venerdì 5 luglio 2013

I Cerchi nel Grano, Dylan Dog Gigante 14 - (di Bruno Enna e Giovanni Freghieri) - "12 Graphic Novelle per un anno"




Potrà non essere stata concepita come una graphic novel, ma il formato e il numero delle pagine possono benissimo essere presi in considerazione per la suddetta definizione.

Ci sono copertine che seppur non siano degli affreschi o delle opere d’arte, catturano senza pretese.
La copertina del “Dylandogone” numero quattordici è una di queste.
Ma anche per un altro motivo mi sono subito mosso per acquistare questo arretrato: di Bruno Enna avevo letto qualche buona storia, meritevoli per davvero. Perché non acquistare una maxi-storia da 240 pagine ad un prezzo irrisorio con un nome del calibro di Freghieri alle matite?
Perché vi sono delle vignette contenute in questo albo gigante che riescono ad essere valorizzate proprio grazie alla dimensione del suo contenitore.

Dylan Dog ancora una volta non metterà da parte il suo scetticismo: nemmeno di fronte ad un caso ufologico, si tratta di tutt’altro piuttosto che di  un video amatoriale girato con pochi spicci.
L’Old Boy si trasferisce per qualche giorno nella comunità di Winchester; dove si verificano degli strani fenomeni, come ad esempio i cerchi di grano. Realizzati per mano di una forza paranormale anziché dai “circlemakers”.
Dylan potrà avvalersi dell’aiuto della poliziotta Alicia, figura seducente e diversa dalle ragazze di cui Dylan si circonda qualche volta.
A Winchester gli abitanti si dividono in: cultori del paranormale e dall’altra parte gli scettici convinti, riponendo quindi la fiducia nella razionalità e nella scienza in primis.
Talmente in contrasto sono le due fazioni  che si concedono delle scazzottate quando l’argomento si fa acceso.
Nella comunità alcuni abitanti comniciano a lucrarci sopra a questo fenomeno inspiegabile.
L’Indagatore dell’incubo dovrà guardarsi bene le spalle durante la permanenza a Winchester.

La storia prosegue in maniera godibile, vi sono passaggi didascalici a tratti poetici e immediati come pochi. Prima che il nostro Dylan lasciasse a casa Groucho per seguire il caso, questi era in grande spolvero e vedrete che la spalla comica se ne uscirà con una battuta a “distanza”. Per chi l’ha letto, avrà senz’altro capito. Intervento delizioso.
Il formato come anticipato, valorizza il tratto e le tavole di un ispirato Freghieri. Alcune da ricordare per la sua solita bellezza sognante.

Un albo da recuperare se capita sotto tiro.

Letto subito dopo il dimenticabile “Il pianto della Banshee”. Brrr....
Ho recensito il Dylandogone in questione proprio per scrivere una recensione alternativa all’ultima storia inedita.
Metodo terapeutico. Consigliato.



P.s. di questo già ne avevamo parlato vero? Maurizio di Vincenzo: Dylan Dog a Terracina

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