giovedì 26 luglio 2012

Nirvana 5

“In Africa, ogni mattina una gazzella si sveglia e sa che se vuole sopravvivere deve correre più veloce del leone.
Ogni mattina un leone si sveglia e sa che se vuole sopravvivere deve correre più veloce della gazzella.
Non importa che tu sia gazzella… o leone.
Corri!”

“Nirvana quasi agli sgoccioli!”
Non, non vorrei che i miei padiglioni auricolari udissero questa frase che incombe su questa serie ben riuscita e credibile poiché si regge senza alcun cliché.
Ormai ha conquistato un buon numero di lettori: merito dell’unico ingrediente, la tipica verve by Paguri (per i fedelissimi di Don Zauker sapranno di cosa sto parlando.)
A completare l’opera i disegni, basta guardare pagina 19! Forse un richiamo a "Novecento" di Baricco?
Rifacendomi alla citazione iniziale, Ramiro seppur corra, non riesce mai a sfuggirgli.
Nell’ultimo numero è riuscito a mettere i bastoni tra le ruote al capo Occhionero Ronson!
Il mansueto (e quando vuole iracondo... da lì saranno falli privi di zuccheri) ispettore Buddha, sosia del buon Bud Spencer (non di Giuliano Ferrara, come già stato ribadito) in ogni numero lo troviamo che si sta scervellando pur di salvare le chiappe a quel fanfarone di Ramiro.
Ma si parte subito con la trama del quinto (e spero che non sia il penultimo) numero!
TRAMA:
In questo volume Ramiro sarà l'osservato e bersaglio facile speciale (e unico della gang Ronson) poiché sta diventando sempre più scomodo.
Si improvviserà pianista (rullo di tamburi... in questa occasione farà la conoscenza di due personaggi davvero singolari, legati ad un personaggio, il quale dal primo numero non perde l'occasione di rompere i cosiddetti a Ramiro), chirurgo e... verrà spedito in Africa nei panni di missionario! Questo perché Ramiro giungerà ad un compromesso con uno dei due personaggi di cui non vorrei rivelarne l'identità a chi non ha ancora sfogliato questo albo!
Si cerca anche di capire bene le situazioni concatenate meglio dei film di un certo spessore (ad esempio in quelli del tenero Moccia... se se.), il finale infatti lascia parecchi punti interrogativi ma ne toglie altrettanto.

La storia ormai si sa, ha preso una direzione più che spassosa.
Il susseguirsi delle gag non lascia al lettore di riprendere fiato per le risate. Non è da poco.
Il tutto accompagnato da varie vignette grazie alla matita di Caluri che crea e modella, come con la creta, dei volti e delle espressioni caricate fino a far muovere l'ultimo muscolo facciale del personaggio.
Si prevede un gran finale(?)... naaa!
Si prevede un gran numero, nella speranza che i nostri e amati Paguri concepiscano un continuo di questa serie che allieta i nostri trenta/sessanta minuti di svago sul nostro divano.
Quindi si cerca di incrociare mani, piedi e... boh. Provateci voi intanto...

Storia e disegni: voto 7,5







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