sabato 12 ottobre 2013

29 settembre 2013 - Breaking Bad 5x16 "Felina" - di Vince Gilligan (Spoiler)

NB: contiene pochi elementi spoiler. Per chi volesse avvicinarsi (e subito) alla serie, li inviterei a non leggere questo articolo. Magari salvatelo tra i preferiti e/o fatelo girare tra i vostri amici che hanno seguito la serie.

FELINA



written and directed by Vince Gilligan



I am. I can't speak for this Heisenberg that people refer to, but whatever... whatever he became, the sweet, kind, brilliant man that we once knew, long ago, he's gone.

Nel finale da brividi della puntata precedente Granite state, si poteva già prevedere ciò che sarebbe stata la linea di pensiero di Walter White e del perché abbia affrontato il tortuoso percorso di Heisenberg.
Perché ergere un impero della metanfetamina? Lo ha fatto per tirare su fior di milioni destinati a sua moglie Skyler e ai ragazzi?
La risposta si cela dietro l’ego del (fu) professore di chimica del liceo di Albuquerque.


I did it for me

Proprio così. Si è lasciato dietro una scia di sangue e non so quant’altro ancora di rischioso per nutrire il suo ego.
Il punto di rottura, appunto il breaking bad, è dovuto per la vita noiosa che conduceva da professore e per il tumore ai polmoni in seguito diagnosticatogli.
Da lì una metamorfosi. Conservando tuttavia (vedi la scena con Skyler e la piccina Holly) un briciolo d’animo dello stimato e gentile Walt.

Technically, chemistry is the study of matter. But I prefer to see it as the study of change. Just think about this. Electrons. They change their energy levels. Molecules. Molecules change their bonds. Elements. They combine and change into compounds. Well, that's all of life, right? It's the constant, it's the cycle. It's solution, dissolution. Just over and over and over. It is growth, then decay, then transformation. It is fascinating, really.

Jesse mentre cucina incatenato per i nazisti, sogna la libertà.
In una scena stile Mulino Bianco. Che sia lui a rimpiazzare Banderas?
Lontano dalla meth. Lontano dalle pallottole. Lontano dagli svitati. Lontano da “uncle Jack” e suo nipote Todd: faccia d’angelo ma cuor di stronzo dentro. Lontano da Walter White/Heisenberg.
Lontano da tutto e da tutti.



Se in un romanzo compare una pistola, bisogna che spari, diceva Cechov.
In questa serie molte volte è stata applicata questa regola. Come era giusto che fosse in base agli eventi.
In molte altre però, no, sempre come era giusto che fosse. Ovviamente rimischiando sapientemente le carte da Vince e sceneggiatori.
Mica è sempre detto che debbano schiattare tutti.
Questa digressione nata da una citazione di Cechov, per parlarvi del finale.



Mio dio.
Un finale semplice e funzionale ma la messa in scena di quanto è accaduto prima è spettacolare. Niente di più giusto per concludere l’epopea gangster di Vince Gillian nel migliore dei modi.
In una serie che si rispetti deve esserci un finale consono quanto dignitoso, senza fronzoli.
La ricina? Bè, domandatelo a Ly... troppo tardi.
E mio dio che canzone!



Parlando della serie, è tra i prodotti che avrei voluto scrivere, tra le cose che mi ha di più esaltato negli ultimi anni.

Tra le creazioni più cristalline a livello registico e di scrittura più emozionanti che dei bulbi oculari abbiano mai assistito.
A fine anno nella rubrica Ju Caffè d'Or(z)o dove vedrete premiati libri, fumetti e quant'altro ancora, vi parlerò in maniera  più approfondita della serie.

Rimanete sintonizzati su questi schermi e grazie per la lettura.


p.s. Un tributo da pianto ininterrotto. Montato divinamente. Enoy it.

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