrivo su quanto ha dichiarato l'autore.
Per me è stato il primo albo.
Questo è l'albo giusto anche per gli haters della serie.

Nell’ultimo numero di Brendon, “Il terzo peccato mortale” il lettore compierà un viaggio negli angoli più remoti delle tenebre.

Dall’altra parte sulle rive di un fiume, vi è un imbarcazione sulla quale vive la fascinosa quanto misteriosa Zandalee.
Una ragazza che si concede molto spesso a chi di passaggio è munito di denaro; dopo aver passato una notte in compagnia con il fortunato di turno, Zandalee vuole che dei suoi capricci vengano soddisfatti sebbene siano impossibili da realizzare.

Il capitano di ventura Brendon D’Arkness decide di alloggiare presso la locanda della “robusta” Melody.
Però per pagare la locandiera Brendon si ritroverà affaccendato in alcuni piccoli casi da risolvere: tra cui quello di far luce per conto di una signora anziana, sulla sua caldaia che emette una misteriosa luce abbagliante.
Dietro la locanda si nasconde una sinistra serie di eventi legati alle scomparse degli alloggiatori.
Il tutto condurrà Brendon alla verità dei fatti dopo essersi affaccendato nei piccoli casi.
Si misurerà con l’amore e l’incubo incarnati dalla pericolosa Zandalee.

Lungi dall’essere una semplice lettura, anzi.
Dalla ottima vetrina di Massimo Rotundo si pregusta già la fattura di questo albo.
Chiaverotti ha firmato dei testi intrisi di mistero e di romanticismo nelle ultime pagine, realizzando ad hoc personaggi e scenari consoni per la giusta atmosfera. Architettando il tutto con una sapiente maestria. Invita così il lettore a leggere il messaggio lasciatoci dal suo figliolo Brendon: bisogna guardarsi non solo davanti allo specchio ma anche dentro la propria anima.
Le ultime venti pagine valgono già il prezzo del biglietto.
L’autore ha giocato molto con molteplici rimandi alla cultura cinematografica, basti guardare un personaggio in particolare.
Per il resto ha pensato la matita della stupefacente Lola Airaghi, alle prese con il mondo di Brendon e comprimari per costruire delle tavole da ammirare e trarne gran beneficio.
Una gioia, davvero. Se non altro una tra le letture più interessanti affrontate quest'anno dal sottoscritto.
Avete tempo per recuperarlo in edicola fino a giovedì. 



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