sabato 28 luglio 2012

Nel gelido clima della miseria secondo Steinbeck ("Furore")


"Non esiste né peccato, né virtù. Esiste solo quello che si fa e che è parte della realtà, e tutto ciò che si può dire con sicurezza è che la gente fa delle cose che sono simpatiche, altre che non sono simpatiche."

"La banca è qualcosa di diverso da un essere umano. Capita che chiunque faccia parte di una banca non approvi l'operato della banca, oppure la banca fa lo stesso. Vi ripeto che la banca è qualcosa di più di un essere umano. È il mostro. L'hanno fatta degli uomini, questo sì, ma gli uomini non la possono tenere sotto controllo."





Allo scoccare della mezzanotte dopo un caldo e appiccicoso sabato sera ci si accinge a finire la recensione su un testo che ci riporta in un gelido clima.
“Furore” viene trascurato nelle scuole pubbliche ma sui vari social network e nei vari forum continua ad avere un largo consenso, proposto a FUROR di popolo nelle varie liste della spesa come romanzo da acquistare e da leggere fino all'ultima pagina.
Fino all’ultimo grido di speranza per la famiglia Joad.
La famiglia protagonista di questo romanzo è tormentata dalla fame ma non demorde nella ricerca continua di un lavoro nelle terre californiane.
Il Premio Nobel, John Steinbeck in questa maestosa enciclopedia romanzata sulla crisi del New Deal, non vuole soltanto dare piccole lezioni di storia ma illustrare i vari volti che la miseria può assumere.
Il più frequente se non altro è la prepotenza dei latifondisti, che prevale e schiaccia il proprietario terriero con l'intenzione di cacciarlo e strappargli via la terra.
La famiglia Joad presto verrà sfrattata da questi ultimi e andrà in cerca d’un posto in cui si possa guadagnare il minimo per sopravvivere.
Tom Joad torna dal carcere per buona condotta. Era stato sbattuto dentro per aver partecipato ad una rissa.
La sua famiglia è composta da: i genitori, Rosa Tea (sorella in gravidanza) e consorte, dai fratelli Noè e Al, zio John, dai piccoli WInfried e Ruth, dai nonni, ad aggiungersi alla compagnia ci pensa il (fu) predicatore Casy; un fiume di perle di saggezza di cui il lettore non farà a meno di segnare ogni qualvolta che ne legge una.
Ogni difetto, ogni virtù di questa numerosa famiglia cambierà continuamente il corso delle vicende, lottando senza sosta per la vita.
Ma ne fa di loro degli uomini che cercano di condurre una vita dignitosa rispetto ai tiranni che gli privano della terra e del tetto familiare.
L’autore lascia fluire senza espedienti narrativi troppo artificiosi la sua scrittura, di modo che si possa seguire la storia senza rallentare. 
Una volta nella nostra vita bisogna tuffarsi nell'epopea della famiglia Joad, destinata a peregrinare sulla Route 66, fino a quando i loro occhi non saranno risparmiati dagli orrori che la terra promessa gli tiene in serbo.

P.S. Vi invito caldamente ad ascoltare sul sito di Radio2 il file podcast, in cui Manuel Agnelli (Afterhours) racconta la nascita del suo ultimo album "Padania" e legge un brano (dal 13 min.) tratto proprio da Furore.




Nessun commento:

Posta un commento