giovedì 21 giugno 2012

Tutti a prenotare al Grand Hotel Cristicchi!

"La verità è come il vetro | che è trasparente se non è appannato | per nascondere quello che c'è dietro | basta aprire bocca e dargli fiato!" (da "Meno Male")

Nel mio percorso da aspirante receptionist, avrei pubblicato prima o poi questa recensione.

Torniamo al presente.

Nell'anno horribilis del festival sanremese (quello del principe e del vincitore uomo-trota Valerio Scanu) Cristicchi torna a calcare il palcoscenico dell'Ariston. Uno spiraglio di luce.
Il cantautore riccioluto ce lo ha dimostrato con la sua ultima fatica, anticipata dal singolo portato in gara "Meno male": una chiara protesta contro i media che per un periodo trasmettevano servizi sull'ex first lady francese Carla Bruni.



"Grand Hotel Cristicchi" è un albergo nel quale si può avere accesso alle varie stanze,  gestite da un Cristicchi che veste i panni dell'albergatore.
Nella prima stanza/traccia "Il pesce amareggiato", è dedicata al gruppo ambientalista italiana di Greenpeace; racconta le peripezie di un pesce in cerca di un posto pulito senza che l'intervento umano possa danneggiare l'ambiente.
Tra un aforisma di Woody Allen ("Vita all'incontrario") e un anziano intento a conquistare una sua coetanea in uno ospizio ("L'Ultimo valzer"), si entra nella stanza probabilmente più intima della struttura alberghiera, "Insegnami", scritta per suo figlio Tommaso; qui Simone Cristicchi veste i panni di un padre intenzionato a crescere e ad augurare tutto il bene possibile al suo figliuolo.
Ma come se niente fosse il l'albergatore-cantautore estrae una chitarra dal bancone della reception e non perde l'occasione di dedicare un pezzo alle vittime inconsapevoli dei talent show ("Meteora").
Ad un tratto l'atmosfera diventa quella di una festa paesana, dove si inneggia alle donne dei preti e di un Premier ("Volemo le bambole"); canzone tratta dalla tradizione toscana, cantata con il Coro dei Miniatori di Santa Fiora.
Presto il nostro albergatore capelluto riesce ad allestire in una stanza, un palchetto rock.
Nella suddetta stanza esegue un brano che racconta i fatti accaduti durante il G8 di Genova ("Genova brucia).
Dopo l'ultima traccia "Come la Neve", un ragazzo di nome "Bruno" (traccia fantasma del disco) vi aspetta nell'ultimissima stanza. L'albergatore vi racconterà le vicissitudini di questo ragazzo, tipico casinista italico.
Meno male che non è l'Overlook Hotel! Gestione perfettamente riuscita e coadiuvata dal Gnu Quartet.
Ma un albergo dove albergano (non me ne vogliate per il gioco di parole) i sentimenti di un uomo capace di ospitarti e di saziarti l'animo come ogni artista dovrebbe fare.
L'hotel est a votre disposition!



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