lunedì 31 dicembre 2012

Premio "Ju Caffè d'Or(z)o 2012" - Books, Comics and Music





Di tempo per buttar giù qualche rigo ne ho veramente poco.
La tesi, lo studio per le verifiche non mi consentono di gestire per bene con le recensioni e articoli vari.
Comunque con il terminare dell'anno solare duemiladodici, è tempo di fare un bilancio di quello che mi ha tenuto legato sulla poltrona/letto/divano/divano-letto/sedia a sdraio/lettino (e chi più ne ha più ne metta).
Dischi, libri, fumetti e via discorrendo.
Per i romanzi ho stilato una classifica, un indice di gradimento per i libri letti nel duemiladodici; non sono soltanto i titoli che sono stati pubblicati quest'anno.

Si comincia con il premio...


venerdì 21 dicembre 2012

"Uno zombie sotto l'albero" - The Walking Dead N.1-2



Uno Zombie sotto l’albero

The Walking Dead
N.1-2


Di R. Kirkman – T. Moore & C. Adlard


«Se in un romanzo compare una pistola, bisogna che spari»
(Anton Cechov)


«Quando non ci sarà più posto all'inferno, i morti cammineranno sulla terra.»
(Peter in “Zombi” – di George Romero)

 «Dichiaro questa serie come la mia nuova droga cartacea.»
(Majunior91 - Autocit.)



Ho atteso con (im)pazienza di recensire i primi due albi della ristampa, appena sbarcata nelle nostre edicole nel formato bonelloide.
“The Walking Dead” ha cominciato a diffondere la zombi-mania con la versione da libreria (sempre edita da Saldapress).
Ma la vera epidemia zombi si è dilagata nel 2010 con la serie tv diretta da Frank Darabont.
Superando il record di ascolti nella tv via cavo in patria.
Non passa molto tempo che l’ideatore del comic book Robert Kirkman e i pencilers verranno insigniti di un Eisner Award.

 a sinistra il sorridente pacioccone, ideatore della serie (R. Kirkman), alla destra il secondo e attuale penciler (C. Adlard)


Da qualche tempo ha raggiunto la quota di cento albi spillati.
A memoria di collezionista non si pensa ad un’altra serie a fumetti incentrata sugli zombi più bella.
La Saldapress ha piazzato sul nostro mercato la concretizzazione di un albo economico, dal perfetto binomio qualità-prezzo (ben novantasei pagine contiene!)
E gliene siamo immensamente grati per questa iniziativa che ha spalancato le porte a molte case editrici.
Ogni albo ne contiene quattro della versione spillata americana.
L’unica pecca è la distribuzione a macchia di leopardo, in fase di miglioramento.
Un bel premio come “prodotto dell’anno” non glielo toglierebbe nessuno!


The Walking Dead N.1
Prezzo: € 2,90, 16 x 21, pp. 96, b/n




Rick Grimes, il vice-sceriffo impavido della contea di Cynthiana, con il suo amico e collega Shane  interverranno in una sparatoria.
Rick verrà ferito gravemente e cadrà in coma per un mese.
Al risveglio scopre che l’ospedale è popolato da morti viventi.
Come del resto la zona circostante.
Il vice-sceriffo cade nella disperazione e non fa a meno di pensare a sua moglie Lori e al figlio Carl.
Farà la conoscenza di Glenn, un ragazzo che lotta estrenuamente per sopravvivere.
Non perderanno l’occasione di allearsi e Rick verrà condotto verso uno spiraglio di luce.
Da qui si svilupperà il survival horror cartaceo del momento.



Kirkman utilizza una forma degna di essere chiamata scrittura, lasciandoti con il respiro mozzato.
Ogni singolo personaggio agisce secondo la propria indole e psicologia senza ripensamenti.
L’autore stesso ha dichiarato la sua serie non la solita saga avente soltanto carne da macello (comunque apprezzabile), ma lo zombi rappresenta soltanto un pretesto di quello che sarà l’indagine mentale sull’uomo.
Il tratto di Tony Moore (che realizzerà solo sei degli albi spillati) è evidentemente caratterizzato da una cura maniacale dei dettagli e della fisionomia degli orridi morti-viventi.
In più di una vignetta è satura la disperazione, la tensione del personaggio trasmessa magistralmente dalla china.



