martedì 11 dicembre 2012

Piccola Guida sul mondo di Dylan Dog (DD 313-314-315)


Avrei voluto cominciare a recensire gli albi sull’indagatore dell’incubo cominciando con il numero 53 (tra i primi dell’edizione originale che sono riuscito a procurare).
Però navigando un bel giorno su internet, nell’aula di informatica della mia scuola ho scoperto qualche settimana prima dell’uscita, l’imminente pubblicazione della storia inedita di Novembre, che il soggetto, la sceneggiatura e i disegni sarebbero stati prodotti nientepopodimeno che... dal copertinista regolare della serie, Angelo Stano!
Primo albo “factotum” dell’artista pugliese nonché primo per questa serie.

Ed è grazie a questi lampi di creatività che inducono i recensori a complicare la vita...

...complicargliela a tal punto da “commissionargli” prima una introduzione sul personaggio creato da Tiziano Sclavi.
Che lo ha elevato nell'olimpo del fumetto italiano e ormai tradotto in gran parte del globo.
Un fumetto che sta trainando assieme a “Tex” la Sergio Bonelli Editore.








Non si sa in quale notte un giovane Tiziano Sclavi concepì quello che sarebbe divenuto una vera e droga cartacea e tra le richieste che assillano da quel giorno i nostri giornalai.
Tiziano Sclavi prima di quel dì aveva attraversato tante redazioni di ogni genere e scritto per la Bonelli qualche albo di “Martyn Mystere”, “Mister No” e “Zagor”.
Nel corso della carriera si è cimentato nelle forme più disparate di scrittura: dalle canzoni alla narrativa fino alle storie per l'infanzia.

Da non molto tempo conduce una vita molto riservata. In molti (me compreso) a gran voce attendono un suo ritorno ai testi di “Dylan Dog”



Cercherò di essere da questa riga in poi di buttare giù un profilo esauriente sul personaggio (senza che mi dilunghi troppo).

Dylan risiede a Londra, in via Craven Road 7 assieme al suo buffo assistente Groucho Marx (qui Sclavi ha chiamato in causa l'attore comico Groucho Marx veramente esistito).
Spalleggiato da un personaggio singolare di cui non può fare a meno di sparare freddure allucinanti.
Il protagonista svolge il mestiere di indagatore dell'incubo.
La fisionomia (voluta fortemente dal creatore) è stata ripresa dall'attore Rupert Everett.
Nel film tratto dal romanzo sempre di Sclavi “Dellamorte Dellamore”, il ruolo da protagonista venne recitato giusto appunto da Rupert Everett, vestì i panni di un vicinissimo archetipo di Dylan.
Non molto precario come lavoro poiché molti casi e storie paranormali lo attenderanno per trecento e passa storie (senza contare gli albi speciali fuori serie.)

Ormai questa testata è radicata nell'immaginario collettivo, anche di chi non ha mai aperto un suo albo.
I primi numeri sono entrati nella memoria e hanno spalancato tante porte sentimentali in tutti noi.
Storie e comprimari realizzati come non se ne erano mai visti.
Negli albori abbiamo visto sfilare tra i migliori sceneggiatori e disegnatori della serie.
E in qualche occasione tornano sulla testata regolare per regalarci ancora nuove emozioni e tanti misteri.

A seguire trarrò delle brevi conclusioni sugli ultimi tre numeri della serie regolare...

“Il Crollo” - sceneggiatura di Paola Barbato, disegni di Giovanni Freghieri



Sotto le macerie di un palazzo Dylan indagherà, privo di memoria, su una minaccia che incombe sul protagonista.
Non sarà il solo. Man mano scoprirà altre presenze, le quali non tarderanno a intervenire per informarsi sull'accaduto.
La Barbato malgrado qualche sequenza poco incisiva, propone una buona sceneggiatura. Non mancano tensione e un susseguirsi di eventi inaspettati.
Le tavole di Freghieri? Una gioia come sempre per i nostri occhi.
Un albo che non dispiace certamente, ma ci si erano fatte aspettative più elevate.

Voto 6,5/10



“I segni della fine” - sceneggiatura di Giovanni Gualdoni – disegni di Giampiero Casertano



Dei fenomeni paranormali, quali scomparse di cabine telefoniche, treni delle metropolitane totalmente fuori controllo e via discorrendo stanno creando una serie di omicidi del tutto inspiegabili...
Stregoneria, o l'imminente fine del mondo di sta avvicinando?
Un eccezionale Casertano (apprezzato ultimamente con il primo albo della collana “Le Storie”: “Il Boia di Parigi” fa da contorno a questa storia interessante.
Con una trama non proprio originalissima riesce ad attirare comunque il lettore. Ha tutte le carte per farsi apprezzare questo volume.

Voto: 7/10


“La legione degli scheletri” - disegni, soggetto e sceneggiatura di Angelo Stano



Una sequenza spietata di omicidi colpirà dei giovani londinesi.
Tutti scatenati da qualche rappresentazione grafica di una giovane artista.
Quale oscuro elemento ci sarà dietro?
E con il “Tutto – Stano” che è partito il motore per il mio collezionismo mensile!
Sul comparto grafico nulla da discutere... anzi, eccelle più che mai l'artista barese su dettagli e scenari.
Sulla sceneggiatura, si erano create aspettative molto elevate.
Presenta elementi già proposti in qualche pellicola argentiana e in un romanzo di Stephen King (lascio a voi indovinare.)
Basta pensare che sia il primo albo interamente prodotto da un autore. Meriterebe grande attenzione.
E fa ben sperare a tutti i dylandogofili per la qualità delle prossime storie.

Voto: 7-7,5/10





Il primo tributo del sottoscritto sul personaggio sclaviano termina qui.
Con l'ultimo albo in cui si è intravisto uno spiraglio di luce speranzoso.
Sarò stato poco esauriente ma auspico che possa essere un buon sunto sugli ultimi tre capitoli e sulla storia editoriale...

Nessun commento:

Posta un commento