domenica 5 maggio 2013

The Lords of Salem - di Rob Zombie (La Caverna del Cinefilo)



Primo film di Zombie per il sottoscritto.
Il trailer mi aveva attirato, e parecchio.
E’ stata però l’ennesima lezione di come non farsi trasportare abbondantemente da un trailer di tre minuti scarsi.


Ju Caffè in “La Caverna del Cinefilo” presenta...



LE STREGHE DI SALEM
Scritto e Diretto da Rob Zombie

 


Ordunque, addentriamoci nelle atmosfere del primo film che sto per recensire della nuova rubrica: “La Caverna del Cinefilo”.
Il regista rocker Rob Zombie ci propone un film sulla congiura delle streghe avvenuta nel XVII secolo a Salem.
Heidi è una ragazza che lavora come dj per l’emittante radiofonica Big H Radio con i suoi ormai amici di lavoro Whitey e Munster.
Vive in un appartamento con il suo cane, dove le uniche condomine del palazzo sono tre anziane pettegole.
Durante una delle ennesime trasmissioni della Big H Radio, arriva al centralino un pacco indirizzato proprio a Heidi: esso vi contiene una locandina di un concerto che di lì si terra tra breve e un vinile della cui band, I Signori, terrà il live a Salem. Porgendole dunque un piccolo sentito omaggio all’anti-eroina della storia.
A più riprese, il vinile suona fortemente sinistro all’orecchio della giovane, provocandole in seguito delle strane allucinazioni con delle scene aventi dei sabba e robe del genere.
Con il lunghissimo protrarsi della quotidianità alternata con le varie visioni, la ragazza dovrà restare in campana per un pericolo che l’attende.
La trama lancia subito quello che è l’incipit della storia, subito dopo le frequenti allucinazioni in seguito dell’ascolto del vinile. Fin qui si sono capite le premesse che la pellicola ci ha dato.
Ma per quarantacinque minuti il film subisce un evidente rallentamento della storia: un lungo protrarsi di visioni e di scene quotidiane potranno far calare qualche palpebra tra gli spettatori.
Azioni ripetute non lasciano spazio ad un eventuale grande sviluppo della narrazione.
Poca è la caratterizzazione dei personaggi, special modo dei suoi colleghi di lavoro; un lavoro in più sugli aspetti psicologici in qualche altra scena avrebbe di certo ingranato.
La regia più che buona semina qua e là omaggi ai grandi cineasti. Le riprese dalle sfumature leggermente kitch fino alle sequenze tra le più classiche del genere horror.
Negli ultimi venti minuti lo spettatore si ritoverà davanti il meglio del regista che ha concepito tecnicamente nelle riprese: sfortunatamente però non estremizzato dovutamente.
Rob ha scelto come protagonista della sua pellicola, nientepopodimenoche: Sheri Moon Zombie nonché consorte del suddetto; la sua buona interpretazione non guasta il profilo del personaggio e della trama (poco sviluppata).
Le premesse c’erano tutte per contribuire ad un horror (tra le tante cose, di horror c’è ben poco se non qualche rito e strane creature) autoprodotto, sarebbe servito contro un mercato prepotentemente mainstream del dollaro sonante. Un piccolo buco nell’acqua.
Per i maniaci, lo considereranno/considerano un capolavoro.




Voto?
6,5... 7/10 per essere buoni.

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