The Walking Dead N.2
Prezzo: € 2,90, 16 x 21, pp. 96, b/n



  
(Uscito in edicola da qualche giorno)
Il nostro protagonista non è il solo sopravvissuto.
Presto scopre grazie al piccolo Glenn, un tendaggio dove vi risiedono altri superstiti; sfuggiti dall’apocalisse che sta incombendo da un mese.
Shane ha costruito e organizzato il campo tendato per nutrire e quindi trovare una posizione lontana dai morti-viventi.
Rick abbraccerà come non ha mai fatto in vita sua, la moglie Lori e suo figlio.
Tra i personaggi superstiti vi si svolgono esercizi di tiratura, passeggiate e un intrecciarsi di relazioni.
Il nemico però è dietro l’angolo.
E per rendere più accattivante la story-line ,non tarderanno ad esserci i primi dissapori con tanto di confessioni.
Ci abbandona dopo un breve periodo lo straordinario Tony Moore, a succedergli ci penserà l’altresì apprezzato Charlie Adlard. Dallo stile più ombreggiato verso un richiamo noir per la serie.
Il papà della serie non ci permette consecutivamente di riprendere il fiato.
Con l’avvicendarsi degli eventi semina colpi di scena degni del suo nome. Al di là di ogni aspettativa mi ha spiazzato. Manco fossi uno zombi!

Simpaticissima la rubrica redazionale dove vengono proposte le vignette di Voglino e Giorgini. I protagonisti sono due fan malatissimi di TWD: con l'obiettivo di guardare in santa pace sul loro divano la loro serie preferita.

 il tratto a sinistra di Tony Moore e a destra del nuovo arrivato Charlie Adlard

Il primo albo è uscito in edicola nella metà di novembre, ma da qualche giorno troverete la ristmapa del numero in tutte le edicole e fumetterie.
Dunque accorrete nelle edicole e ve ne prego, approfittatene!
Fate trovare ai vostri amici, parenti e nemici (?) uno zombie sotto l’albero.


martedì 11 dicembre 2012

Piccola Guida sul mondo di Dylan Dog (DD 313-314-315)


Avrei voluto cominciare a recensire gli albi sull’indagatore dell’incubo cominciando con il numero 53 (tra i primi dell’edizione originale che sono riuscito a procurare).
Però navigando un bel giorno su internet, nell’aula di informatica della mia scuola ho scoperto qualche settimana prima dell’uscita, l’imminente pubblicazione della storia inedita di Novembre, che il soggetto, la sceneggiatura e i disegni sarebbero stati prodotti nientepopodimeno che... dal copertinista regolare della serie, Angelo Stano!
Primo albo “factotum” dell’artista pugliese nonché primo per questa serie.

Ed è grazie a questi lampi di creatività che inducono i recensori a complicare la vita...

...complicargliela a tal punto da “commissionargli” prima una introduzione sul personaggio creato da Tiziano Sclavi.
Che lo ha elevato nell'olimpo del fumetto italiano e ormai tradotto in gran parte del globo.
Un fumetto che sta trainando assieme a “Tex” la Sergio Bonelli Editore.








Non si sa in quale notte un giovane Tiziano Sclavi concepì quello che sarebbe divenuto una vera e droga cartacea e tra le richieste che assillano da quel giorno i nostri giornalai.
Tiziano Sclavi prima di quel dì aveva attraversato tante redazioni di ogni genere e scritto per la Bonelli qualche albo di “Martyn Mystere”, “Mister No” e “Zagor”.
Nel corso della carriera si è cimentato nelle forme più disparate di scrittura: dalle canzoni alla narrativa fino alle storie per l'infanzia.

Da non molto tempo conduce una vita molto riservata. In molti (me compreso) a gran voce attendono un suo ritorno ai testi di “Dylan Dog”



Cercherò di essere da questa riga in poi di buttare giù un profilo esauriente sul personaggio (senza che mi dilunghi troppo).

Dylan risiede a Londra, in via Craven Road 7 assieme al suo buffo assistente Groucho Marx (qui Sclavi ha chiamato in causa l'attore comico Groucho Marx veramente esistito).
Spalleggiato da un personaggio singolare di cui non può fare a meno di sparare freddure allucinanti.
Il protagonista svolge il mestiere di indagatore dell'incubo.
La fisionomia (voluta fortemente dal creatore) è stata ripresa dall'attore Rupert Everett.
Nel film tratto dal romanzo sempre di Sclavi “Dellamorte Dellamore”, il ruolo da protagonista venne recitato giusto appunto da Rupert Everett, vestì i panni di un vicinissimo archetipo di Dylan.
Non molto precario come lavoro poiché molti casi e storie paranormali lo attenderanno per trecento e passa storie (senza contare gli albi speciali fuori serie.)

