martedì 27 novembre 2012

La Redenzione del Samurai (R. Recchioni - A. Accardi)

Nella collana concepita da poco "Le Storie", dalla Bonelli, questa volta presenta...

La Redenzione del Samurai
di Roberto Recchioni - Andrea Accardi






Non si fa in tempo a finire di leggere “Il boia di parigi” (scritto da P. Barbato e disegnato da G. Casertano), che nelle edicole sbarca il secondo episodio della collana “Le storie”.
Sta già riscontrando un vasto successo tra il pubblico, che tiene più che vivo, l’ardore di seguire sempre più questa sinergia artistica tra lo sceneggiatore e il disegnatore.
I quali daranno poi vita ad una piccola gemma lettereria da leggere e da custodire.

Con “La redenzione del samurai” scritta da Roberto Recchioni e disegnata da Andrea Accardi, ci guidano nel pieno periodo Edo (XII – XIV secolo circa), epoca dei feudi giapponesi.

Verrete letteralmente catapultati nell’epoca della filosofia giapponese del “Meifumado” (abbracciata molto volentieri dal Rrobe.)

Il giovane samurai Tetsuo, è stato designato “kaishakunin” (colui che viene incaricato di
decapitare il suicida durante il momento di agonia) dal suo maestro Jubei.
Poco prima che disertasse.

Proprio Tetsuo Kogawa verrà chiamato al cospetto del daimyo (signore feudale) e consigliere, per ritorvare il suo maestro e ricondurlo per compiere una volta per tutte, il rito suicida.



Nel percorso che presto affronterà il giovane samurai, riscoprirà i valori; ai quali ogni guerriero samurai attinge per farne il proprio codice etico.

Sarà quindi disposto mentalmente ad accettare la probabile morte del maestro; oppure la sua di morte.

Un concetto che viene distinto proprio con il nome di “Meifumado”.

Sebbene la storia possa risultare lineare, l’arguzia di Recchioni è stata quella di creare degli artifici narrativi più che efficaci. La caratterizzazione dei personaggi è tra i tanti fattori che rende davvero l’unicità del racconto (di un personaggio secondario in particolare.)

La preparazione delle tavole e la disposizione di alcune vignette, che rappresentano gli scontri, richiamano agli appassionati moltissimi riferimenti cinematografici e molti altri riferimenti appartentni al mondo dei manga.



Delle sequenze che lasciano il lettore a mozzafiato, per la bellezza e per la rappresentazione magistrale di Accardi.

Con questo numero, si può assaporare sul serio un racconto privo di elementi stereotipanti, che di solito gli occidentali utilizzano per mettere in mostra una tra le tante sfacettature dell’Oriente.

Si può nutrire soltanto gratitudine per questa storia e per la Bonelli, molto coraggiosa, che con ogni mezzo acquista sempre più un largo consenso dal pubblico.

Su questa collana, ci sarà il seguito. O meglio, due seguiti che sono stati confermati.
Inviterei quindi di non prendere conclusioni affrettate sul finale.


4 commenti:

  1. Ottima recensione...la penso come te e sono contento che siano stati confermati 2 seguiti di questa storia in particolare. Ho grandi aspettative dalla collana "Le Storie" e spero che prosegua per molto ancora. :)

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    1. Ciao Andrea!
      Mi chiedevo infatti se si potesse parlare dell'ultima gemma made in Bonelli.
      Con "La redenzione del samurai" il duo Recchioni - Accardi hanno dato vita ad un racconto fuori dall'ordinario.
      Le tavole? Ogni altro commento del sottoscritto sarebbe superfluo...
      Grazie per aver condiviso la tua opinione.
      Aggiungiti tra i follower del blog e potrai trovare altri articoli che potrebbero interessarti ;)

      Alla prossima con la "Rivolta dei Ssepoy" (Brindisi ti dice niente?) :)

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    2. Ciao ragazzi, davvero gran bella collana "Le storie".
      Noi di Dylandogofili abbiamo organizzato un evento al Comicon Salerno dove si parla proprio di questa collana con gli autori. Se può interessare lascio il link all'articolo (appena andato on-line) :

      http://www.dylandogofili.com/risorse_homepage/dylandogofili-salerno-comicon-2012/dylandogofili-salerno-comicon-2012.htm

      Grazie
      Cristian


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    3. Grazie mille per la segnalazione!
      Io non potrò esserci purtroppo ma voi godetevi questo incontro con gli autori.

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