lunedì 23 luglio 2012

Nella terra dei cachi con gli Elii (Eat the Phikis)

"Parcheggi abusivi, applausi abusivi. villette abusive. abusi sessuali abusivi.
Tanta voglia di ricominciare abusiva."

Correva l'anno 1996: durante una delle tante edizioni del festival di Sanremo gli elii arrivarono in finale
Fin qui tutto fila bene... anzi, alla perfezione!
Quando Pippo Baudo, non si sa per quale futile motivo, gli negò ingiustamente il premio!
Tuttavia ne uscirono vittoriosi, da vincitori morali del festival.
Si erano esibiti con la prima traccia del disco, "La Terra dei Cachi", una canzone denuncia di un'Italia che avvertiva già i primi sintomi della corruzione e dell'ignoranza collettiva: madre della violenza negli stadi, dell'italiano qualunque e via discorrendo.





Indimenticabile resterà la performance sanremese per l'esecuzione tecnica e per il travestimento da Rockets.
Oltre al singolo citato, è veramente difficile pescare una canzone che non piaccia della band milanese.
I temi affrontati nel disco sono molteplici: dalle questioni "amorose" in salsa latino-americana ("El Pube"), "ginniche e anatomiche" (nella canzone metal-barocca "Milza"), uno tra i cavalli di battaglia e pezzi pregiati dell'album, e varie celebrità che secondo alcune leggende metropolitane pare che abbiano cambiato nome per vivere nei quartieri romani:
in "Li Motacci") che giocano e si divertono con Giorgia a rivisitare con lo stesso Vianello il suo celeberrimo "Ully Gully")
A proposito di featuring, questo disco ne vanta altri due altresì particolari e strepitosi: in "First me, Second me" ripropongono un vecchio sketch (che li rese famosi durante gli anni della sudatissima gavetta) stavolta insieme ad un grande personaggio del calibro di James Taylor.
L'altro duetto gli Elii hanno tirato fuori il massimo della loro espressione tecnica, Elio vocalmente raggiunge picchi altissimi, assieme a Giorgia che collabora in maniera sublime, un duetto che vale più della intera discografia della cantante romana! Qui vi fa la sua porca figura (bon'anima) l'assolo di sax del magico Feiez. Da brividi. ("T.V.U.M.D.B." citano chiaramente lo stile degli Earth Wind and Fire)
Ritengo il brano "Omosessualità" originalissimo e senz'altro intelligente.
Tanto per cominciare, Elio suona il basso al posto di Faso, poiché quest'ultimo non vuole contribuire nei pezzi heavy metal, un genere che a suo avviso non gli garba.
Nell'ultima strofa recitano una vera e propria perla di saggezza: "vivo come voi, soffro come voi, brindo come voi, lo prendo in culo come voi, ma amo più di voi..."
Successivamente Vladimir Luxuria l'ha ufficialmente premiato questo inno contro l'omofobia.
La traccia che chiude questo disco fuori dai canoni artistici della musica nostrana è la nostalgica "Tapparella";  vediamo Elio nei panni di uno studente delle scuole medie in una festa tipica di fine anno, si è auto invitato e vuole godersi fino in fondo questa festa come Cristo comanda.
Conclusasi poi con la sua esclusione e con tanto di coro finale (immancabile nei appuntamenti live) "Forza Panino!"
Di questa gemma musicale se ne parla poco o nulla, ma tra gli appassionati ha lasciato un grandissimo ricordo, ma allo stesso tempo è un patrimonio da custodire gelosamente!
Il buon Frank Zappa (ispiratore principale della band) ne sarebbe molto fiero di questo risultato denso di calembour e di ricche citazioni musicali eseguite perfettamente.
Lode agli Elii.
Amen.






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