Ormai questa testata è radicata nell'immaginario collettivo, anche di chi non ha mai aperto un suo albo.
I primi numeri sono entrati nella memoria e hanno spalancato tante porte sentimentali in tutti noi.
Storie e comprimari realizzati come non se ne erano mai visti.
Negli albori abbiamo visto sfilare tra i migliori sceneggiatori e disegnatori della serie.
E in qualche occasione tornano sulla testata regolare per regalarci ancora nuove emozioni e tanti misteri.

A seguire trarrò delle brevi conclusioni sugli ultimi tre numeri della serie regolare...

“Il Crollo” - sceneggiatura di Paola Barbato, disegni di Giovanni Freghieri



Sotto le macerie di un palazzo Dylan indagherà, privo di memoria, su una minaccia che incombe sul protagonista.
Non sarà il solo. Man mano scoprirà altre presenze, le quali non tarderanno a intervenire per informarsi sull'accaduto.
La Barbato malgrado qualche sequenza poco incisiva, propone una buona sceneggiatura. Non mancano tensione e un susseguirsi di eventi inaspettati.
Le tavole di Freghieri? Una gioia come sempre per i nostri occhi.
Un albo che non dispiace certamente, ma ci si erano fatte aspettative più elevate.

Voto 6,5/10



“I segni della fine” - sceneggiatura di Giovanni Gualdoni – disegni di Giampiero Casertano



Dei fenomeni paranormali, quali scomparse di cabine telefoniche, treni delle metropolitane totalmente fuori controllo e via discorrendo stanno creando una serie di omicidi del tutto inspiegabili...
Stregoneria, o l'imminente fine del mondo di sta avvicinando?
Un eccezionale Casertano (apprezzato ultimamente con il primo albo della collana “Le Storie”: “Il Boia di Parigi” fa da contorno a questa storia interessante.
Con una trama non proprio originalissima riesce ad attirare comunque il lettore. Ha tutte le carte per farsi apprezzare questo volume.

Voto: 7/10


“La legione degli scheletri” - disegni, soggetto e sceneggiatura di Angelo Stano



Una sequenza spietata di omicidi colpirà dei giovani londinesi.
Tutti scatenati da qualche rappresentazione grafica di una giovane artista.
Quale oscuro elemento ci sarà dietro?
E con il “Tutto – Stano” che è partito il motore per il mio collezionismo mensile!
Sul comparto grafico nulla da discutere... anzi, eccelle più che mai l'artista barese su dettagli e scenari.
Sulla sceneggiatura, si erano create aspettative molto elevate.
Presenta elementi già proposti in qualche pellicola argentiana e in un romanzo di Stephen King (lascio a voi indovinare.)
Basta pensare che sia il primo albo interamente prodotto da un autore. Meriterebe grande attenzione.
E fa ben sperare a tutti i dylandogofili per la qualità delle prossime storie.

Voto: 7-7,5/10





Il primo tributo del sottoscritto sul personaggio sclaviano termina qui.
Con l'ultimo albo in cui si è intravisto uno spiraglio di luce speranzoso.
Sarò stato poco esauriente ma auspico che possa essere un buon sunto sugli ultimi tre capitoli e sulla storia editoriale...

sabato 1 dicembre 2012

From the 2nd Moon with Mistery - Part 1 ("1Q84" Libri 1-2, Haruki Murakami)



"Non si lasci ingannare dalle apparenze. La realtà è sempre una sola"

“Quello che apprezzo di più, soprattutto per quanto riguarda i romanzi, è non riuscire a comprenderli completamente.”

Da qualche parte esiste una fine. Solo che non si trova un cartello con scritto "Ecco, questa è la fine". Come al gradino più alto di una scala non si trova scritto "Attenzione, questo è l'ultimo gradino. Non fate un altro passo oltre a questo".


“From the 2nd moon with mistery”

1Q84
Libri 1-2
di Haruki Murakami



Ci si lascia dietro una scia di sensazioni, ci si lascia non so quant’altro serva per mettere in luce 1Q84 libri 1-2; penultime fatiche letterarie di Murakami sensei (unite in un unico tomo).
Ma altresì potremmo averci lasciato lungo il sentiero, dei punti interrogativi che presto volteggeranno su di noi come uno stormo di corvi.

Il titolo omaggia George Orwell e il suo romanzo – denuncia (scritto negli anni 50’) “1984”; dal contenuto a tratti profetico.
Si avrà l’occasione per farne oggetto di una disquisizione sul blog...